Il Budgeting Aziendale

 

 Questa Azienda Ospedaliera, al fine di consentire l'introduzione della metodica di budget, ha costituito un comitato di budget ed approvato, con deliberazione n° 252 del 19 febbraio 2001, un regolamento con la relativa scheda di budget.

Il Comitato di Budget 2003 è costituito da:

  1. Direttore Generale, Dott. Francesco Licata di Baucina;

  2. Direttore Amministrativo, Dott. Carmelo Oliva;

  3. Direttore Sanitario, Dott.ssa Giovanna Volo;

  4. Responsabile dei Centri di Costo e Programmazione per Budget, Dott.ssa Antonia Di Benedetto;    

  5. Responsabile U.O. Metodologia Clinica, Sistema Informativo e Statistico Aziendale, Dott. Salvatore Corrao; 

  6. Responsabile U.O. Metodologia Clinica e Qualità, Dott. Domenico Colimberti;

  7. Direttori Medici di Presidio, Dott.ssa Rosalia Spallino, Dott. Antonio Nascè;

  8. Segretario Verbalizzante, Dott.ssa Giovanna Greco.

 

 

Vedi composizione dei precedenti comitati di budget

Questa pagina web vuole offrire un aiuto alla lettura del regolamento aziendale con un indice ipertestuale.   

    Indice Ipertestuale

Riferimenti Normativi

D.L.vo n. 502/92 come modificato dal D.L.vo n. 517/93 e dal D.L.vo n. 229/99

D.L.vo n. 29/93

Decreto Assessoriale (Regione Siciliana) n. 24469 del 28/01/1998

Legge Regionale (Regione Siciliana) n. 8 del 17/03/2000

Nota del 28 aprile 2000 Assessorato Sanità Regione Siciliana

Decreto Presidenziale (Regione Siciliana) 11/05/2000

Piano dei Centri di Costo

Definizione e Ruolo del Sistema di Budget

Gestione del Budget

Il Processo di Budget

Le fasi di Sviluppo

Sezione I: Analisi e Valutazione delle Attività

Sezione II

Sezione III

Sezione IV: obiettivi di Attività

Sezione V

Sezione VI

Norme Transitorie

 


               

 

 

REGOLAMENTO

AZIENDALE

 

 
 

 

 

 

 

 

 

 

  

PREMESSA

 

RIFERIMENTI  NORMATIVI

  

         Preliminarmente qui di seguito si richiamano i principali riferimenti normativi concernenti la Contabilità analitica per Centri di Costo e la Metodica del Budget:

 

 q      D.L.vo n. 502/92 come modificato dal D.Lvo n. 517/93 ed infine dal D.L.vo n. 229/99 all’art. 3, 1 - bis statuisce che “…le USL si costituiscono in Aziende con personalità giuridica pubblica e autonomia imprenditoriale;  la  loro organizzazione e funzionamento sono disciplinati con atto aziendale di diritto privato……”; all’art. 3, 1 – ter  recita “La aziende…informano la propria  attività a criteri di efficacia, efficienza ed  economicità e sono tenute al rispetto del vincolo del bilancio, attraverso l’equilibrio di costi e ricavi…” ed all’art. 5 prevede la tenuta di una contabilità analitica per centri di costo che consenta analisi comparative dei costi,  dei rendimenti e dei risultati, nonché l’obbligo … di rendere pubblici, annualmente i risultati delle proprie analisi dei costi, dei rendimenti e dei risultati per centri di costo e  responsabilità.              

 

q       D.L.vo n. 29/93 dispone che “……i dirigenti generali adottano misure organizzative idonee a consentire la rilevazione e l’analisi dei costi e dei rendimenti dell’attività amministrativa,  della gestione…..”.

