Dalla
Gazzetta Ufficiale della Regione Sicilia Parte I, n° 19 del 27 aprile 2001
Decreto 9 ottobre 2001.
Approvazione del
programma regionale per la realizzazione della rete di assistenza ai malati in
fase avanzata e terminale.
Articolo 1
E' approvato l'allegato programma regionale
"Realizzazione della rete di assistenza ai malati in fase avanzata e terminale"
che fa parte integrante e sostanziale del presente decreto.
Articolo 2
Di riservarsi di apportare al programma stesso le
modifiche che si rendessero necessarie successivamente.
Articolo 3
Il presente decreto viene inviato alla Ragioneria
centrale per gli adempimenti di competenza e sarà pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale della Regione siciliana.
Palermo, 9 ottobre 2000.
Vistato dalla Ragioneria centrale dell'Assessorato della sanità il 9 marzo 2001
al n. 111.
Allegato
PROGRAMMA DELLA REGIONE SICILIA PER LA RETE DI ASSISTENZA AI MALATI IN
FASE TERMINALE
Premessa
Il peso crescente delle patologie
neoplastiche, lo sviluppo di una sensibilità più attenta agli aspetti
qualitativi dell'assistenza e la necessità di razionalizzare e contenere la
spesa sanitaria hanno imposto un radicale mutamento delle strategie della sanità
regionale.
Dal 1996 la Regione Sicilia ha avviato una significativa
programmazione delle cure palliative e all'interno di queste dei servizi ad esse
collegati.
Le cure palliative sono il piano di cura più specifico e idoneo
per i pazienti affetti da malattie inguaribili in fase avanzata e
terminale.
Il bisogno è fortemente aumentato negli ultimi decenni per effetto
di due eventi di notevole rilevanza: il sensibile prolungamento della vita media
e l'aumento significativo delle malattie croniche di tipo degenerativo ad
andamento progressivo.
Le categorie nosologiche caratterizzate da tale
andamento principalmente sono:
- neoplasie;
- A.I.D.S.
-
epatopatie croniche;
- insufficienza renale cronica;
-
malattie neurologiche degenerative;
- demenze;
-
broncopatie cronico-ostruttive;
- malattie ad esito infausto in
età pediatrica.
Tutte queste patologie possono presentare una fase terminale
e necessitano di cure palliative.
Definizione e campi di
applicazione
Le cure palliative sono la cura attiva, globale e
multidisciplinare dei pazienti affetti da malattia che non risponde più a
trattamenti specifici e di cui la morte è la diretta conseguenza. Il controllo
del dolore, degli altri sintomi e dei problemi psicologici, sociali e spirituali
è di fondamentale importanza. Lo scopo di tali cure è il raggiungimento della
miglior qualità di vita possibile per i pazienti e le loro famiglie. Alcuni
aspetti delle cure palliative sono anche applicabili più precocemente nel corso
della malattia, quando l'elevata complessità clinica di questi pazienti lo
richieda.
Le cure palliative sono state collocate al centro di una articolata
rete di servizi territoriali e residenziali, con l'obiettivo di programmare,
realizzare e verificare interventi assistenziali per i malati inguaribili.
La
fase avanzata e terminale delle malattie, producendo problematiche organiche,
funzionali, relazionali e sociali, richiede risposte multidimensionali,
integrate, centrate sui bisogni ma soprattutto unitarie che tengano conto anche
degli aspetti di contesto, sociale, ambientale e psicologico.
La Regione
Sicilia ha inteso avviare una profonda rielaborazione culturale ed organizzativa
con il conseguente sviluppo di una rete di servizi innovativi in grado di
migliorare la qualità dell'assistenza e della vita residua dei pazienti in fase
avanzata e terminale, sostenendo le famiglie nel carico assistenziale.
Gli
interventi, diversificati e flessibili in risposta alla complessità e
multidimensionalità con cui si manifestano i bisogni assistenziali, vengono
assicurati attraverso un solido coordinamento regionale di tutte le risorse
"competenti", tra loro fortemente integrate ed organizzate in èquipes
multidisciplinari che operano a livello domiciliare ed a livello di ricovero in
strutture Hospice.
