Gazzetta Ufficiale della Regione Sicilia
n.3 dell'11 gennaio 2002
DECRETO 5 dicembre
2001.
Linee guida per la realizzazione del programma regionale di cure
palliative.
Testo
del Decreto
Allegato
A
L'ASSESSORE PER LA SANITA'
Visto
lo Statuto della Regione;
Visto il decreto legislativo 30 dicembre l992, n.
502 e successive modifiche ed integrazioni;
Vista la legge regionale 3
novembre 1993, n. 30;
Vista la legge regionale 6 aprile 1996, n. 26, che
regolamenta gli interventi di cure di supporto (domiciliari, ospedaliere e
residenziali) in favore dei soggetti inguaribili a rapida evoluzione, in fase
avanzata e terminale;
Vista la legge 18 luglio 1996, n. 382, recante:
"Disposizioni urgenti nel settore sanitario";
Visto il decreto legislativo
n. 229/99 e successive modifiche ed integrazioni;
Visto il piano sanitario
nazionale 1998/2000;
Visto il piano sanitario regionale 2000/2002,
approvato con decreto presidenziale 11 maggio 2000;
Visto il decreto legge
28 dicembre 1998, n. 450, convertito in legge 26 febbraio 1999, n.
39;
Visto il decreto del Ministro della sanità 28 settembre 1999, recante:
"Programma nazionale per la realizzazione di strutture per le cure
palliative";
Visto il D.P.C.M. 20 gennaio 2000 "Atto di indirizzo e
coordinamento recante requisiti strutturali, tecnologici ed organizzativi
minimi per i centri residenziali di cure palliative;
Visto il decreto n.
31372 del 20 marzo 2000, con il quale è stata istituita la commissione per lo
studio delle problematiche connesse all'assistenza ai malati in fase avanzata
e terminale, con il compito di elaborare il programma regionale di cui alla
legge regionale n. 26/96;
Visto il decreto n. 32881 del 9 ottobre 2000, con
il quale è stato approvato il programma regionale "Realizzazione della rete di
assistenza ai malati in fase avanzata e terminale";
Visto il decreto n.
33573 del 20 dicembre 2000, con il quale è stato istituito il gruppo di lavoro
interdisciplinare con il compito anche di predisporre le linee guida per la
realizzazione delle unità operative di cure palliative per l'assistenza
domiciliare di 1° e 2° livello ed "hospice";
Viste le linee guida elaborate
dal suddetto gruppo di lavoro, munite altresì del favorevole apprezzamento
espresso dall'I.R.S. con nota n. 799 del 17 ottobre 2001;
Ritenuto,
pertanto, di dovere approvare dette linee guida, al fine di avere un
comportamento omogeneo ed uniforme su tutto il territorio regionale,
relativamente alla rete assistenziale dei malati in fase terminale e delle
strutture "hospice" finanziate dal Ministero della
salute;
Decreta:
Articolo 1
E' approvato
l'allegato A, "Linee guida per la realizzazione del programma regionale di
cure palliative" che fa parte integrante e sostanziale del presente
decreto.
Articolo 2
Riservarsi di apportare alle linee guida
stesse le modifiche che si rendessero necessarie
successivamente.
Articolo 3
Il presente decreto viene inviato
alla Ragioneria centrale per gli adempimenti di competenza e sarà pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana.
Palermo, 5
dicembre 2001.
CITTADINI
Vistato dalla
Ragioneria centrale per l'Assessorato della Sanità in data 27 dicembre 2001 al
n. 764.
Allegato A
LINEE GUIDA PER LA
REALIZZAZIONE DEL PROGRAMMA REGIONALE DI CURE
PALLIATIVE
Premessa
Il piano sanitario regionale per il triennio
2000-2002 individua tra gli obiettivi regionali di salute, lo sviluppo delle
cure palliative in coerenza con le indicazioni contenute nel piano sanitario
nazionale e con la legge n. 39/99.
Lo stesso piano sanitario regionale, nel
quadro di un'azione programmata, prevede nell'arco del triennio l'attivazione
di una rete regionale di cure palliative.