 

q       D.A.  n. 24469 del 28/1/98 con il quale sono state emanate le linee guida  sulla  contabilità analitica per centri di costo e tra l’altro fissati i criteri per l’individuazione di quest’ultimi:

1.       Coerenza con la struttura organizzativa Aziendale e con le responsabilità gestionali;

2.     Omogeneità dell’attività svolta sia relativamente ai processi e/o ai fattori produttivi  utilizzati;

3.     Possibilità di individuare i costi specifici del Centro;

4.     Significatività dei relativi costi;

5.     Rilevanza del servizio erogato e/o dei processi.

 

q       Legge Regionale n. 8 del 17.03.2000, contenente “Disposizioni programmatiche e finanziarie per l’anno 2000che all’art. 31 Contabilità e controllo di gestione delle aziende sanitarie ed ospedaliere, modificato dall’art. 52 punto 1 della Legge Regionale n. 26 del 18.12.2000  così recita  “Le Aziende USL, le Aziende Ospedaliere………… adottano, in via sperimentale, a  decorrere dal 1° gennaio 2001, la contabilità economico-patrimoniale, la contabilità analitica per centri di costo ed il controllo  di gestione di cui all’art. 5 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n, 502, e successive modifiche ed integrazioni…………………………”;

 

q      nota del 28 aprile 2000 con la quale l’Assessorato Regionale Sanità  procedendo all’assegnazione della quota di Fondo Sanitario di parte corrente per l’anno 2000, al punto 2 analizza e regolamenta, tra l’altro, gli strumenti per la gestione  ed il controllo della spesa sanitaria, ribadendo – preliminarmente - la necessità che nelle Aziende Sanitarie si  realizzi “lo sviluppo di una forte azione formativa  tendente all’acquisizione della  Cultura Aziendale … ai nuovi strumenti introdotti nella gestione delle Aziende sanitarie  (Controllo di Gestione, Centri di Costo, Budget, DRG ecc.)”  ed in particolare, volendo razionalizzare l’uso delle risorse ed aumentare l’efficienza e l’efficacia della gestione, individua il sistema di Budget quale valido strumento per il  controllo della gestione aziendale.

 

q       Decreto Presidenziale 11 Maggio 2000 con il quale è stato emanato il Piano Sanitario Regionale nel quale viene stabilito, tra l’altro, quanto segue:

q       punto 1.2.4: relativamente al Direttore Generale  ed alle funzioni poste in Staff  prevede l’U.O. di programmazione e controllo di gestione;

q       punto 1.2.5:  relativamente al Direttore Amministrativo ed in particolare ai compiti assegnatigli, stabilisce, tra l’altro,  che “è preposto all’attivazione, alla gestione ed al controllo dei centri di costo, al controllo interno  ai fini della verifica dell’attività svolta dalle UU.OO. amministrative, (di cui all’art. 20 del D. L.vo 29/93, predisponendo la relazione per il Direttore Generale…”);

q       punto 7.1.2: relativamente alla trasformazione del sistema sanitario stabilisce  lo sviluppo di una forte azione formativa  per fare acquisire a tutto il personale  “la cultura aziendale” e dei nuovi strumenti introdotti nelle gestione delle aziende sanitarie, nonché lo sviluppo degli stessi strumenti per un efficace sistema di pianificazione e controllo di gestione delle Aziende sanitarie con particolare riferimento a:

v     l’introduzione della metodica del budget …..;

v     avvio della contabilità economico-patrimoniale;

v     l’attivazione in tutte le Aziende sanitarie della contabilità per centri di costo.

q       punto 7.1.5 e 7.1.6: nell’ambito della Metodica del budget per il controllo di gestione è prevista l’attivazione in tutte le Aziende sanitarie della contabilità per Centri di Costo ed in particolare durante il triennio di vigenza del Piano Sanitario Regionale bisognerà  procedere a:

v     Redigere il piano dei Centri di Costo sulla base dei criteri emanati dall’Assessorato e delle caratteristiche aziendali;

v     Individuare il Piano dei Fattori Produttivi;

v     Riprogettare  i percorsi di rilevazione;

v     Creare  il sistema di reporting.

 

q       la Circolare n. 1037  del 19.12.2000 con la quale l’Assessorato Regionale Sanità ai sensi dell’art. 52 punto 2 della suddetta L.r.  n. 26 del  18.12.2000  emana le linee guida per l’avvio dal 1° Gennaio 2001  dei suddetti strumenti di gestione in via sperimentale.