Questo consente di adattare tempestivamente le risposte ai
bisogni, attraverso la valorizzazione delle opportunità presenti nella rete dei
servizi attivati, recuperando l'integrazione tra gli interventi formali -
professionali ed istituzionali - e quelli informali della famiglia e
dell'ambiente sociale.
L'obiettivo del programma regionale è quello di
assicurare prestazioni di qualità in grado di coniugare i principi
dell'adeguatezza, appropriatezza ed efficacia pratica delle cure con quelli
dell'efficienza clinica e soddisfazione del paziente e della sua
famiglia.
Pazienti, famiglie e comunità, adeguatamente coinvolti e resi
partecipi, sono in grado di mettere in campo forze e motivazioni capaci di
realizzare quel modello integrato che contribuisce a risolvere e governare un
vuoto fino ad oggi esistente.
Epidemiologia e stima dei bisogni
I
dati epidemiologici regionali hanno dimostrato inequivocabilmente l'aumento
progressivo di mortalità secondaria a patologie cronico-evolutive, prima fra
tutte il cancro. Nella Regione Sicilia, ogni anno, muoiono circa 11.000 persone
a causa della sola malattia neoplastica e di queste 6.367 sono maschi e 4.704
femmine.
Purtroppo i tassi di mortalità nelle varie patologie, da cui si
possono ricavare indicazioni sulla terminalità, sono calcolati dai dati ISTAT
rilevati dalle schede di morte che spesso riportano come causa di morte l'evento
finale e non la malattia che ha condotto all'exitus, ciò comportando evidenti
variazioni delle stime.
Sulla base dei dati attualmente disponibili e su
quelli forniti dal registro tumori di Ragusa, si ritiene che un'analisi
epidemiologica del fenomeno terminalità risulti sufficientemente attendibile per
quanto riguarda la patologia oncologica che, peraltro, rappresenta la quasi
totalità dei pazienti assistiti nei programmi di assistenza domiciliare
finanziati dalla Regione.
In base ai dati di mortalità, si può ipotizzare che
circa il 90% affronti una fase terminale e che, di questi, il 25-30% necessita
di ricovero in Hospice.
In funzione della durata media della fase terminale,
ipotizzata in circa 90 giorni, si può stimare nella nostra Regione una
prevalenza di malati oncologici di circa 2.000 casi, che corrisponde al numero
di pazienti che ogni giorno si trova in fase terminale per
neoplasia.
L'analisi limitata all'oncologia risulta evidentemente restrittiva
dal momento che altre patologie oggi utilizzano cure palliative e si auspica che
in futuro ne possano più ampiamente utilizzare. Bisogna pertanto prevedere che,
nei prossimi anni, le cure palliative saranno estese a una popolazione di
pazienti in continuo aumento.
Riferimenti normativi
La tutela della
qualità di vita residua dei pazienti in fase avanzata e terminale è stato uno
degli obiettivi primari della programmazione regionale negli ultimi
anni.
L'individuazione di una strategia d'intervento territoriale centrata
sulle cure domiciliari, ha consentito fino ad oggi di consolidare una rete
regionale di servizi aventi lo scopo di offrire agli assistiti un piano di cura
appropriato.
La legge regionale n. 26/96 prevede lo sviluppo di una rete di
servizi per il trattamento delle fasi avanzate e terminali dei pazienti
neoplastici attraverso la riorganizzazione delle cure domiciliari e
l'istituzione di strutture di ricovero Hospice nella misura di un posto letto
ogni 20.000 abitanti.
La stessa legge regionale ha individuato nei settori
del no-profit e del volontariato interlocutori privilegiati.
Una stretta
sinergia con le associazioni private operanti sul territorio regionale, ha
infatti reso possibile un percorso sperimentale che ha saputo offrire cure
sicure, efficaci e rispondenti ai bisogni degli assistiti.
Curare a casa ha
rappresentato in definitiva un primo cambiamento di prospettiva in cui la
struttura sanitaria con le sue risorse professionali e con il supporto del
volontariato e del no-profit, ha iniziato ad uscire fuori dalle proprie mura
assistendo il malato all'interno del proprio ambiente
domestico.
