Dalla
Gazzetta Ufficiale della Regione Sicilia n° 17 del 7 aprile 2000
DECRETO 10 dicembre 1999.
Linee guida per l'organizzazione dell'attività di day-surgery.
L'ASSESSORE PER LA SANITA'
Visto lo Statuto della Regione;
Vista la legge regionale 3 novembre 1993, n. 30, art. 34;
Vista la legge regionale n. 33/94;
Vista la legge regionale n. 34/95;
Visto il decreto legislativo n. 502/92, così come modificato dal decreto
legislativo n. 517/93;
Visto il D.P.R. 20 ottobre 1992 "Atto di indirizzo e coordinamento alle
Regioni per l'attivazione dei posti letto di assistenza a ciclo diurno negli
ospedali";
Visto il piano sanitario 1992-94 che incentiva l'attuazione di esperienze pilota
per lo svolgimento nell'arco di 24 ore di attività chirurgiche e procedure
diagnostiche invasive (day-surgery);
Considerato che lo sviluppo dell'attività chirurgica di giorno (day-surgery) è
favorito dall'introduzione di nuove tecniche chirurgiche, dal progresso
farmacologico e tecnologico;
Considerato, inoltre, che i più recenti indirizzi assistenziali hanno
ridimensionato il ruolo della degenza pre e post operatoria a favore della
deambulazione precoce e del tempestivo ritorno del paziente alle proprie
abitudini di vita;
Ritenuto che l'indicazione alla day-surgery ha positivi risvolti dal punto di
vista psicologico e sociale per i pazienti e che il maggiore ricorso alle
prestazioni di day-surgery è in grado di ridurre le liste d'attesa;
Decreta:
Art. 1
Per i motivi in premessa citati e che qui si intendono confermati, sono
approvate le allegate linee guida per l'organizzazione dell'attività di
day-surgery.
Art. 2
Il presente decreto sarà trasmesso alla Ragioneria e pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale della Regione siciliana.
Palermo, 10 dicembre 1999.
Allegati
LINEE GUIDA PER L'ORGANIZZAZIONE DELL'ATTIVITA' DI DAY-SURGERY
1. Introduzione
Analogamente al day-hospital, che nel corso di circa un decennio si è
ampiamente sviluppato come valida alternativa alla degenza ordinaria, da qualche
anno si comincia a parlare anche di "day surgery", di "ambulatory
surgery" e di "one day surgery". Il piano sanitario nazionale
1992/94 incentiva infatti l'attuazione di "esperienze pilota per lo
svolgimento nell'arco di 24 ore di attività chirurgiche e procedure
diagnostiche invasive che oggi richiedono alcuni giorni di ricovero
ordinario".
Lo sviluppo della day surgery è favorito dall'introduzione di nuove tecniche
chirurgiche, dal progresso farmacologico, dallo sviluppo di nuove tecniche
anestesiologiche e da una migliore assistenza al malato, fattori che hanno
ridimensionato il ruolo della degenza pre e postoperatoria a favore della
deambulazione precoce e del tempestivo ritorno alle proprie abitudini di vita.
La day surgery inizialmente si è sviluppata quasi esclusivamente negli Stati
Uniti sulla scorta di indagini che ne avevano dimostrato i vantaggi per il
paziente, di ordine psicologico, sociale e clinico e per l'ospedale che riusciva
a ridurre le liste di attesa e soddisfare un maggior numero di richieste.
Secondo l'American hospital association annuale surveys of hospitals nel 1992
negli USA venivano trattati in regime di day surgery il 50% dei pazienti
chirurgici.
Attualmente tale percentuale è salita al 60%, con un progressivo aumento delle
patologie che vengono inserite nelle liste degli interventi da eseguire in day
surgery come conseguenza della maggiore esperienza del personale medico e della
organizzazione dell'intero sistema che consente di ampliare gli orizzonti
operativi in regime di comprovata sicurezza.
Anche nei diversi paesi europei la day surgery è ormai operativa in percentuali
destinate ad un progressivo incremento: in Inghilterra dove è svolta quasi
esclusivamente nel settore pubblico, per l'anno 2000 è previsto il
trasferimento del 50% di tutti gli interventi chirurgici in tale regime
assistenziale.
In Italia, in mancanza di specifica normativa, si sono realizzate delle
esperienze autonome e su casistiche limitate. Nel 1994 si sono registrate circa
50.000 prestazioni chirurgiche in day surgery pari a circa il 3% di tutte le
prestazioni chirurgiche; si sale all'11,5% se si comprendono le prestazioni
chirurgiche che hanno richiesto 48 ore di degenza.
Da un'ampia indagine retrospettiva eseguita da Guzzanti e coll. (1993), e da una
successiva indagine di prospettiva, è emerso che il 49,3% dei casi poteva
essere trattato in day surgery con percentuali variabili per specialità (21%
urologia, 81% otorinolaringoiatria).
2. Finalità e risultati attesi della day surgery
2.a. Finalità. Attuare un modello di assistenza chirurgica che risulti
di pari efficacia rispetto a quello tradizionale, garantendo la continuità
assistenziale e la riduzione delle complicanze legate all'ospedalizzazione
prolungata.
Rispondere adeguatamente alle esigenze degli utenti in termini di
semplificazione delle procedure di accesso, tempi di risposta più rapidi e
contestuale riduzione delle liste di attesa.
Facilitare i pazienti e le loro famiglie da un punto di vista psicologico e
sociale poiché la day surgery interferisce solo in maniera modesta con le
abitudini di vita e consente la rapida ripresa delle proprie attività.
Ampliare le possibilità di scelta da parte del cittadino, fornendo un
assistenza personalizzata.
Facilitare il percorso assistenziale creando una continuità tra domicilio ed
ospedale.
Ottimizzare l'utilizzo delle risorse.
2.b. Risultati attesi. Aumentare la soddisfazione degli utenti.