  

PIANO DEI CENTRI DI COSTO

 

Appare opportuno premettere che la Direzione Aziendale, tenuto conto dei criteri fissati dal D.A.  n. 24469/98,  ha redatto il Piano dei Centri di Costo propedeutico alla negoziazione di  Budget. Il piano risulta  distinto in tre aree: Sanitaria, Amministrativa e  della Direzione Generale. In questa prima fase vengono rispettivamente individuati quali Centri di Costo:

Area sanitaria

 

1)      le UU.OO. dell’Azienda individuate giusta  deliberazione n. 2085/97 e successive modifiche ed integrazioni (comprese le nn. 3011/98 e 3670/98 che modificano la denominazione di alcune UU.OO. ex D.P.R. n. 483/97 e D.M. 30.1.98) con le quali si è proceduto alla rideterminazione dei posti letto e della dotazione organica dell’ARNAS;

2)    gli incarichi dirigenziali dipartimentali identificati con tipologia B1 e conferiti ai dirigenti medici ai sensi dell’art.  56 del CCNL dell’area medica, giusta atto deliberativo n. 4362 del 12.11.1999 che espressamente ne prevede l’individuazione;

 

Area amministrativa

 

1) i Settori  amministrativi

 

Area della Direzione Generale

 

1) lo  Staff della Direzione Generale

 

Nell’ambito del suddetto Piano è stato istituito, altresì, un Centro di Costo specifico denominato “Centro di Costo Generale”  che costituisce una categoria residuale rispetto agli altri, nel quale far confluire tutti i costi  necessari per il funzionamento dell’Azienda, nonché, quelli relativi a fattori produttivi non riconducibili ai singoli Centri di Costo individuati nel Piano (per es.: costi relativi ad aree comuni).

Quali responsabili dei Centri di Costo istituiti nelle tre aree sono stati individuati i relativi responsabili ed in particolare, nell’ambito dell’area sanitaria, i Dirigenti Medici che hanno avuto conferito l’incarico di Responsabili di struttura complessa ed in caso di posto vacante, il Coordinatore del Dipartimento, prendendo atto dell’orientamento aziendale che riconosce ad esso la responsabilità gestionale, affidando quella clinica al responsabile f.f..

         Atteso che la caratteristica principale del Piano dei Centri di Costo è l’elevata flessibilità, questa Direzione Aziendale si riserva di adeguarlo ad eventuali  nuove esigenze.

  

CAPO 1

 

DEFINIZIONE E RUOLO DEL SISTEMA DI BUDGET

 

ART. 1

 

Il budget è lo strumento con il quale, annualmente, vengono trasformati piani e programmi aziendali in specifici obiettivi articolati rispetto alla struttura delle responsabilità organizzative ed economiche interne.  Gli obiettivi in esso contenuti vengono definiti nel rispetto di quanto previsto dalla programmazione strategica ed  annuale aziendale.

Il budget è il documento di base di riferimento per la predisposizione del bilancio economico preventivo aziendale. Gli obiettivi contenuti nel budget rappresentano parametro di riferimento per la  valutazione  dei   risultati  conseguiti dall'organizzazione Aziendale e dalla singola U.O. anche ai fini del sistema premiante.  Infatti il sistema di Budget è normalmente inteso come istituto con esso strettamente integrato. L’Azienda si riserva di emanare nel 2001 apposite linee guida con le quali diventerà operativa detta integrazione.

  

ART. 2

 

I piani ed i programmi aziendali strategici sono contenuti nella Mission Aziendale  2001.  Questo programma  viene predisposto dalla Direzione Aziendale  e costituisce il momento di avvio del processo di budget.

  

ART.3

 

             Il budget è articolato su tre livelli di responsabilità:

 

q       Budget Generale: si tratta del budget generale d'Azienda che è articolato in budget economico,  finanziario  e patrimoniale;

 

q       Budget Dipartimentale: il budget scaturisce dall'aggregazione di quello delle singole UU.OO. che ne fanno parte e che vengono coordinate dal Capo Dipartimento. 

 

q       Budget delle UU.OO:  individua per ogni Centro di Costo i risultati da conseguire, le attività da svolgere e le risorse assegnate.  Rappresenta il livello più analitico rispetto al quale viene predisposto, negoziato e formalizzato il  documento di  budget. 

 

ART. 4

 

Il  budget delle UU.OO. individua per ogni Centro di Costo, i risultati da raggiungere, le attività da  effettuare a risorse  certe e/o disponibili.  Per risorse  certe si intendono quelle di tipo strutturale e quindi personale, attrezzature e spazi già disponibili al momento della redazione della scheda di budget o, comunque,  eventuali risorse aggiuntive la cui futura attribuzione al Centro di Costo è già stata decisa con apposito provvedimento.  Per le altre risorse  si dovrà procedere ad una stima a seguito delle previsioni relative alle prestazioni da effettuare.