L'Assessorato regionale della sanità, con proprio decreto n. 29013
del 27 maggio 1999 e successivo decreto n. 31372 del 20 marzo 2000, ha
costituito una Commissione tecnico consultiva con il compito di predisporre un
modello organizzativo di cure palliative di cui alla legge regionale n. 26/96 e
di predisporre un Programma regionale di strutture per le cure palliative ai
sensi della legge n. 39 del 26 febbraio 1999.
Il Piano sanitario regionale
per il triennio 2000-2002, pubblicato con decreto presidenziale 11 maggio 2000,
individua tra gli obiettivi regionali di salute, lo sviluppo delle cure
palliative e dell'ospedalizzazione domiciliare, in coerenza con le indicazioni
contenute nel Piano sanitario nazionale 1998-2000 (Obiettivo IV rafforzare la
tutela dei soggetti deboli) ed in coerenza con la legge n. 39/99.
Il PSR, nel
quadro di un'azione programmata, prevede nell'arco del triennio l'attivazione a
livello regionale di una rete di assistenza ai pazienti in fase avanzata e
terminale con l'istituzione presso ogni azienda territoriale di almeno una Unità
di valutazione palliativa.
In ogni ambito provinciale dovrà essere realizzata
una rete di assistenza costituita da un'aggregazione funzionale ed integrata di
servizi distrettuali ed ospedalieri sotto forma di Dipartimenti interaziendali
misti ospedale-territorio che operino in modo sinergico con la rete di
solidarietà sociale, presente nel contesto territoriale e nel rispetto
dell'autonomia clinico-assistenziale dei rispettivi componenti.
La rete si
articolerà nelle seguenti linee organizzative differenziate:
-
assistenza ambulatoriale;
- assistenza domiciliare
integrata;
- assistenza domiciliare specialistica;
- ricovero
ospedaliero in regime di day-hospital;
- ricovero in strutture
Hospice.
Il PSR prevede l'istituzione di una Unità operativa di cure
palliative con posti letto Hospice all'interno dei Dipartimenti oncologici di
III livello e di almeno una Unità operativa di cure palliative senza posti letto
Hospice per ogni provincia.
L'obiettivo è quello di realizzare in una
successiva fase un numero di posti letto Hospice pari a 1 p.l. ogni 20 mila
abitanti.
La Regione Sicilia ha assegnato per il triennio 1999-2000 il
finanziamento per i progetti di assistenza domiciliare integrata nell'ambito
degli obiettivi prioritari del Piano sanitario nazionale 1998-2000, consentendo
lo sviluppo di servizi di assistenza domiciliare per i malati terminali,
stimolando l'integrazione tra i distretti, le aziende ospedaliere e le
associazioni di volontariato, valorizzandone le esperienze anticipatorie in tale
area di intervento.
Con provvedimento assessoriale 2N214020 del 13 luglio
2000, la Regione Sicilia ha assegnato alle Aziende unità sanitarie locali
complessivi 8.363.000 da destinare all'assistenza domiciliare ai pazienti in
fase critica, così come previsto dall'art. 1 comma 6 della citata legge n.
39/99, vincolando le Aziende all'utilizzo dei fondi in oggetto per l'attivazione
di reti territoriali di assistenza per i malati in fase terminale.
Con nota
n. 10 del 4 ottobre 1999 l'Assessorato della sanità ha disposto pertanto
l'attivazione della rete regionale di assistenza ai pazienti in fase terminale,
ed ha istituito le Unità di valutazione palliativa e le Unità operative di cure
palliative nella misura di una per ogni Azienda unità sanitaria locale. Sono
stati individuati, infine, quattro grandi bacini di utenza: Palermo, Catania,
Messina e Ragusa per la realizzazione di strutture residenziali
Hospice.