Liberare risorse per l'assistenza intensiva postoperatoria per i pazienti
affetti da patologie maggiormente impegnative.
Diversificare il flusso dei pazienti chirurgici con benefici per gli stessi e
per l'ospedale.
Ridurre l'incidenza delle infezioni nosocomiali.
Incrementare l'appropriatezza dei ricoveri.
Aumentare l'efficienza operativa e gestionale.
Razionalizzare il costo dell'assistenza ospedaliera.
3. Riferimenti normativi
D.P.R. 20 ottobre 1992. Atto di indirizzo e coordinamento alle Regioni per
l'attivazione dei posti di assistenza a ciclo diurno negli ospedali.
La proposta per la regolamentazione delle attività chirurgiche a ciclo diurno.
Agenzia per i Servizi sanitari regionali.
Requisiti minimi organizzativi, tecnologici e strutturali per la chirurgia
ambulatoriale e la chirurgia di giorno (day surgery). Agenzia per i Servizi
sanitari regionali.
4. Definizioni e tipologia della day surgery
4.a. Chirurgia ambulatoriale. E' la possibilità clinica organizzativa ed
amministrativa di effettuare interventi chirurgici, procedure diagnostiche o
terapeutiche invasive e seminvasive praticabili senza ricovero in studi medici,
ambulatori ed ambulatori protetti, in anestesia locale, locoregionale e/o
analgesia.
E' opportuno distinguere la piccola chirurgia ambulatoriale, eseguita in
anestesia locale, che non necessita di osservazione post-operatoria, dalla
grande chirurgia ambulatoriale, comprendente interventi eseguiti con qualsiasi
tipo di anestesia, che prevedono un periodo di osservazione post-operatoria più
o meno lungo.
La piccola chirurgia ambulatoriale può essere effettuata in studi medici e/o
ambulatori non protetti, purché adeguatamente attrezzati, e come tale non
rientra nella regolamentazione della day surgery.
La grande chirurgia ambulatoriale è sovrapponibile alla day surgery per
tipologia e complessità assistenziale, poiché necessita di un posto letto
reale o equivalente per garantire l'osservazione prolungata del paziente.
Al fine di favorire la realizzazione del nuovo modello organizzativo si ritiene
opportuno assimilare dal punto di vista amministrativo ed economico la grande
chirurgia ambulatoriale con la day surgery.
4.b. Day Surgery. Possibilità clinica organizzativa ed amministrativa di
effettuare interventi chirurgici, procedure diagnostiche o terapeutiche invasive
e semi invasive in regime di ricovero limitato alle sole ore del giorno, o con
eventuale pernottamento, in anestesia locale, loco regionale o generale.
La day surgery è finalizzata al ricovero, di norma della durata inferiore alle
12 ore, di pazienti che necessitano di prestazioni multiple e/o complesse di
carattere diagnostico, terapeutico o riabilitativo, le quali per la loro natura
non possono essere eseguite a livello ambulatoriale, in quanto richiedono
un'osservazione medica e/o infermieristica protratta nell'arco della giornata e
come tale rappresenta un'alternativa alla degenza in regime ordinario.
In nessun caso può configurarsi come sostituto dell'assistenza effettuabile in
forma ambulatoriale, da ciò scaturisce che la piccola chirurgia ambulatoriale
non può essere ricompresa tra le prestazioni effettuabili in day surgery.
L'assistenza in regime di day surgery comprende gli esami e le visite
preoperatorie, l'intervento chirurgico ed i controlli postoperatori. Per
l'insieme del "pacchetto" di prestazioni erogate, indipendentemente,
dall'effettivo numero di accessi, sarà compilata un'unica scheda di dimissione
ospedaliera.
E' possibile individuare due diverse tipologie di day surgery:
1) day surgery ad indirizzo prevalentemente diagnostico: il ricovero è
finalizzato all'effettuazione di accertamenti diagnostici multi specialistici
e/o di particolare complessità e/o richiedenti particolari cautele per il
paziente, per i quali si rende necessaria un'osservazione sanitaria protratta
per alcune ore, in ambiente ospedaliero;
2) day surgery vera e propria: è destinata al ricovero di pazienti che
necessitano di intervento chirurgico. Gli interventi e le procedure in questione
devono essere ricomprese nella classificazione delle procedure chirurgiche atte
ad identificare i D.R.G. chirurgici.
La day surgery in alcuni casi richiede il pernottamento in sede ospedaliera (one
day surgery). In tale evenienza il paziente viene dimesso entro le ore 9,00 del
giorno successivo e non necessita il ricovero ordinario.
Si sottolinea l'importanza della possibilità di ricorrere al pernottamento,
poiché ciò consente di estendere il numero di interventi chirurgici
effettuabili in day surgery garantendo il più sicuro trasferimento a tale
modello assistenziale di una sempre maggiore quota di patologie.
In tal modo è possibile effettuare procedure chirurgiche (es.
adenotonsillectomie) gravate da una significativa incidenza di complicanze
emorragiche, per le quali è richiesto un periodo sorveglianza postoperatoria
superiore alle 4 ore.
La possibilità di ricorrere al pernottamento è fondamentale per quegli atti
chirurgici che rispondono ai requisiti di minima invasività, condotti
prevalentemente per via laparoscopica, toracoscopica ed endoscopica su pazienti
accuratamente selezionati ai quali, ove non si renda necessario il ricovero
tradizionale, è necessario garantire un periodo di osservazione postoperatoria
adeguato.
L'eventuale pernottamento consente, infine, di offrire l'opportunità del
trattamento in day surgery a pazienti il cui luogo di residenza dista dalla sede
di ricovero.
Ai fini di una razionale utilizzazione delle risorse, si prevede una
organizzazione modulare della degenza individuando zone di assistenza in regime
di day surgery senza pernottamento e con pernottamento.