Ciò evidenzia la consapevolezza
di questa Regione di dover affrontare la problematica dell'assistenza ai
malati in fase avanzata e terminale migliorando l'organizzazione e l'offerta
di servizi a questa particolare quanto significativa fascia di utenti.
Al
fine di un comportamento omogeneo ed uniforme su tutto il territorio
regionale, sono emanate le seguenti linee guida per la realizzazione del
programma regionale di cure palliative.
Tali linee guida tengono conto
della normativa nazionale e regionale e sono articolate secondo le seguenti
linee fondamentali:
1)
L'organizzazione regionale siciliana
L'organizzazione sanitaria regionale in
Sicilia tende a strutturarsi su tre livelli:
- servizi di cure
primarie o di base, territoriali ed a maglia distrettuale, a larghissima
diffusione per utenza e tipologia di prestazioni ma a bassa intensità
tecnologica e di specializzazione delle prestazioni;
- ospedali per
acuti, ad alta specializzazione, con sempre più elevata concentrazione della
tecnologia e professionalità, con possibili articolazioni a rete in centri
ospedalieri e di emergenza ad essi aggregati e collegati;
- servizi e
strutture intermedie, residenziali e domiciliari, per la riabilitazione
post-acuta e la gestione della grande cronicità e della terminalità.
I
bisogni di cura ed assistenza ed il relativo consumo di risorse sono aumentati
in funzione di alcuni fattori essenziali:
- l'aumento dell'età media
della popolazione correlato alla morbilità;
- il miglioramento degli
interventi sanitari che prolungano la vita e inducono la cronicità;
-
l'aumento della cultura generale e della richiesta di una migliore
qualità della vita in età avanzata.
2) La legislazione nazionale
Il decreto legge 28 dicembre 1998, n. 450,
convertito con modifiche dalla legge 26 febbraio 1999, n. 39, ha previsto
l'adozione di un programma nazionale per la realizzazione, in ciascuna regione
o provincia autonoma di una o più strutture dedicate all'assistenza
palliativa.
Il decreto ministeriale 28 settembre 1999, ha adottato il
programma nazionale suddetto ed ha indicato le modalità di integrazione delle
attività e le linee attuative della rete di cure palliative.
Il D.P.C.M. 20
gennaio 2000 ha approvato l'atto di indirizzo e coordinamento recante i
requisiti strutturali, tecnologici ed organizzativi per i centri residenziali
di cure palliative.
La Regione siciliana ha adottato in attuazione delle
riferite fonti, con decreto n. 32881 del 9 ottobre 2000, il programma r
egionale per l'integrazione delle strutture residenziali per le cure
palliative - hospice con le altre attività di assistenza ai pazienti terminali
ed il programma di comunicazione ai propri cittadini, ammettendo al
finanziamento per la realizzazione di strutture hospice le seguenti
Aziende:
- Azienda unità sanitaria locale n. 6 - Palermo;
-
Azienda di rilievo nazionale e di alta specializzazione Civico -
Palermo;
- Azienda ospedaliera Papardo - Messina;
- Azienda
ospedaliera Umberto I - Siracusa;
- Azienda ospedaliera Ospedale M.
P. Arezzo - Ragusa;
- Azienda unità sanitaria locale n. 2 -
Caltanissetta;
- Azienda ospedaliera Umberto I - Enna;
-
Azienda ospedaliera Garibaldi - Catania;
- Azienda ospedaliera
San Giovanni Di Dio - Agrigento.
La legge n. 12 dell'8 gennaio 2001, ha
istituito le norme per agevolare l'impiego dei farmaci analgesici oppiacei
nella terapia del dolore.
Le linee guida concernenti la prevenzione, la
diagnosi e l'assistenza in oncologia, approvate dalla Conferenza Stato-Regione
dell'8 marzo 2001 (rep. atti n. 1179), forniscono specifiche indicazioni sulle
cure palliative rivolte ai malati terminali di cancro.