Contenuto del Programma regionale
Per dare concreta
operatività alla Rete vengono identificati due livelli assistenziali, erogati
secondo una gradualità di interventi che vede al centro il malato, la sua
famiglia, i suoi bisogni:
- il primo livello che riguarda pazienti che
presentano bisogni clinico-sanitari di intensità bassa relativamente ai bisogni
di natura più specificamente assistenziale. Questo livello deve prevedere
l'intervento organizzato e coordinato di personale medico, infermieristico,
psico-sociale specificamente preparato e formato in grado di coordinarsi con le
diverse componenti socio-sanitarie (medico di medicina generale, ADI, distretto,
servizi comunali alla persona), al fine di diagnosticare e soddisfare i bisogni
del paziente e della famiglia. Al I livello afferiscono malati in fase avanzata
con problemi di modesta complessità. Ove essi richiedano prestazioni che per
opportunità si ritiene possano essere effettuate a domicilio viene attivata
l'ADI e qualora presentino problemi più complessi viene attivato il livello
successivo.
- il II livello è definito come specialistico e ad esso
corrisponde una unità operativa complessa: l'Unità operativa di cure palliative.
Tale livello si realizza attraverso un modello altamente integrato che prevede
un intervento assistenziale domiciliare e residenziale (Hospice) nel quale si
integra il medico di medicina generale dell'assistito. Il II livello è destinato
a pazienti, i cui bisogni di natura clinico/sanitaria e/o di natura
assistenziale sono di particolare complessità e possono essere gestiti, secondo
le modalità di un piano specialistico.
Emerge con chiarezza la necessità di
un'équipe specialistica, individuata all'interno dell'Unità operativa di cure
palliative, che garantisca la continuità di cure del paziente nei percorsi
terapeutici e assistenziali tra i due livelli della rete. Appartengono a tale
rete le seguenti figure:
- medici (di cui 1 medico direttore dell'Unità
operativa) esperti e formati in cure palliative;
- infermiere
professionale coordinatore;
- infermieri professionali;
-
assistenti tutelari (OTA);
- terapista della riabilitazione;
-
psicologo;
- assistente sociale;
- amministrativo.
Partecipano al lavoro di èquipe i seguenti altri operatori:
-
assistente spirituale;
- volontari.
Tutti gli operatori
dovranno essere adeguatamente formati e, in considerazione dell'elevato impegno
relazionale, fortemente motivati.
In questa prima fase sia la rete di
assistenza dei pazienti terminali che l'Unità operativa di cure palliative
saranno dirette da un dirigente medico con specifica formazione ed esperienza
documentata in cure palliative.
Obiettivi del Programma
Gli
obiettivi che si perseguono con la presente direttiva riguardano:
- il
potenziamento dell'assistenza dei malati in fase avanzata e terminale, ed il
riconoscimento delle cure palliative nel territorio regionale allo scopo di
tutelare le esigenze e la qualità della vita del malato e della sua
famiglia;
- lo sviluppo ed il coordinamento di una rete regionale di
servizi di cure palliative attraverso l'attività di una Commissione regionale
all'uopo istituita;
- la realizzazione di una rete di interventi
diversificati per intensità di assistenza prevedendo articolazioni
assistenziali: domiciliari, residenziali ospedaliere;
- il mantenimento
di un piano di continuità assistenziale in tutte le fasi di cura della
malattia;
- l'attivazione di strutture di ricovero Hospice per quella
categoria di pazienti che non possono essere assistiti temporaneamente o
continuativamente a domicilio.
A tal fine la Sicilia ha avviato un processo
di rimodulazione funzionale del sistema dei servizi secondo un concetto di rete
integrata di servizi che integra il programma di rimodulazione della rete
ospedaliera e di riorganizzazione dell'assistenza territoriale in corso nella
Regione.
L'adozione del concetto di rete integrata nell'assistenza al
paziente in fase terminale ha implicazioni profonde sia sul piano concettuale
che sugli strumenti gestionali. Infatti la omogeneità di cure da garantire ai
malati terminali costituisce l'obiettivo prioritario del programma, che insieme
alla valorizzazione dell'esistente rappresentato dall'organizzazione
territoriale delle cure primarie, garantisce anche l'erogazione di un servizio
di secondo livello assistenziale.