4.c. Chirurgia a degenza breve - week hospital. Rappresenta una
particolare procedura organizzativa e gestionale utile all'espletamento di
interventi chirurgici di elezione aventi un maggiore grado di complessità,
rispetto ai precedenti, tale da richiedere al paziente una permanenza in
ospedale per più giorni, al massimo 5.
5. Modelli organizzativi
La day surgery è un modello organizzativo ed operativo attuato in ambito
ospedaliero, e comunque, in caso di spazi separati, va garantito il
coordinamento funzionale da parte di un presidio ospedaliero.
Dall'esame delle esperienze maturate nei paesi dove la day surgery è più
diffusa emergono tre possibili modelli organizzativi dipendenti essenzialmente
dalla tipologia degli interventi trattati nei singoli presidi ospedalieri e dal
regime di attività:
1) l'unità autonoma di day surgery dotata di accettazione, degenza, sale
operatorie, uffici amministrativi ed altri eventuali servizi indipendenti;
2) l'unità operativa di degenza monospecialistica o multidisciplinare
esclusivamente dedicata ai casi di chirurgia di giorno;
3) i posti letto dedicati all'interno della degenza ordinaria.
5.a. Le unità autonome di day surgery sono indipendenti dal punto di
vista strutturale, amministrativo e gestionale con una organizzazione specifica
e sono dotate di propri ambienti, mezzi e personale.
L'istituzione di una unità autonoma può essere prevista per ospedali nei quali
il volume/anno di interventi chirurgici sia elevato. Secondo i Royal college of
surgeons of England, in un ospedale che pratichi 12.000 interventi chirurgici
l'anno, una unità autonoma di 20 posti letto, dotata di due sale operatorie e
funzionante per 240 giorni l'anno, con un indice di occupazione dell'80%,
potrebbe garantire il trattamento di 3.840 casi.
5.b. Le unità operative di degenza dedicate sono strutture individuate
all'interno degli ospedali, nelle quali sono ricoverati esclusivamente pazienti
da sottoporre ad interventi in regime di day surgery. Rappresentano il modello
ideale per ospedali con attività chirurgica di media-elevata entità e possono
avere carattere mono o multidisciplinare ed essere dotate di sale operatorie
indipendenti e, quando possibile, adiacenti la degenza ordinaria; in alternativa
possono essere utilizzate le sale operatoria centrali secondo turni stabili. Le
unità di degenza monospecialistiche sono unità dedicate ubicate
preferibilmente in ospedali specializzati (ad esempio oculistici, ortopedici),
oppure in ospedali generali nei quali sia prevalente una specialità chirurgica.
Le unità multispecialistiche, invece, sono unità di degenza dedicate nelle
quali confluiscono le attività chirurgiche dalle diverse unità di degenza
ordinaria del singolo dipartimento o di più dipartimenti. Nel loro interno sarà
necessario stabilire:
- le discipline che vi potranno convergere;
- il numero di posti letto da dedicare alle singole discipline;
- la tipologia del personale infermieristico.
La possibilità di individuare unità di degenza dedicate multidisciplinari
rappresenta una interessante opzione per molti ospedali di medie dimensioni, per
i quali la creazione di una unità autonoma dedicata non appare conveniente in
rapporto al volume di interventi effettuato annualmente. Le diverse specialità
usufruiranno dell'unità di degenza dedicata, a rotazione, secondo turni
prestabiliti, sulla base di protocolli concordati.
5.c. I posti letto dedicati all'interno di una degenza ordinaria
rappresentano un modello che è in grado di garantire la day surgery anche in
strutture con una attività chirurgica di volume minore rispetto a quella degli
ospedali dei grandi centri urbani: in questo caso i pazienti usufruiscono delle
sale operatorie centrali secondo giornate o turni prestabiliti.
E' il modello più semplice da realizzare ed è quello più diffuso a livello
nazionale.
Consente l'avvio delle attività in day surgery e favorisce la diffusione di una
nuova cultura, consente di ridurre, comunque, le liste di attesa delle singole
unità operative ed in alcune realtà ospedaliere potrebbe rappresentare l'unico
modello attivabile.
Comunque, tale modello non appare ideale per ospedali con volumi elevati di
attività chirurgica, in quanto non garantisce di programmare al meglio le
attività, anche utilizzando le sale operatorie in orari e turni prestabiliti e
non risponde pienamente alle prerogative della personalizzazione
dell'assistenza.
6. Requisiti minimi indispensabili
Tali requisiti minimi si riferiscono essenzialmente ai modelli 5.a) e 5.b) sopra
dettagliati.
I locali e gli spazi devono essere correlati alla tipologia ed al volume delle
attività erogate.
Le strutture dovranno garantire, in funzione della dislocazione degli ambienti e
della funzionalità dei servizi, un flusso razionale dei pazienti, del personale
e dei mezzi.
Per le unità autonome di cui al punto 5.a) della precedente premessa, dovranno
essere previste aree di sosta delle autovetture per il tempo necessario al
prelievo del paziente dimesso.
Le unità autonome di cui al punto 5.a) della premessa, sono attrezzate in
maniera da assicurare, in base al tipo, volume, modello organizzativo e
programmazione delle prestazioni fornite, spazi distinti per le attività di
accettazione/preospedalizzazione, di chirurgia, di degenza e di supporto per il
personale.
In particolare, debbono essere assicurate:
a) l'accoglienza del malato e/o di almeno un familiare
accompagnatore;
b) la preparazione del malato all'intervento chirurgico;
c) la sorveglianza del malato nell'immediato post-operatorio e le
procedure necessarie sia al recupero delle funzioni vitali sia al suo
trasferimento presso una struttura di ricovero in caso di necessità;
d) la tutela della riservatezza e del comfort dei pazienti;
e) la preparazione del personale addetto alle sale operatorie.