Trattasi, quindi, di Budget Operativo che si basa sul miglioramento  nell'erogazione dei servizi e nell'impiego delle risorse strutturali assegnate (personale, tecnologia e spazi), mediante l'esplicitazione di obiettivi di attività  (quali-quantitativi) ed indici di assorbimento di risorse.

La  Direzione Aziendale  si riserva, nell’ambito degli obiettivi regionali e tenuto conto della domanda sanitaria, di individuare alcuni obiettivi che ritiene strategici.  Per questi obiettivi - in via sperimentale –  si procederà con un Budget a risorse variate, Budget delle Innovazioni.  Si precisa che in quest’ultima  ipotesi il budget del CdC viene negoziato con la proposizione di obiettivi che comportano una sostanziale  modificazione della capacità produttiva del Centro stesso o, in altri termini,   che richiedono una modificazione delle risorse strutturali relative al personale, alla tecnologia e agli spazi.  Il budget delle innovazioni è organizzato per progetti e prevede l'esplicitazione dell'impatto economico finanziario derivante dall'attivazione del progetto, completa di  apposita scheda  tecnica relativa ad una dettagliata   analisi   costi/benefici.

 

CAPO 2

 

GESTIONE  DEL BUDGET

 

ART. 5

 

Al fine di favorire il raggiungimento degli obiettivi di budget è necessario porre in essere un meccanismo che consenta di intervenire sulla gestione.  I responsabili dei Centri di Costo e dei Flussi informativi e statistica aziendale unitamente al  Responsabile del Controllo di Gestione provvedono al monitoraggio continuo dei risultati intermedi conseguiti ed al loro sistematico  confronto con quelli previsti, e procedono alla stesura  trimestrale di un report  per ogni CdC, trasmettendone copia al Centro stesso, al relativo Capo Dipartimento ed alla Direzione Aziendale.

Con cadenza  semestrale saranno indette apposite riunioni Dipartimentali nelle quali al fine di analizzare congiuntamente detti reports, parteciperanno tutti i soggetti interessati: i Responsabili delle singole UU.OO.,  i relativi Capi Dipartimento, nonchè il Comitato  di Budget che comprende in sé la Direzione Aziendale.

  

ART. 6

 

      Nell'ipotesi in cui, durante l'esercizio di riferimento, si dovesse verificare una      differenza tra risultati effettivi ed attesi, dovuta a cause esterne e non governabili      dai singoli Centri di Costo e/o dall'Azienda, si renderà necessario attivare una fase      di revisione degli obiettivi.   La modificazione degli obiettivi di budget potrà avvenire      in alternativa nei seguenti modi:

1.       su iniziativa della Direzione Aziendale qualora, nell'ambito delle proprie funzioni di controllo, monitoraggio e verifica dei risultati infrannuali, dovessero rilevarsi differenze significative tra obiettivi e  risultati effettivi;

2.     su proposta motivata del Centro di Costo interessato, con comunicazione al Comitato di Budget da inviare entro 20 giorni dal ricevimento dei reports  dei risultati infrannuali conseguiti,  al fine di attivare il processo di revisione con le Direzioni Amministrative e/o Sanitarie  interessate.

 

ART.  7

 

      La revisione infrannuale del budget è prevista limitatamente alle seguenti situazioni:

      a) risultati effettivi di attività/qualità che  si scostano in modo significativo        dall'obiettivo e, comunque, in direzione opposta rispetto alle attese e/o che        comportano una  riallocazione interna delle risorse strutturali;

      b) indici effettivi di consumo di risorse che si scostano in modo significativo        dall'obiettivo e, comunque, in direzione opposta rispetto alle attese;

      c) modificazioni significative nelle risorse strutturali (personale, tecnologia e spazi)  disponibili al momento della negoziazione del budget;

      d) sopravvenuta impossibilità di avviare e/o portare a compimento progetti specifici;

      In ogni caso non è possibile modificare gli obiettivi di budget per fenomeni gestionali relativi all'ultimo trimestre dell'esercizio di riferimento.

  

CAPO 3

 IL PROCESSO DI BUDGET

 

ART. 8

 

         Per processo di budget si intende l'insieme delle regole aziendali che definiscono, in modo esplicito e trasparente, quali passaggi devono essere compiuti per giungere alla formalizzazione degli obiettivi.