Le linee guida sulla
realizzazione delle attività assistenziali concernenti le cure palliative,
approvate con apposito accordo sot toscritto tra Stato e Regioni nella seduta
della Conferenza Stato Regioni unificata del 19 aprile 2001, esprimono
orientamenti applicativi ed integrativi riguardo le cure palliative, in ambito
domiciliare, ambulatoriale e presso le strutture di ricovero e residenziali -
hospice.
Decreto 27 aprile 2001 che istituisce il corso pilota a carattere
nazionale di alta qualificazione teorico-pratica in cure
palliative.
3)
L'approccio specifico ai malati terminali
La Regione siciliana con legge regionale n.
26 del 6 aprile 1996 ha previsto lo sviluppo di una rete di servizi per il
trattamento delle fasi avanzate e terminali dei pazienti neoplastici
attraverso la riorganizzazione delle cure domiciliari con l'istituzione delle
unità operative di cure palliative e delle strutture di ricovero hospice,
nella misura di un posto letto ogni 20.000 abitanti.
Il piano sanitario
regionale per il triennio 2000-2002, pubblicato con decreto presidenziale 11
maggio 2000, individua tra gli obiettivi regionali di salute, lo sviluppo
delle cure palliative in coerenza con le indicazioni contenute nel piano
sanitario nazionale 1998-2000 (obiettivo IV rafforzare la tutela dei soggetti
deboli) ed in coerenza con la legge n. 39/99.
Il piano sanitario regionale,
nel quadro di un'azione programmata, prevede nell'arco del triennio
l'attivazione a livello regionale di una rete di assistenza ai pazienti in
fase avanzata e terminale.
In ogni ambito provinciale dovrà essere
realizzata una rete, costituita da un'aggregazione funzionale ed integrata di
servizi distrettuali ed ospedalieri sotto forma di dipartimenti interaziendali
misti ospedale-territorio, che si articolerà nelle seguenti linee
organizzative differenziate:
- assistenza ambulatoriale;
-
assistenza domiciliare integrata;
- assistenza domiciliare
specialistica;
- ricovero ospedaliero in regime di
day-hospital.
4)
Definizioni generali
Le cure palliative, secondo la definizione
dell'Organizzazione mondiale della sanità, costituiscono una serie di
interventi terapeutici ed assistenziali finalizzati alla "cura attiva, totale,
di malati la cui malattia di base non risponde più a trattamenti specifici.
Fondamentale è il controllo del dolore e degli altri sintomi, e in generale
dei problemi psicologici, sociali e spirituali. L'obiettivo delle cure
palliative è il raggiungimento della migliore qualità di vita possibile per i
malati e le loro famiglie. Molti aspetti dell'approccio palliativo sono
applicabili anche più precocemente nel corso della malattia".
Le cure
palliative si caratterizzano per:
- la globalità dell'intervento
terapeutico che, avendo per obiettivo la qualità della vita residua, non si
limita al controllo dei sintomi fisici, ma si estende al supporto psicologico,
relazionale, sociale e spirituale;
- la valorizzazione delle risorse
del paziente e della sua famiglia oltre che del tessuto sociale in cui sono
inseriti;
- la molteplicità delle figure professionali e non
professionali che sono coinvolte nel piano di cura;
- il pieno
rispetto dell'autonomia e dei valori della persona malata;
- il pieno
inserimento e la forte integrazione nella rete dei servizi sanitari e
sociali;
- l'intensità dell'assistenza globale che deve essere in
grado di dare risposte specifiche, tempestive, efficaci ed adeguate al mutare
dei bisogni del malato;
- la continuità della cura fino all'ultimo
istante di vita;
- la qualità delle prestazioni
erogate.
5)
Categorie nosologiche
Le categorie nosologiche caratterizzate da tale andamento
principalmente sono:
- neoplasie;
- A.I.D.S.;
-
epatopatie croniche;
- insufficienza renale cronica;
-
malattie neurologiche degenerative;
- demenze;
-
broncopatie cronico-ostruttive;
- malattie ad esito infausto in
età pediatrica.