La dotazione minima di ambienti per la day surgery è la seguente:
- spazio attesa;
- spazio registrazione archivio/segreteria;
- filtro sala operatoria;
- sala operatoria: deve possedere gli stessi requisiti indicati per il
gruppo operatorio, nel numero di una ogni 10 posti letto equivalenti;
- zona preparazione personale addetto;
- zona preparazione paziente;
- zona risveglio;
- substerilizzazione;
- deposito materiali sterili e strumentario chirurgico;
- locale visita;
- camera degenza, con servizi annessi;
- cucinetta;
- servizi igienici pazienti;
- spogliatoio del personale;
- servizi igienici del personale;
- deposito pulito;
- deposito sporco.
Ambienti integrativi:
- locale endoscopia, diagnostica e/o interventistica (se richiesto):
- studi medici;
- deposito attrezzature;
- locale relax operatori.
Durante l'orario di funzionamento, i locali adibiti alle attività di day
surgery non possono essere utilizzati per altre attività.
I mezzi necessari al trattamento di un'eventuale complicanza e, in particolare,
il materiale ed i farmaci idonei debbono essere disponibili ed utilizzabili
immediatamente.
Il settore operatorio deve garantire le condizioni ottimali per la realizzazione
delle prestazioni mediche e chirurgiche che vi sono praticate.
La sala operatoria deve possedere una superficie minima di 20 mq.
Il settore operatorio comprende una zona operatoria protetta, all'interno della
quale si svolgono gli atti chirurgici e le procedure interventistiche. Tale
settore deve essere delimitato ed evidenziato.
Nel settore operatorio sono garantite le seguenti funzioni:
a) la preparazione del paziente all'atto operatorio;
b) la realizzazione degli atti operatori;
c) la sorveglianza post-operatoria immediata;
d) la sorveglianza del risveglio dall'anestesia fino al
ristabilimento definitivo delle funzioni vitali;
e) la preparazione del personale alla realizzazione dei diversi
atti, conformemente alle regole di igiene ed asepsi in vigore;
f) la pronta disponibilità dei dispositivi strumentali e dei
farmaci necessari al recupero delle funzioni vitali del paziente in caso di
necessità.
La funzione relativa al punto b) è obbligatoriamente svolta nella zona
operatoria protetta.
Tutte, o in parte, le funzioni relative ai punti a), c), d), f), possono essere
svolte fuori dalla zona operatoria protetta.
Le funzioni relative al punto e) devono essere svolte obbligatoriamente fuori
dalla zona operatoria protetta.
Il locale endoscopia, se previsto, deve garantire lo spazio per lo svolgimento
degli esami endoscopici (broncoscopia, endoscopia digestiva, ecc...) e comunque
non deve avere una superficie inferiore a 20 mq.
Comprende il locale endoscopia ed uno spazio distinto per il lavaggio e la
disinfezione degli strumenti.
L'area radiologica, se prevista, deve garantire lo spazio per lo svolgimento
degli esami diagnostici e/o delle procedure interventistiche, nonché uno spazio
distinto per il trattamento del materiale sensibile, uno per il deposito del
materiale sensibile, uno per il deposito dei mezzi di contrasto ed un'area
distinta per lo spogliatoio del paziente.
7. Requisiti minimi impiantistici
Le caratteristiche igrometriche ed illuminotecniche per la sala operatoria
coincidono con quelle del gruppo operatorio (vedi D.P.R. 14 gennaio 1997).
Deve essere prevista la seguente dotazione minima strumentale:
Sala operatoria:
- tavolo operatorio;
- apparecchio per anestesia con sistema di evacuazione dei gas, dotato
anche di spirometro e di monitoraggio della concentrazione di ossigeno erogato;
- respiratore automatico dotato anche di allarme per deconnessione
paziente;
- elettrobisturi;
- aspiratori distinti chirurgici e per broncoaspirazione;
- lampada scialitica;
- diafanoscopio a parete;
- carrelli distinti;
- strumentazione adeguata per gli interventi di chirurgia generale e delle
specialità chirurgiche;
- cardiomonitor con defibrillatore;
- frigoriferi per la conservazione di farmaci ed emoderivati.
Locale sterilizzazione:
- apparecchiatura per sterilizzazione rapida (preferibilmente in
collegamento diretto con la sala operatoria).
Sala risveglio:
- gruppo per ossigenoterapia;
- sistema di monitoraggio comprendente ECG, pressione arteriosa non
invasiva, saturimetro, ecc...
- aspiratore per broncoaspirazione.
Locale preparazione chirurghi:
- lavello con comando non manuale.
Locale endoscopia (se richiesto):
- 1 esofagogastroduodenoscopio;
- 1 colonscopio;
- 1 fonte di luce;
- 1 aspiratore;
- 1 elettrobisturi;
- 1 lavaendoscopi;
- pinze per biopsie;
- aghi per sclerosi;
- anse per polipectomie;
- dilatatori meccanici;
- carrello per emergenze cardiorespiratorie e defibrillatore (se non
presente in altro locale adiacente);
- ossimetro digitale.
Area radiologica (se richiesta): oltre alle attrezzature già previste per
l'ambulatorio, debbono essere presenti le apparecchiature di seguito riportate
nel caso di specifici interventi vascolari.
Apparecchiatura di radiologia vascolare ed interventistica costituita da:
- angiografo digitale;
- arterioflebografo;
- tavolo ribaltabile con seriografo digitale;
- iniettore automatico.
Dotazione minima di arredi: camere di degenza:
- impianto chiamata sanitari con segnalazione acustica e luminosa;
- utilities per attività alberghiera.
Dotazione minima di arredi: locale visita trattamento:
- attrezzature idonee in base alle specifiche attività;
- lettino tecnico.
In fase operatoria l'équipe deve avere a disposizione il materiale necessario
ad assicurare le seguenti attività:
a) il supporto del paziente;
b) l'identificazione e l'illuminazione delle zone anatomiche;
c) la sorveglianza continua dei parametri fisiologici ed i mezzi
per assicurare il loro mantenimento o il loro recupero;
d) la realizzazione degli interventi;
e) la realizzazione ed il controllo dell'anestesia;
f) l'eventuale rianimazione necessaria.
