Allegato 1
Premessa
Il Piano sanitario regionale, nell'ambito delle strategie di miglioramento dei
servizi, pone tra i diversi obiettivi quello di garantire la sicurezza e
migliorare la qualità delle prestazioni da erogare nelle strutture sanitarie.
La nutrizione artificiale, che comprende la nutrizione parenterale e la
nutrizione enterale, ha avuto, a seguito sia della costante evoluzione della
ricerca scientifica in questo campo, che di una domanda sempre crescente, un
notevole sviluppo.
Essa, peraltro, si inserisce in un quadro più ampio della nutrizione clinica,
diretta ai pazienti non autosufficienti o paragonabili tali, in cui si è
instaurato uno stato di malnutrizione o di squilibrio metabolico, che ne
compromettono gravemente la sopravvivenza.
La diffusione di tale pratica, componente rilevante della farmacia clinica, è
sfociata nell'istituzione dei laboratori di nutrizione artificiale, già
individuati come unità operative nelle Aziende unità sanitarie locali e nelle
Aziende autonome ospedaliere con circolare assessoriale n. 953 del 2 aprile
1998.
Ponendo l'attenzione a questa continua evoluzione nasce l'esigenza di fissare
standards di qualità a cui le Aziende sanitarie dovranno attenersi per
l'istituzione di laboratori di nutrizione artificiale e per l'adeguamento di
quelli esistenti, al fine di assicurare l'integrità, la sicurezza e la qualità
dei prodotti nutrizionali finiti, anche sotto l'aspetto della sterilità.
Infatti il rischio di contaminazione, durante la manipolazione di prodotti
sterili, è sempre presente con gravi ripercussioni per la salute dei pazienti.
Pertanto si è ritenuto di dover determinare standards di qualità e criteri di
controllo che tendono ad annullare il rischio di contaminazione ambientale nelle
pratiche di manipolazione e garantire una maggiore sicurezza ai pazienti.
Per quanto riguarda la nutrizione enterale, considerato che le diete non
necessitano di particolari manipolazioni, non si prevedono specifici sistemi o
attrezzature.
Fermo restando che nell'operare bisogna osservare quelle norme atte a
minimizzare i rischi di contaminazione.
Particolare riguardo è stato posto ai seguenti aspetti:
1) Area di lavoro;
2) Strumentazioni;
3) Strumentazione automatizzata;
4) Attrezzature e piani di lavoro;
5) Mezzi protettivi individuali;
6) Personale;
7) Controlli;
8) Raccomandazioni operative.
1. AREA DI LAVORO
1.1. Caratteristiche dei locali
I locali adibiti a laboratorio di nutrizione artificiale devono essere
sufficientemente grandi e rispondere in generale a quanto previsto dal Titolo II
del decreto legislativo n. 626/94 e successive modifiche ed integrazioni.
1.2. Organizzazione dei locali
I locali destinati alla preparazione delle miscele nutrizionali devono avere
adeguati piani di lavoro e idonei sistemi di aerazione, i pavimenti e le pareti
devono essere in materiale plastico lavabile (ad esempio: Pvc elettrosaldato
munito di sguscio agli angoli) e devono essere così suddivisi:
A) Locale manipolazioni
Il locale dedicato alle manipolazioni deve consentire facilità di movimento per
l'operatore e deve essere a pressione positiva rispetto agli ambienti
comunicanti.
L'ambiente deve essere perfettamente isolato e non deve filtrare luce solare
diretta.
Al suo interno si distinguono:
A.1) Area destinata alla manipolazione
Tutte le manipolazioni devono essere fatte con una qualità di aria di classe
100 (A) ottenibile operando all'interno di una cappa a flusso laminare
orizzontale.
A.2) Area circostante
La qualità dell'aria circostante la zona delle manipolazioni deve essere di
classe 1000 (B) e non meno.