Al fine di avviare tale processo, con provvedimento della Direzione Aziendale, è stato istituito il comitato Budget composto dalla stessa Direzione, dal Coordinatore del Controllo di Gestione, dal responsabile dell’U.O. di Metodologia clinica, flussi informativi e statistica Aziendale  e dal responsabile dei Centri di Costo e della programmazione per Budget.  E’ prevista, altresì,  la possibilità che esso si avvalga - ove necessario - di qualunque professionalità interna all’Azienda.

 

Le fasi di sviluppo del processo di  budget:

 

I FASE  Formulazione e diffusione della  MISSION  aziendale e della programmazione 2001.  Come sopra precisato tale  documento viene predisposto dalla Direzione Aziendale  e costituisce il momento di avvio del processo di budget.  La  Mission  aziendale ed in particolare la programmazione per l’anno in corso viene comunicata a tutti  i dirigenti responsabili di Centro di Costo e, quindi, con responsabilità di  budget;

 

II FASE  Coinvolgimento dei Responsabili di Centri di Costo alla formulazione della      proposta di obiettivi tramite la scheda di budget che viene loro inviata unitamente ai reports dei costi e delle attività dell’anno 1999, nonchè dei primi nove mesi dell’anno 2000  e della proiezione per l’intero anno.

La scheda di Budget dovrà  essere elaborata d’intesa con il Capo Dipartimento.  Al fine della compilazione della scheda, il CdC  può avvalersi del supporto fornito dal Comitato di Budget;

 

III  FASE  Le schede di budget contenenti le proposte di obiettivi vengono inviate al Controllo di Gestione che predispone una serie di prospetti di sintesi per la Direzione Aziendale, al fine di consentirle:

q       la verifica della coerenza rispetto alla Mission e ad altri  elementi di integrazione organizzativa;

q       l'analisi complessiva di tutte le proposte di obiettivi:

q       eventuali interventi correttivi ritenuti necessari.

 

IV FASE  Inizio della negoziazione di budget  con il Comitato Budget, il Responsabile del  CdC ed il relativo Capo Dipartimento per definire la stesura del documento di budget. Questa fase vede quale necessaria la partecipazione della Direzione Aziendale facente parte del Comitato di Budget.  Il Comitato di Budget  deve poi procedere alla predisposizione dei documenti consolidati;

 

V FASE  Analisi del budget consolidato, da parte della Direzione Aziendale, supportata dagli altri componenti del Comitato di Budget e firma da parte del Direttore Generale e del responsabile dell’U.O. del verbale di negoziazione.  La firma del verbale di negoziazione  sancisce l’approvazione definitiva del piano operativo.

  

ART.  9

  

La proposta di obiettivi di budget viene formulata mediante l'impiego di uno      specifico modulo, la scheda di budget, messo a punto dall'azienda.

Alla scheda di budget sono allegati:  prospetti di sintesi relativi ai dati di  attività (tipologia e quantità) e di costo riferiti al singolo Centro e concernenti i primi nove mesi dell’anno 2000, nonché quelli relativi al 1999.  Sono compresi,  inoltre, gli elenchi del personale e  delle  attrezzature  assegnate alle singole UU.OO. .  Ciò in questa prima fase di avvio costituirà anche un momento di verifica e, pertanto,  potrebbe essere necessario apportare aggiustamenti o integrazioni.

La scheda è  articolata  in  sei sezioni che qui di seguito si descrivono:

 

SEZIONE I: ANALISI E VALUTAZIONE DELLE ATTIVITA’ DELL’ANNO 2000;

Appare  opportuno  precedere le sezioni dedicate alla formulazione quantitativa e qualitativa degli obiettivi da una sezione finalizzata  a fornire elementi di valutazione sull’anno precedente, espressi dal Responsabile del Centro di Costo che, evidenziando i punti di forza e di debolezza,  consentano alla direzione aziendale di comprendere i motivi fondamentali che hanno determinato tali risultati. 

 

SEZIONE II:  prevede, al fine di fornire un quadro completo dell’U.O., l’individuazione numerica delle risorse umane e dei posti letto, nonchè delle attrezzature che vengono descritte nell’allegato elenco. Queste ultime dovranno eventualmente essere integrate a cura del responsabile.