In fase post-operatoria l'équipe deve disporre del materiale necessario ad
assicurare le seguenti attività:
a) il supporto del paziente;
b) la sorveglianza continua dei parametri ed i mezzi per assicurare
loro il mantenimento o il loro ripristino;
c) l'eventuale rianimazione necessaria.
E' inoltre prevista la seguente dotazione minima impiantistica:
- impianto gas medicali;
- impianto chiamata sanitari;
- aspirazione gas medicali direttamente collegata alle apparecchiature di
anestesia;
- stazioni di riduzione delle pressioni per il reparto operatorio: devono
essere doppie per ogni gas medicale/tecnico e tali da garantire un adeguato
livello di affidabilità;
- impianto di raffreddamento ad acqua per apparecchi laser;
- impianto allarmi di segnalazione di esaurimento dei gas medicali;
- impianto rilevazione incendi.
8. Procedure per l'istituzione della day surgery
Ogni Azienda sanitaria, in conformità con quanto previsto con il presente atto
e qualora non abbia già provveduto, è tenuta ad attivare l'unità di day
surgery e conseguentemente ad adottare un proprio regolamento per l'assistenza
in tale regime rispondente alle presenti linee guida.
I posti letto dedicati alla day surgery deriveranno dalla contestuale
riconversione di un pari numero di posti letto di degenza ordinaria dell'area
funzionale chirurgica.
I posti letto utilizzati per la day surgery sono ricavati dalla dotazione
complessiva della Azienda sanitaria con uno standard tendenziale di almeno 1
posto letto ogni 10 di degenza ordinaria (10%) e sono identificati ed istituiti
con atto deliberativo della direzione generale.
Il posto letto va inteso come posto letto equivalente idoneo per ricevere
prestazioni sanitarie.
Ai fini programmatori ed organizzativi i posti letto di day surgery sono
equiparati ai posti letto ordinari.
Sulla base del consuntivo di attività ogni anno si provvederà a ridefinire la
proporzione dei posti letto del day surgery, riconvertendo i letti di degenza
ordinaria in relazione alla valutazione dell'attività assistenziale.
Al momento della determinazione del numero di posti letto e alla attivazione del
day surgery vengono definite le patologie trattabili, i relativi protocolli
diagnostico-terapeutici ed il numero di casi annui attesi.
Gli spazi ed il personale dedicato all'assistenza del ciclo diurno devono essere
chiaramente identificati al momento dell'istituzione anche qualora il personale
non sia esclusivamente dedicato.
9. Definizione degli interventi e delle procedure chirurgiche
Per quanto riguarda le patologie da ammettere al day surgery si riporta in
allegato (all. 1), in via esemplificativa, un elenco degli interventi e
procedure eseguibili in tale regime e distinto per specialità chirurgiche (Guzzanti
e coll. 1993).
L'elenco riveste carattere indicativo poiché la scelta del regime di ricovero
più opportuno dovrà essere effettuata dall'équipe medica caso per caso in
rapporto alle condizioni psicofisiche del paziente nonché del livello
organizzativo della struttura.
L'elenco delle procedure non esclude la possibilità di eseguire in day surgery
interventi più complessi, dove l'esperienza ed il livello organizzativo
dell'unità operativa siano particolarmente avanzati.
Nello stesso tempo consente di ricorrere al pernottamento (one day) o al regime
di ricovero in regime di degenza breve per quelle procedure che, pur essendo
inserite nell'elenco della day surgery, presentano una maggiore complessità o
per quei pazienti nei quali è controindicata la dimissione entro le 24 ore.
10. Selezione dei pazienti per la day surgery
Nella valutazione dei pazienti candidati alla surgery, il chirurgo insieme
all'anestesista deve formulare un giudizio in merito all'opportunità, prendendo
in considerazione l'età, le condizioni generali, la situazione socio-familiare,
il rischio anestesiologico, l'atteggiamento del paziente nei confronti
dell'intervento ambulatoriale.
10.a. Criteri clinici. Per la selezione dei pazienti in tutti i paesi
vengono applicati i criteri della classificazione ASA (American society of
anesthesiology) che prevede la distinzione dei pazienti chirurgici in cinque
classi e che può essere di guida nella selezione dei pazienti (all. 2).
In questa prima ripartizione vengono considerati candidati possibili i pazienti
appartenenti alle prime due classi, ossia pazienti in buone condizioni generali
(I classe) e pazienti con malattie sistemiche minori che non interferiscono con
le normali attività, nonché quelli con affezioni mediche ben controllate dalla
terapia (classe II).
Relativamente all'età fino a qualche tempo fa venivano esclusi dal trattamento
in day surgery i lattanti sino a 6 mesi e comunque di peso inferiore a 5 kg. per
la più frequente comparsa di complicanze respiratorie post operatorie.
Attualmente l'età ed il peso del bambino, purché in buona salute, non
costituiscono un ostacolo alla dimissione precoce. Analogamente l'età superiore
a 65 anni non è più una controindicazione assoluta.
L'indicazione alla day surgery, quindi, va considerata in rapporto alle
condizioni generali del paziente, delle malattie sistemiche concomitanti, e
posta in relazione anche ai progressi scaturiti dall'introduzione di nuovi
farmaci e tecniche anestesiologiche che consentono una progressiva elevazione
del limite di età.
10.b. Criteri socio-familiari. Relativamente alla struttura logistica è
preferibile che la residenza del paziente non sia lontana rispetto all'ospedale
e comunque la distanza o il tempo di percorrenza debbono essere tali da
permettere un tempestivo intervento in caso di necessità. In ogni caso il tempo
di percorrenza dovrebbe essere compreso entro un'ora di viaggio.