B) Camere di "equilibrio" con percorsi separati (dotati di
doppia apertura) per il personale e per i materiali
Le camere di "equilibrio" oltre ad essere separate devono inoltre
prevedere:
B.1) Camera di "equilibrio per i materiali"
La camera di "equilibrio per i materiali" è lo spazio dedicato al
trattamento disinfettante o sterilizzante di tutte le superfici esterne dei
materiali.
L'immagazzinamento ed il primo trattamento dei materiali (eliminazione polvere,
cartoni, ecc.) deve avvenire in locale separato e preferibilmente confinante per
essere successivamente prelevato dall'operatore addetto alle manipolazioni
attraverso apposita apertura.
L'eliminazione dei rifiuti deve essere fatta a fine ciclo lavorativo ed
attraverso il percorso dei materiali.
B.2) Camera di "equilibrio per il personale"
La camera di "equilibrio per il personale" deve avere uno spazio
dedicato alla vestizione ed uno spazio dedicato al lavaggio delle mani.
Deve essere previsto, altresì, lavabo con apertura a gomito o a pedale e
dispenser antisettico con apertura anch'esso a gomito o a pedale.
C) Tipologia locale
(esempio)
2. STRUMENTAZIONI
La strumentazione indispensabile ed essenziale per la produzione e conservazione
di sacche nutrizionali sono la cappa, il piaccametro ed il frigorifero.
2.1. Cappa
La preparazione delle sacche nutrizionali, al fine di evitare il rischio di
contaminazione microbica e poter operare con una qualità dell'aria di classe
100 (vedi punto A.1), deve avvenire all'interno di cappe con filtri assoluti
HEPA, a flusso d'aria laminare (LAF) e che vanno soggette a periodiche verifiche
di efficienza.
La dimensione della cappa, per consentire un'ottima sistemazione dei materiali
sottoposti al flusso sterile, deve avere una larghezza utilizzabile (zona di
lavoro) di circa cm. 180.
2.2. Piaccametro
2.3. Frigorifero
Il frigorifero deve mantenere una temperatura costante tra i 2-8°C ed avere
dimensioni adeguate all'attività produttiva.
Il frigorifero deve essere dotato di un sistema di registrazione grafica della
temperatura e di un sistema di allarme luminoso/acustico, eventualmente anche
remoto, e collegato a gruppi di continuità o ad una linea di alimentazione
preferenziale.
3. STRUMENTAZIONE AUTOMATIZZATA
L'uso di strumentazioni automatizzate (camera a depressione o riempitrice
automatizzata) può essere adottata qualora l'attività produttiva ed una
attenta valutazione costo-beneficio ne ravvisi l'utilità.
4. ATTREZZATURA E PIANI DI LAVORO
Il piano di lavoro e le parti di apparecchiature destinate a venire in contatto
con i prodotti e le linee di trasporto dovranno essere costruite in materiale di
tipo sanitario non poroso, lavabile e disinfettabile, preferibilmente in acciaio
inossidabile, di tipo adeguato all'uso cui è adibito.
5. MEZZI PROTETTIVI INDIVIDUALI
Gli indumenti protettivi individuali da indossare sono:
- guanti sterili di tipo chirurgico;
- camici sterili monouso di tipo chirurgico a maniche lunghe con polsino a
manicotto per migliorare l'aderenza dei guanti;
- copricapo, preferibilmente a scafandro;
- mascherina;
- copriscarpe.
Le operazioni di vestizione devono essere effettuate nella camera di
"equilibrio per il personale" (vedi punto B.2) in luogo dedicato e
deve prevedere la possibilità di demarcare la zona calpe stata con calzature
proprie da quella calpestata con calzature monouso.
Gli operatori addetti alle manipolazioni devono indossare indumenti che riducano
al minimo le possibilità di contaminazione e che garantiscano la massima
facilità di movimento.
6. PERSONALE
Il personale addetto al laboratorio di nutrizione artificiale, che opera sotto
la direzione del farmacista responsabile dell'unità operativa dovrà essere
individuato in base a criteri di professionalità ed attitudini richieste dalla
disciplina.