Formazione
Da più parti si
afferma che le cure palliative, oltre un insieme di conoscenze
interdisciplinari, sono anche un modello di assistenza proponibile a tutta la
medicina generale e specialistica. La formazione nelle cure palliative si basa
dunque più su acquisizioni di attitudini che non di abilità, pertanto, devono
essere previsti nuovi strumenti didattici e strutture con adeguate funzioni
formative. Pertanto la Regione Sicilia intende investire affinché il percorso
formativo in questa nuova disciplina risulti efficace promuovendo la
professionalizzazione degli operatori e la capacità di lavorare in èquipe.
Si
prevede un periodo di tempo transitorio che consenta di definire:
-
l'idoneità ad operare nelle cure palliative;
- i criteri di
selezione del personale;
- i criteri di selezione dei formatori;
-
la strategia formativa.
La formazione dovrà prevedere quindi interventi
specialistici tecnico-professionali ed interventi formativi in ambito
psicologico ed etico.
I corsi di formazione saranno organizzati a livello
regionale in collaborazione con società scientifiche o scuole di formazione di
cure palliative. Dovrà inoltre essere prevista una formazione permanente e
continua da programmare nelle singole unità operative.
Oltre alla formazione
degli operatori dedicati è indispensabile una formazione culturale alle cure
palliative per tutti gli operatori sanitari, ospedalieri e territoriali, che
entrino nel percorso assistenziale di questi pazienti. Tale funzione formativa
dovrà localmente essere promossa e svolta dall'èquipe di cure
palliative.
Criticità dell'attuale sistema di rete
Le criticità più
evidenti del sistema sono in atto riferite alla carenza di servizi ospedalieri e
territoriali di cure palliative per l'erogazione del II livello specialistico di
assistenza. Sarà necessario inoltre attivare un III livello dipartimentale con
bacino di riferimento sovra-aziendale per coordinare tutte quelle situazioni che
richiedono particolari interventi organizzativi e professionali.
Riguardo al
ricovero in Hospice bisogna provvedere all'attivazione di strutture a gestione
ospedaliera o territoriale.
Obiettivo primario rimane comunque
l'organizzazione della rete di assistenza al malato in fase avanzata e terminale
in tutte le sue articolazioni, con il coinvolgimento diretto delle Aziende
sanitarie di concerto con gli enti locali e le Associazioni no-profit attive da
almeno cinque anni nel settore delle cure palliative e in possesso di
documentata attività clinico-scientifica, proporzionata all'attività da
espletare, nel campo dell'assistenza al malato terminale. Dovranno pertanto
essere realizzati veri e propri accordi di programma con la precisa definizione
di impegni e vincoli che ciascuna componente dovrà garantire.
Centri
residenziali Hospice
Risulta pertanto prioritaria a livello regionale la
realizzazione di strutture Hospice presso le Aziende ospedaliere e/o
territoriali.
In Sicilia si calcola che ogni anno 2.500 persone affette da
patologia neoplastica terminale potrebbero beneficiare del ricovero in Hospice.
Pertanto la stima conseguente è di 0,5 posti letto Hospice per 1.000
abitanti.
Per Hospice si intende una struttura di ricovero all'interno di una
Unità operativa di cure palliative che accolga i pazienti in fase terminale che
non possono essere trattati a domicilio in modo temporaneo o
definitivo.
L'accesso in Hospice dovrà avvenire nel rispetto dei seguenti
criteri di accettazione contemporaneamente presenti:
1) assenza o
inopportunità di indicazione a trattamenti curativi specifici;
2)
presenza di sintomi invalidanti, che comportino valori di performance
inferiori o uguali a 50 secondo la scala di Karnofsky;
3) rapidità
evolutiva della malattia con aspettativa di sopravvivenza molto limitata.
I
posti letto Hospice possono essere individuati in ambito ospedaliero o
territoriale anche attraverso l'applicazione dell'art. 9, comma 3, della legge
regionale n. 26/96 e vengono ricompresi nell'aliquota di posti letto di
riabilitazione e lungodegenza di cui all'art. 1, comma 2 ter, punto 5), della
legge n. 382 del 18 luglio 1996.