Deve inoltre esistere la possibilità per i pazienti di essere assistiti durante
il ricovero e dopo l'intervento da un familiare, opportunamente istruito, che si
dovrà far carico di accompagnare il paziente presso la propria abitazione e
garantire tutta l'assistenza necessaria, soprattutto nelle prime 24 ore
dall'intervento.
Ulteriore requisito per la selezione dei pazienti è rappresentato dalla
certezza di comunicare telefonicamente con l'ospedale.
10.c. Criteri organizzativo-strutturali. La possibilità di
effettuare in day surgery tutte le procedure chirurgiche individuate è
strettamente correlata al livello organizzativo delle strutture, all'esperienza
degli operatori nonché alla dotazione tecnologica.
11. Regolamentazione delle fasi di ammissione, cura e dimissione
Ogni Azienda deve definire un apposito regolamento interno coerente con le
presenti linee guida regionali per disciplinare l'attività di day surgery.
In attesa della normativa nazionale il ricovero in regime di day surgery può
risolversi in uno o più accessi, configurandosi come ciclo assistenziale di un
unico ricovero che comprende: una giornata di ricovero vero e proprio
coincidente con il giorno dell'intervento chirurgico, accessi per esami
preoperatori e visita anestesiologica e accessi post-operatori per controlli e
medicazioni. Gli accessi pre e post-operatori, in quanto facenti parte del
pacchetto assistenziale di day surgery, non sono soggetti a compartecipazione
sulla spesa.
Per ciascun ricovero in day surgery al momento del primo accesso viene compilata
la scheda nosologica e la apposita cartella clinica, diversa da quella del
ricovero ordinario.
La scheda nosologica e la cartella clinica comprendente l'intero ciclo
assistenziale, incluso il follow-up dei pazienti, vengono aperte al momento del
ricovero e si chiudono con l'ultimo contatto previsto dal protocollo
terapeutico.
In caso di trasferimento del paziente del regime di assistenza a ciclo diurno a
quello ordinario viene corretta la scheda nosologica di dimissione e compilata
una nuova cartella clinica.
Il ricovero in day surgery è esclusivamente un ricovero programmato.
Gli elementi fondamentali dell'organizzazione sono rappresentati dalle procedure
di selezione, ammissione cura e dimissione del paziente.
Ogni struttura dovrà provvedere alla formulazione di specifici protocolli per
le fasi di ammissione, cura e dimissione del paziente.
11.a. Ammissione. Devono essere definite le procedure di ammissione del
paziente in base alla valutazione clinica, all'età nonché alle condizioni
logistiche e familiari.
La day surgery è una modalità organizzativa di erogazione della assistenza
interna all'ospedale e come tale non può essere richiesta direttamente dal
medico di base.
Il medico curante, così come il servizio di pronto soccorso o altro reparto di
degenza del presidio ospedaliero o di altro ospedale, possono inviare alla
segreteria/accettazione dell'unità di day surgery richiesta di prestazione di
consulenza per la programmazione del ricovero in day surgery.
La fase di selezione del paziente prende inizio con una visita chirurgica, in
regime ambulatoriale, che consentirà di porre indicazione al trattamento in
regime di ricovero diurno, fornirà le prime indicazioni circa le condizioni
generali del paziente e consentirà di raccogliere tutte le informazioni di
ordine familiare e logistico indispensabili per poter decidere l'ammissione del
paziente al trattamento.
Successivamente potrà essere programmata la data di esecuzione delle indagini
pre-operatorie e la visita anestesiologica possibilmente nella stessa giornata e
conseguentemente l'intervento chirurgico.
L'accettazione viene disposta dal chirurgo ed effettuata dal personale che
svolge compiti di segreteria-accettazione.
In quella data il paziente dovrà svolgere le pratiche di ammissione e sarà
compilata la scheda nosologica.
La visita anestesiologica valuterà il rischio operatorio e la definitiva
selezione del paziente al trattamento in regime di day surgery.
Il chirurgo acquisirà tutti gli elementi che verranno raccolti e/o trascritti
all'interno della cartella clinica.
I pazienti selezionati saranno informati dal personale infermieristico per ciò
che concerne le pratiche di ammissione e dimissione, ricorrendo anche ad
opuscoli illustrativi.
Se il paziente non è eleggibile per la day surgery vengono documentati in
cartella i motivi per tale decisione e si provvede a modificare il ricovero dal
regime di day surgery a quello ordinario e le prestazioni effettuate vengono
considerate come forma di preospedalizzazione.
Se il paziente idoneo per la day surgery rifiuta il trattamento potrà avere i
referti delle indagini eseguite solamente dopo aver partecipato alla spesa come
previsto per le prestazioni erogate in regime ambulatoriale.
Se il paziente non si presenta durante il ciclo programmato lo si considera in
dimissione volontaria o d'ufficio con la data dell'ultimo contatto con la
struttura.
11.b. Consenso informato e aspetti medico legali. Nella chirurgia
ambulatoriale e in day surgery il consenso del malato si arricchisce di un
particolare significato, poiché la dimissione avviene il giorno stesso in cui
è stato eseguito l'atto chirurgico.
A tale proposito non è sufficiente una semplice espressione di assenso
all'intervento chirurgico, ma il paziente dovrà dimostrare di avere compreso
esattamente le istruzioni relative al comportamento domiciliare e dare garanzia
di disporre di una sufficiente organizzazione ed assistenza domiciliare.
Il consenso deve assumere il significato di accettazione da parte del paziente
dell'iter proposto e di assunzione di responsabilità per quanto compete
l'osservanza delle regole igienico-sanitarie consigliate.
11.c. Cura. E' la fase più delicata di tutto il processo.
Gli interventi effettuati debbono essere riportati su apposito registro nel
quale debbono essere indicati:
- fondamentali elementi identificativi del paziente;
- la diagnosi, la procedura eseguita e il tipo di anestesia;
- l'ora di inizio e fine della procedura;
- i nominativi e la qualifica degli operatori;
- le complicanze immediate.