In ogni caso il personale deve essere portato a conoscenza delle responsabilità
del ruolo che andrà a svolgere e comunque, va adeguatamente istruito sulle
tecniche e sulle operazioni che gli verranno assegnate.
7. CONTROLLI
L'unità operativa di nutrizione deve essere in grado di garantire e documentare
i seguenti controlli:
- controlli chimico fisici
a) valutazione del PH;
b) valutazione dell'osmolarità;
c) valutazione del diametro delle particelle;
- controlli microbiologici
a) valutazione della sterilità del prodotto finito;
b) valutazione della sterilità dell'aria nella zona dedicata alle
manipolazioni (vedi punto A.1);
c) valutazione della qualità dell'aria circostante la zona delle
manipolazioni (vedi punto A.2);
- controlli sulle attrezzature
a) cappa a flusso laminare (velocità del flusso dell'aria, assenza
di vortici);
b) piaccametro (taratura apparecchio);
- controlli di procedura
a) documentazione prodotti;
b) documentazione procedura allestimento.
Tutti i controlli effettuati devono essere documentati.
I controlli devono essere praticati regolarmente o periodicamente per garantire
la qualità del prodotto nel rispetto dell'applicazione dei metodi, dell'uso dei
prodotti necessari e dell'utilizzo delle attrezzature.
8. RACCOMANDAZIONI
Il personale dedicato ed autorizzato a frequentare la sala manipolazione o le
sale di equilibrio deve essere in buone condizioni fisiche e deve inoltre:
- indossare indumenti il più possibile conformati e coperture adeguate;
- per il cambio delle calzature la tecnica dello sgabello risulta essere
la migliore e comporta la perfetta successione delle operazioni di sostituzione
delle calzature;
- tagliare corti barba e capelli;
- utilizzare il meno possibile cosmetici;
- evitare di portare orologi da polso, bracciali ed anelli;
- evitare di mangiare, bere e fumare all'interno della sala di
manipolazione e nella sala di equilibrio;
- evitare di operare con matite in grafite o contenitori in cartone
cercando di introdurre la minor quantità possibile di carta;
- evitare di uscire dalla sala manipolazioni se non assolutamente
indispensabile, in tal caso il processo di lavaggio e cambio deve essere
ripetuto.
Il personale impegnato non deve essere interrotto e non deve effettuare turni
superiori alle 3 ore consecutive per evitare cali di attenzione.
Nel locale manipolazioni limitare materiali, prodotti e quant'altro nelle
quantità strettamente necessarie.
Per le disinfezioni si dovranno utilizzare soluzioni idroalcoliche ad opportune
concentrazioni.
Per i locali dovranno essere attuati efficaci interventi di pulizia e
disinfezione al fine di abbassare la carica microbica; ovviamente tali manovre
dovranno essere effettuate utilizzando materiali diversi per ogni ambiente.
Dovranno essere creati protocolli operativi previsti da specifiche procedure,
soggetti a verifica ed eventuale revisione periodica, per ognuna delle
operazioni connesse all'allestimento (tecnica di miscelazione, disinfezione dei
prodotti, vestizione, pulizia dei locali, ecc.).
Un pannello riportante il protocollo in maniera precisa e chiara, anche con
l'utilizzo di foto e disegni, deve essere posto nelle immediate vicinanze del
luogo dove le singole operazioni vengono effettuate.
Tutto il personale dovrà attenersi ad un rigido rispetto dei protocolli
operativi attraverso una regolare attestazione e documentazione delle procedure,
e dovrà, a tal'uopo, essere esercitata una costante vigilanza.
a
cura dell'U.O. di Metodologia Clinica ad indirizzo Epidemiologico-Statistico -
A.R.N.A.S. Civico e Benfratelli, G. Di Cristina, M. Ascoli - Palermo
ultima revisione: 16 marzo 2001
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