I requisiti strutturali, tecnologici ed
organizzativi minimi sono gli stessi di quelli pubblicati con DPCM 20 gennaio
2000 per i centri residenziali di cure palliative.
I moduli di Hospice
ospedalieri e territoriali si prevede, di norma, che non siano inferiori ai 12
posti letto e non superiori ai 20 e che siano diffusi sul territorio regionale
in modo tale che sia favorita una equa distribuzione geografica ed una facile
accessibilità della rete. Tuttavia, si ritiene di attivare moduli con numero di
posti letto inferiore a quello previsto. In questa prima fase i reparti vengono
realizzati in seguito a ristrutturazione di spazi già esistenti.
Gli Hospice
ospedalieri saranno ad elevata complessità clinica ed assistenziale, mentre
quelli territoriali a minore complessità clinica ed
assistenziale.
L'ubicazione degli Hospice all'interno di Dipartimenti di
oncologia, favorendo la continuità terapeutica ed assistenziale, costituisce il
punto di sintesi per l'erogazione di una appropriata assistenza nelle fasi di
terminalità della malattia. Tali strutture costituiscono parte integrante
dell'Unità operativa di cure palliative che eroga assistenza domiciliare di II
livello.
La modalità d'intervento nell'Hospice deve prevedere:
-
assunzione in cura del malato e della sua famiglia;
-
realizzazione di ambienti il più possibile simili a quelli domestici;
-
controllo dei sintomi con particolare attenzione al dolore al fine del
miglioramento della qualità della vita;
- attenzione ai particolari
dell'assistenza ed all'alimentazione;
- adeguata comunicazione tra gli
operatori, il malato e la sua famiglia;
- attuazione di un programma di
lavoro in èquipe;
- realizzazione di una carta dei servizi.
La
dotazione organica del personale deve essere rapportata al numero di posti letto
ed alla tipologia dell'Hospice (ospedaliero o territoriale) e l'articolazione
dei turni deve garantire la presenza degli infermieri professionali e degli
assistenti tutelari nelle 24 ore.
Per l'Hospice ospedaliero, dal punto di
vista organizzativo e gestionale, devono essere garantiti:
1) almeno
una visita giornaliera per il personale medico, pari almeno a 17 min./paz./die,
oltre alla reperibilità 24 ore su 24;
2) almeno 50 ore paz./anno di
assistenza medica specialistica;
3) almeno 180 min./paz./die di
assistenza diretta da parte degli infermieri professionali;
4) almeno
90 min./paz./die di assistenza tutelare;
5) almeno 50 ore/paz./anno di
psicologo;
6) almeno 90 min./paz./die di terapista della
riabilitazione.
Per l'Hospice territoriale, ove inserito nel contesto di una
RSA, dal punto di vista organizzativo e gestionale devono essere garantiti gli
standard residenziali stabiliti con decreto presidenziale 25 ottobre 1999,
Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana 24 dicembre
1999.
Ubicazione
In questa prima fase, tenuto conto delle
indicazioni del PSR, si è prevista l'attivazione di centri residenziali di cure
palliative Hospice presso le sottoelencate Aziende sanitarie:
| Importo assegnato | |||
| 1) AUSL 6 - Palermo | 6.200.000.000 | ||
| 2) ARNAS Civico - Palermo | 4.500.000.000 | ||
| 3) A.O. Papardo Messina | 700.000.000 | ||
| 4) A.O. Umberto I Siracusa | 1.300.000.000 | ||
| 5) A.O. O.M.P.A. Ragusa | 2.100.000.000 | ||
| 6) AUSL 2 - Caltanissetta | 2.100.000.000 | ||
| 7) A.O. Umberto I Enna | 400.000.000 | ||
| 8) ARNAS Garibaldi Catania | 1.200.000.000 | ||
| 9) A.O. S. Giovanni di Dio - Agrigento | 500.000.000 | ||
| Totale | 19.000.000.000 |
a
cura dell'U.O. di Metodologia Clinica ad indirizzo Epidemiologico-Statistico -
A.R.N.A.S. Civico e Benfratelli, G. Di Cristina, M. Ascoli - Palermo
ultima revisione: 22 gennaio 2002