Tutte queste patologie possono presentare una fase
terminale e necessitano di cure palliative.
6) Dimensione del
problema
I dati
epidemiologici regionali hanno dimostrato inequivocabilmente l'aumento
progressivo di mortalità secondaria a patologie cronico-evolutive, prima fra
tutte il cancro.
Nella regione Sicilia, ogni anno, muoiono circa 11.000
persone a causa della sola malattia neoplastica e di queste circa 6.000 sono
maschi e circa 5.000 femmine.
Purtroppo i tassi di mortalità nelle varie
patologie, da cui si possono ricavare indicazione sulla terminalità, sono
calcolati dai dati ISTAT rilevati dalle schede di morte che spesso riportano
come causa di morte l'evento finale e non la malattia che ha condotto
all'exitus, ciò comportando evidenti variazioni delle stime.
Sulla base dei
dati attualmente disponibili e su quelli forniti dal registro tumori di
Ragusa, si ritiene che un'analisi epidemiologica del fenomeno terminalità
risulti sufficientemente attendibile per quanto riguarda la patologia
oncologica che, peraltro, rappresenta un numero rilevante di pazienti
assistiti dai programmi di assistenza domiciliare finanziati dalla
Regione.
In base ai dati di mortalità, si può ipotizzare che circa il 90%
affronti una fase terminale e che di questi, il 25-30% necessita di ricovero
in hospice.
In funzione della durata media della fase terminale, ipotizzata
in circa 90 giorni, si può stimare nella nostra regione una prevalenza di
malati oncologici di circa 2.000 casi, che corrisponde al numero di pazienti
che ogni giorno si trova in fase terminale per neoplasia.
L'analisi
limitata all'oncologia risulta evidentemente restrittiva dal momento che altre
patologie oggi utilizzano cure palliative e si auspica che in futuro ne
possano più ampiamente utilizzare. Bisogna pertanto prevedere che anche nella
nostra regione, nei prossimi anni, le cure palliative saranno estese a una
popolazione di pazienti in continuo aumento.
Studi condotti in diversi
Paesi stimano la durata media della fase terminale in circa 90 giorni. E'
quindi possibile individuare l'incidenza e la prevalenza di pazienti
oncologici che potenzialmente potrebbero beneficiare di interventi
palliativi:
- ogni 1.000 deceduti per tumore per anno; 900 casi
incidenti per anno; 222 prevalenza;
- casi incidenti: 90% dei
deceduti;
- casi prevalenti: casi incidenti per durata (sopravvivenza
media).
Studi prospettici e retrospettivi concordano nel rilevare nel
paziente oncologico una elevata prevalenza di problemi nell'ultimo anno di
vita (dolore e altri sintomi, riduzione della funzionalità, di stress
psicologico, problemi relazionali):
- il 90% ha bisogno di interventi
di cure palliative più o meno complessi (fornito da diverse tipologie di
servizi);
- il 15-25% ha bisogno di ricovero in una struttura tipo
hospice.
Studi internazionali stimano inoltre che il numero complessivo di
pazienti non oncologici che beneficerebbe di interventi di cure palliative è
in rapporto di 0,5-1/1 con il numero di pazienti deceduti per tumore. Quindi
ogni 1.000 deceduti all'anno per tumore, possono stimarsi in 500-1.000 nuovi
pazienti non oncologici che potrebbero beneficiare di interventi di cure
palliative.
7)
Livelli assistenziali
Il programma nazionale per la realizzazione di strutture
per le cure palliative (decreto ministeriale 28 settembre 1999) nell'alle gato
1, parte I, recita:
"La rete di assistenza dei pazienti terminali è
costituita da una aggregazione funzionale ed integrata di servizi distrettuali
ed ospedalieri, sanitari e sociali... si articola nelle seguenti linee
organizzative differenziate e nelle relative strutture dedicate alle cure
palliative:
- assistenza ambulatoriale;
- assistenza
domiciliare integrata;
- assistenza domiciliare specialistica;
-
ricovero ospedaliero in regime ordinario o day hospital;
-
assistenza residenziale nei centri residenziali di cure palliative -
hospice".