Data l'equivalenza del ricovero in day surgery con quello ordinario, l'accesso
dei pazienti ai servizi diagnostici e terapeutici e alle consulenze necessarie
segue una organizzazione prevedendo canali preferenziali per favorire
l'effettuazione dei diversi interventi specialistici in un unico accesso.
Il paziente ricoverato in day surgery che non può essere dimesso nell'arco
della giornata rimane nella struttura di chirurgia a degenza breve fino alle ore
9 del giorno successivo senza necessità di modificare il regime di ricovero.
Nel caso si rendesse necessario un prolungamento della degenza oltre le 24 ore o
insorgano delle complicanze, il paziente viene trasferito nell'unità operativa
di degenza ordinaria di competenza.
In caso di trasferimento del paziente dalla chirurgia a degenza breve alla
degenza ordinaria, viene modificata la scheda nosologica e compilata una nuova
cartella clinica.
11.d. Dimissione. La dimissione del paziente è subordinata al completo
ritorno alla normalità dei riflessi vitali, delle funzioni psicofisiche ed al
completo recupero psicomotorio.
Il chirurgo, in collaborazione con l'anestesista, stabilirà la dimissione del
paziente al quale viene consegnata la relazione di dimissione destinata al
medico curante contenente tutti gli elementi relativi all'intervento, alla
procedura eseguita, unitamente alle prescrizioni terapeutiche eventualmente
proposte. In particolare la relazione dovrà riportare i seguenti elementi:
- breve descrizione dell'intervento chirurgico o della procedura
effettuata;
- eventuali condizioni degne di nota, realizzatesi nel periodo
preoperatorio;
- trattamenti farmacologici consigliati nell'immediato postoperatorio;
- indicazioni per gestire le possibili complicanze;
- indicazione della struttura reperibile per ogni eventuale comunicazione
(recapito telefonico).
Contatto telefonico
Ogni paziente trattato in day surgery viene interpellato telefonicamente circa
24 ore dopo la dimissione per valutare le condizioni fisiche, lo stato
psicologico, i servizi ricevuti e per fornire ogni informazione necessaria.
Controlli post-operatori
Il paziente trattato deve essere seguito nel decorso postoperatorio con
controlli periodici, il primo dei quali effettuato dal personale medico operante
nell'unità di day surgery.
I successivi controlli, fino alla avvenuta guarigione, poiché fanno parte del
pacchetto di prestazioni, remunerato dalla Regione come ciclo assistenziale
unico, non prevedono la partecipazione alla spesa da parte del cittadino.
Somministrazione di farmaci
In relazione all'equivalenza della day surgery con il ricovero ordinario le
somministrazioni di farmaci non sono soggette a partecipazione di spesa da parte
del paziente. Al fine di garantire la continuità terapeutica durante la durata
del ciclo di cura programmato possono essere concessi dall'ospedale, senza
partecipazione alla spesa, anche eventuali farmaci che l'assistito debba
assumere al proprio domicilio, ivi compresi quelli autorizzati per il solo uso
ospedaliero.
Rapporti con il medico di medicina generale
Il medico di base riveste particolare importanza nel programma di diffusione
della day surgery, per la possibIlità di informare i suoi pazienti in merito
agli innumerevoli vantaggi di questo nuovo modello organizzativo. Per poter
svolgere questo ruolo egli deve essere ben informato sulle potenzialità e
modalità di funzionamento dell'unità di day surgery a cui fa riferimento,
facendo ricorso a materiale informativo adeguato.
Il coinvolgimento del medico di medicina generale o del pediatra di libera
scelta dovrebbe essere previsto sia nella fase di selezione sia in quella di
dimissione del paziente in modo da consentirgli di fornire il suo contributo
alla corretta applicazione della strategia chirurgica.
12. Valutazione dell'attività
Un efficace controllo delle attività svolte è necessario per verificare la
qualità delle prestazioni ad indirizzare le decisioni cliniche ed
organizzative. A tale scopo è necessario il monitoraggio di alcuni parametri
secondo i seguenti principi.
I ricoveri in day surgery vengono identificati con apposito codice e per ogni
centro di responsabilità la valutazione avviene sulla base delle schede di
dimissione ospedaliera.
La day surgery lavora ad un tasso di utilizzo intorno al 100% e funziona di
norma per 250 giorni all'anno. Per ciascun posto letto non possono essere
trattati più di due casi nella stessa giornata (indice di rotazione compreso
tra 1,5 e 2, tale limite dovrebbe garantire che non vengano effettuate
prestazioni ambulatoriali in regime di ricovero diurno).
I principali indicatori utilizzati per la valutazione dell'attività e per il
controllo di qualità sono:
- numero dei casi trattati e numero totale di pazienti presi in carico;
- indice di operatività della day surgery e della degenza ordinaria;
- liste di attesa. Viene istituito un registro gestito in base a criteri
di massima trasparenza sui quali vengono riportati i tempi di attesa previsti e
registrate eventuali cancellazioni o mancate presentazioni;
- orari di funzionamento della struttura nonché il numero e la tipologia
delle prestazioni effettuate;
- incidenza delle complicanze e/o del trasferimento in regime di ricovero
ordinario;
- numero di mancate dimissioni;
- numero di pazienti che richiedono un nuovo ricovero in conseguenza
dell'intervento;
- numero di chiamate urgenti e relativa motivazione.
Il monitoraggio e la revisione critica di questi dati consente controllo
periodico della qualità e dell'efficienza e la possibilità di un resoconto
annuale.
Allegato 1
INTERVENTI E PROCEDURE DIAGNOSTICHE E/O TERAPEUTICHE ESEGUITI IN
REGIME DI DAY SURGERY
Chirurgia generale: interventi per ernia inguinale, crurale, ombelicale,
epigastrica, minori interventi sulla cute e sottocute, drenaggio di ascessi,
biopsie linfonodali, trattamento di vene varicose ed emorroidi, agobiopsia
epatica, rimozione di calcoli salivari, asportazione di cisti bronchiali e del
dotto tireoglosso, varicocele, vasectomia, rimozione di corpi estranei, ecc...