 

SEZIONE  III: Questa sezione risulta distinta in  due parti nella I, tenuto conto dei reports relativi ai costi, si chiede di ipotizzare, ove possibile,  procedure/strategie da attivare per la  riduzione dei costi fissi e  per rendere i costi variabili proporzionali al volume di attività;  nella II parte,   sulla base dei reports  allegati  dovranno essere proposte, ove possibile,  procedure/strategie da attivare per  l’incremento dei ricavi scaturenti dal valore delle principali attività espletate all’interno dell’U.O..

 

SEZIONE IV: OBIETTIVI DI ATTIVITA’.  Prioritariamente si chiede al responsabile  di esplicitare elementi di valutazione sulla propria U.O. ed orientamenti in rapporto alla Mission Aziendale,  le motivazioni che determinano gli orientamenti per gli obiettivi 2001 e le azioni che  ritiene di intraprendere.

Il responsabile deve poi formulare gli obiettivi per le singole aree di risultato tipiche del Centro e, tenuto conto dei valore  dell’anno 2000, ipotizzare il valore atteso per il 2001.

 

SEZIONE V: Fabbisogno formativo e proposte di aggiornamento professionale per il quale bisognerà specificare il progetto, l’obiettivo, le modalità, il personale coinvolto, il risultato atteso ed il costo presunto. 

Si precisa che il budget relativo all’aggiornamento professionale sarà gestito a livello dipartimentale come  negli anni passati. Pertanto questa sezione ha la finalità di consentire una visione complessiva della formazione che si vorrebbe sviluppare all’interno sia dell’U.O.  che del Dipartimento.

 

SEZIONE VI: Obiettivi di qualità per i quali dovranno essere descritti la situazione attuale, gli obiettivi, la modalità ed i tempi di realizzazione.

 

VERBALE DI NEGOZIAZIONE  contenente gli obiettivi del budget operativo formulati  ed  eventualmente integrati in ragione dell'approvazione di progetti innovativi da parte della Direzione Aziendale.  Essi vengono sintetizzati al fine di rappresentare la base di riferimento per la successiva valutazione dei risultati e per l’eventuale successivo riconoscimento di quote di retribuzione di risultato previste o concordate.

 

CAPO 4

 

NORME  TRANSITORIE

 

ART. 10

 

In questa fase di introduzione della Metodica del budget si ritiene che:

ü      lo sviluppo del relativo sistema assume valenza di “prioritario progetto aziendale”. Infatti esso per essere efficacemente progettato e gestito, richiede il coinvolgimento di tutta  l’organizzazione Aziendale, anche al fine di garantire il miglior risultato possibile.  

ü      sia indispensabile la costante presenza della Direzione Aziendale,  individuatasi  all’uopo come componente del Comitato di Budget.

  

Inoltre in relazione alle esigenze di integrazione e completamento  dei flussi informativi  aziendali  (relativi sia all’attività che ai costi)  per la formulazione degli obiettivi si terrà conto di quanto segue:

ü      nell'ipotesi in cui non fossero disponibili  i  reports  sintetici contenenti tutti i dati di attività e/o di costo, si terrà conto esclusivamente delle  informazioni ad oggi esistenti con un buon livello di attendibilità e di conseguenza verranno negoziati obiettivi solo con riferimento a quelle variabili di cui si hanno a disposizione indicatori quantitativi  di  supporto  alla successiva fase  di controllo.  La  Direzione Aziendale e tutti gli Uffici interessati dovranno porre in essere tutte le procedure necessarie al fine di arrivare nel più breve tempo possibile a  disporre  di tutti i flussi informativi e, conseguentemente, di una  reportistica  completa e coerente con il processo di  programmazione e controllo.

 

N.B. L'impostazione grafica ed il materiale contenuto in questa pagina è stato concordato con la Dott.ssa A. Di Benedetto, Dirigente Amministrativo dello Staff della Direzione Aziendale, Responsabile della Gestione e Controllo dei Centri di Costo Aziendale e Coordinatrice del Processo per il Budget Aziendale 2001.  

a cura dell'U.O. di Metodologia Clinica ad indirizzo Epidemiologico-Statistico - A.R.N.A.S. Civico e Benfratelli, G. Di Cristina, M. Ascoli - Palermo

ultima revisione: 24 luglio 2003 

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