Per dare concreta operatività a tale rete si ritiene che nella
Regione siciliana, nella fase del suo consolidamento, vengano assicurati:
-
accessibilità da parte dei cittadini;
- possibilità di
intervenire in ambiti diversi: in ospedale, a domicilio, in strutture
residenziali e/o di ricovero specifiche;
- disponibilità di tipologie
assistenziali diversificate: ambulatorio, ricovero diurno, ricovero ordinario,
assistenza domiciliare integrata, assistenza domiciliare e residenziale
specialistica di 2° livello;
- mantenimento della continuità
assistenziale ottenuta me diante l'integrazione delle diverse opzioni in un
unico piano assistenziale;
- diffusione della cultura delle cure
palliative tra il personale sanitario, in particolare nelle strutture
ospedaliere, migliorando anche ed incrementando gli interventi di terapia del
dolore e degli altri sintomi che provocano sofferenza;
- integrazione
con i servizi sociali comunali;
- collaborazione organica con le
risorse formali e informali esistenti nella società: le organizzazioni no
profit, in particolare le associazioni di volontariato, la rete parentale e
amicale ecc., così come previsto dall'art. 1, comma 18, del decreto
legislativo n. 229/99 e dalle linee guida ministeriali adottate dalla
Conferenza unificata con accordo del 19 aprile 2001;
- raggiungimento
del rapporto ottimale costi/benefici;
- riduzione dei ricoveri
inappropriati, delle giornate di degenza e delle liste d'attesa;
-
reale attuazione di dimissioni protette;
- mantenimento di
livelli essenziali di assistenza;
- verifica e la valutazione della
qualità dei servizi offerti e dei risultati.
Costituiscono pertanto scopo
delle presenti linee guida:
- il miglioramento della qualità della
fase terminale della vita dei malati, una volta esaurita la possibilità di
guarigione per la patologia da cui sono affetti;
- la continuità
assistenziale;
- il miglioramento delle conoscenze, delle abilità
gestuali e quelle relazionali degli operatori, essenziali per curare una
persona al termine della vita;
- la promozione di modelli di
assistenza continuativa e altamente qualificata fino all'ultimo
istante.
8)
Obiettivi della programmazione regionale
a) consolidare l'intervento
domiciliare nelle Aziende unità sanitarie locali;
b)
realizzare i livelli di assistenza;
c) attivare i
dipartimenti interaziendali di tipo funzionale
ospedale-territorio;
d) definire un percorso valutativo
unificato per il paziente in fase avanzata e terminale.
8a) Consolidamento
dell'intervento domiciliare nelle Aziende unità sanitarie
locali
Poiché si ritiene che
il completamento della rete delle strutture hospice avverrà non prima del 2002
e dovendo la Regione siciliana provvedere al piano di riordino della mappa
ospedaliera in cui dovranno essere previsti adeguati spazi dedicati al
ricovero dei malati in fase terminale, come peraltro previsto dalla legge n.
39/99, si ritiene di dovere potenziare gli interventi di assistenza
domiciliare prevedendo programmi domiciliari che possano offrire alternativa
valida al ricovero.
Dovranno essere realizzate iniziative che ricerchino,
attraverso protocolli d'intesa o convenzioni, le migliori sinergie tra le
aziende territoriali, le Aziende ospedaliere, gli enti locali, gli enti
privati e le organizzazioni no profit.
La Azienda unità sanitaria locale
gestirà attraverso le strutture distrettuali tali interventi che saranno
coordinati dal medico di medicina generale e garantiranno ai pazienti
un'assistenza a domicilio continuativa e globale.