Chirurgia ortopedica: infiltrazioni endocistiche, dito a- scatto,
rimozione mezzi di sintesi, escissione di cisti sinoviali, decompressioni del
tunnel carpale, rimozione di piccoli neurinomi, mobilizzazioni incruente,
rinnovo apparecchi gessati, cisti del polso, tendinee e del poplite,
miotenotomie, allungamenti del tendine di Achille, lipomi, rimozione di corpi
estranei, revisione di ferite, escissione di esostosi, ecc...
Chirurgia urologica: stenosi del meato, varicocele, fimosi, nefrostomie
minime percutanee, ipospadie minime, biopsie testicolari, interventi per via
endoscopica, ecc.
Chirurgia plastica:
- chirurgia della mano: malattia di Dupuytren non complicata,
sinoviectomie, riparazione tendinea, stiloidectomia ulnare, decompressioni
nervose;
- traumi: riduzioni di fratture nasali e malari, revisione di cicatrici;
- chirurgia generale: revisione di lembi cutanei, applicazione di
espanders cutanei, laser e criochirurgia;
- chirurgia estetica: blefaroplastica, rinoplastica, mastopessi,
liposuzione; ipospadie minime, otodisplasia, fimosi, nevi minori, cisti cutanee,
fistole e residui branchiali, dito a scatto, ecc...
Chirurgia oculistica: strabismi semplici interessanti due muscoli,
interventi sulle vie lacrimali, sulla congiuntiva ed il cristallino, plastiche
palpebrali , cataratta, trapianto della cornea, laser chirurgia, ecc...
Chirurgia otorino: miringotomie, riduzione fratture nasali semplici,
varici del setto, polipi del setto, adenotonsillectomie, rimozioni di corpi
estranei nasali ed auricolari, rimozioni di polipi delle corde vocali, biopsie
laringee, ecc...
Chirurgia ginecologica: esami della cavità uterina o raschiamento
diagnostico, intubazione del canale cervicale, polipectomie e vuotamento cisti
nabothiane, biopsie della porzio, biopsie mirate del corpo uterino, asportazione
cisti del Bartolini, colpotomie e cistopessi, asportazione di piccoli miomi,
condilomi, papillomi per via vaginale, plastiche vaginali e vulvari, ecc...
Chirurgia in età pediatrica: interventi per ernia inguinale, ombelicale,
epigastrica, legatura del dotto peritoneovaginale, varicocele, orchidopessi uni
o bilaterali con testicolo palpabile, circoncisioni, meatotomie, lisi di
aderenze balano-prepuziali, ipospadie minori, anchiloglossia, rimozioni di cisti
cutanee e del sottocute, cisti del dotto tireoglosso, cisti branchiali, biopsie
linfonodali, correzione dell'orecchio ad ansa, cistoscopie operative, dito a
scatto, estrazioni dentarie e cure conservative in narcosi, escissione di
lesioni orali, enucleazione di cisti del cavo orale, adenotonsillectomie,
miringotomie con o senza inserzione di drenaggi transtimpanici, riduzione di
fratture nasali, sondaggio delle vie lacrimali, rimozione di corpi estranei,
correzione dello strabismo interessante due muscoli, ecc...
Esempi di procedure diagnostiche invasive e/o terapeutiche invasive e
seminvasive praticabili in day surgery: TC (con mezzo di contrasto),
cateterismo cardiaco, broncoscopie, artroscopie, arteriografie, flebografie,
cistoscopie, laparoscopie, endoscopie, chirurgia endoscopica, ecocardiografia
transesofagea, ecc...
Anestesia: anestesia generale breve o periferica per indagini
contrastografiche o diagnostiche in generale, eventuali misure rianiminatorie,
anestesia generale breve o periferica per interventi di chirurgia.
Terapia antalgica:
- blocchi analgesici: trigemino, ganglio di Gasser;
- branche principali: rami periferici, nervi periferici, nervi periferici
del plesso brachiale, nervi spinali dorsali, nervi spinali lombari, nervi
periferici del plesso lombare, nervi spinali sacrali, nervi periferici del
plesso sacrale, plesso sacro-coccigeo;
- blocco spinale: subaracnoideo, epidirale sacrale, peridurale, sistema
nervoso autonomo.
Terapia reflessogena.
Elettroanalgesia.
Allegato 2
AMERICAN SOCIETY OF ANESTHESIOLOGY (A.S.A.)
Classificazione in cinque classi di pazienti
(gli appartenenti alle prime due sono considerati ideali per la day surgery)
Classe I: paziente sano, e cioè senza disturbi organici, fisiologici,
biochimici o psichiatrici.
Classe II: paziente con malattia sistemica di lieve entità che può
essere causata dall'affezione chirurgica da trattare, ovvero da altra condizione
morbosa.
Ad esempio, paziente con ernia inguinale affetto da una modesta pneumopatia e da
iperglicemia lieve o da ipertensione di moderata entità.
Classe III: paziente con malattia sistemica limitante la sua attività ma
non invalidante: diabete grave, ipertensione, insufficienza epatica o
respiratoria o renale, angina pectoris, pregresso infarto del miocardio.
Classe IV: paziente con malattia inabilitante e con costante minaccia
alla sopravvivenza; scompenso respiratorio, cardiocircolatorio, renale, angina
persistente, miocardite acuta, ecc...
Classe V: paziente con grave compromissione dello stato generale e con
sopravvivenza non superiore alle 24 ore.
a
cura dell'U.O. di Metodologia Clinica ad indirizzo Epidemiologico-Statistico -
A.R.N.A.S. Civico e Benfratelli, G. Di Cristina, M. Ascoli - Palermo
ultima revisione: 01 marzo 2001
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