8b) Realizzazione dei livelli di
assistenza
Nell'ambito della
rete regionale dovranno essere identificati due livelli assistenziali, erogati
secondo una gradualità di interventi che vede al centro il malato, la sua
famiglia, i suoi bisogni:
- il 1° livello riguarda pazienti che
presentano bisogni clinico-sanitari di intensità bassa relativamente alle
necessità di natura più specificamente assistenziale. Questo livello deve
prevedere l'intervento organizzato di personale infermieristico, riabilitativo
e psicologico e sociale coordinato dal medico di medicina generale anche
attraverso il raccordo tra servizi distrettuali e servizi comunali alla
persona. Tale livello si avvale della consulenza specialistica di esperti in
cure palliative ed, ove disponibile, dello specialista che ha seguito il
paziente. Tale tipo di assistenza può essere assicurato sia a livello
domiciliare che mediante ricovero in strutture residenziali;
- il 2°
livello realizza un modello assistenziale di tipo specialistico altamente
integrato, dove ad un intervento assistenziale domiciliare o di ricovero
hospice specialistico, viene assicurata l'interazione del medico di medicina
generale dell'assistito. Tale 2° livello a forte impegno specialistico è
coordinato dal medico esperto in cure palliative ed è destinato a pazienti, i
cui bisogni di natura clinico/sanitaria e/o di natura assistenziale sono di
particolare complessità e possono essere gestiti, secondo le modalità di un
piano specialistico altamente integrato.
Per il conseguimento di dette
finalità verranno coinvolti trasversalmente i servizi ADI, le unità
operative-hospice con i servizi annessi (ambulatori, D.H., ospedalizzazione
domiciliare), le Unità di valutazione palliativa (U.V.P.) ed eventuali altre
unità operative collegate per tipologia assistenziale alle cure palliative
(medicina, oncologia, anestesia, radioterapia, geriatria, terapia antalgica
ecc.).
8c)
Attivazione dei dipartimenti interaziendali di tipo funzionale
ospedale-territorio.
Le
esperienze fin qui maturate suggeriscono l'opportunità che le prestazioni
siano erogate secondo una gradualità di interventi che veda al centro il
malato, la sua famiglia e i suoi bisogni.
In attuazione a quanto in
proposito previsto dal P.S.R. 2000-2002 presso ogni ambito provinciale dovrà
attuarsi ogni possibile ricomposizione organizzativa di funzioni ospedaliere e
territoriali, con l'istituzione di un dipartimento interaziendale funzionale
(struttura semplice) che permetta una presa in carico globale del paziente
attraverso una rete di attività e servizi strettamente coordinati ed
interconnessi tra strutture pubbliche e private accreditate ed enti o
organizzazioni del terzo settore operanti sul territorio, in particolar modo
tra i servizi di medicina primaria e le strutture ospedaliere, per garantire
una reale continuità assistenziale e terapeutica.
Ciò è conseguibile
attraverso un modello integrato in grado di far fronte alle esigenze sia dei
pazienti che presentano bisogni clinico-sanitari di bassa intensità e
prevalenti bisogni di natura più specificatamente socio assistenziale, sia dei
pazienti con bisogni di natura clinico/sanitaria e/o di natura assistenziale
di particolare complessità.
Detto dipartimento interaziendale (struttura
semplice) sarà coordinato da un dirigente medico individuato tra quelli che
già operano in strutture o servizi coinvolti nella rete di assistenza ai
pazienti terminali.
Compito del dipartimento interaziendale è il
coordinamento delle procedure operative destinate al raggiungimento
dell'ottimizzazione del trattamento dei malati in fase terminale nell'ambito
di ogni singola rete provinciale.
Deve segnalarsi che le linee guida
ministeriali adottate dalla Conferenza unificata con accordo del 19 aprile
2001, raccomandano espressamente che l'équipe dell'unità operativa hospice
(struttura semplice) preveda almeno le seguenti figure professionali: medico
specialista dell'area medica o chirurgica ed esperto in cure palliative,
infermiere, psicologo, fisioterapista, assistente sociale, operatore socio
sanitario e che, ove possibile, vengano inseriti volontari le cui attività
verranno regolamentate dalle Aziende sanitarie di appartenenza.
Dovendo
fornire prestazioni di alto contenuto specialistico e garantire standards
assistenziali qualitativamente elevati, gli hospice istituiti presso l'Azienda
di rilievo nazionale e di alta specializzazione Civico di Palermo e l'Azienda
di rilievo nazionale e di alta specializzazione Garibaldi di Catania, saranno
strutture complesse in quanto articolate in specifiche attività di ricovero,
ambulatorio, D.H, ed assistenza domiciliare di 2° livello
specialistico.
8d)
Definizione di un percorso valutativo unificato
Per un'ottimizzazione dei percorsi per i
soggetti candidati ad un trattamento palliativo, è attivata presso ogni ambito
provinciale almeno una Unità valutativa di cure palliative costituita da:
-
medico del distretto;
- medico palliativista della/e unità
operativa;
- medico di medicina generale del paziente;
-
infermiere coordinatore.
A queste figure è opportuno che si
aggiungano altri operatori (medici specialisti, psicologi, assistenti sociali,
ecc.), secondo la complessità delle problematiche poste da ogni singolo
caso.
E' fortemente raccomandata l'attivazione di interventi che, nella più
complessiva articolazione del processo valutativo, garantiscano la specifica
linea valutativa finalizzata all'erogazione delle cure palliative, con
particolare riferimento alla definizione di criteri per la stesura dei piani
di intervento e per il monitoraggio dell'appropriatezza dei servizi
erogati.
9)
Programma di comunicazione
Ogni Azienda unità sanitaria locale dovrà promuovere
campagne di comunicazione che mettano in condizione i cittadini di attuare una
scelta assistenziale in funzione delle necessità e preferenze del
paziente.
Dovranno essere comunque valorizzati i diritti alla continuità
delle cure, alla disponibilità di informazioni, alla qualità di vita, alla
scelta assistenziale e terapeutica.
La campagna di informazione e di
sensibilizzazione sarà diretta sia al pubblico generico, attraverso i mezzi di
comunicazione di massa, sia soprattutto alle fasce di età giovanili,
attraverso interventi nelle scuole, e ad alcune categorie particolarmente im
portanti: i medici, di base e specialistici, gli infermieri, gli
amministratori sanitari.
In particolare bisognerà far sapere che il dolore
può essere evitato almeno nella maggior parte dei casi ricorrendo alla terapia
idonea, fugando i falsi timori della dipendenza dagli oppiacei.
La campagna
informativa dovrà anche trasmettere indicazioni precise sull'organizzazione
delle cure palliative e in particolare sulla rete di assistenza e degli
hospice che saranno realizzati.
Sarà compito delle Aziende unità sanitarie
locali condurre campagne di informazione sugli aspetti organizzativi locali
della rete di servizi, secondo quanto stabilito dal decreto di adozione del
programma, nell'art. 5 e nell'allegato.
10) Ricerca
Dovranno essere attivati e incentivati opportuni
strumenti di ricerca per rilevare i bisogni su tutto il territorio regionale,
per definire gli standard delle cure di fine vita e per sviluppare un sistema
di indicatori di valutazione delle attività dei servizi di cure del termine
della vita.
11)
Formazione
La Regione siciliana intende investire affinché il percorso formativo
in questa nuova disciplina risulti efficace promuovendo la
professionalizzazione degli operatori e la capacità di lavorare in
équipe.
Si prevede un periodo di tempo transitorio che consenta di
definire:
- l'idoneità ad operare nelle cure palliative;
- i
criteri di selezione del personale;
- i criteri di selezione dei
formatori;
- la strategia formativa.
La formazione dovrà prevedere
quindi interventi specialistici tecnico-professionali e interventi formativi
in ambito psicologico ed etico.
Per quanto riguarda i medici di medicina
generale sarà previsto, con modalità di cui alla normativa vigente,
l'inserimento di contenuti formativi in tema di "cure palliative" sia nei
programmi del corso di formazione specifica sia durante le attività di
formazione continua.
Per quanto riguarda gli specialisti dedicati, sarà
attivato un corso regionale annuo di almeno 80 ore tenuto in collaborazione
con società scientifiche di cure palliative e con istituzioni formative
accreditate nella specifica disciplina.
Per quanto riguarda gli altri
operatori professionali impegnati con compiti di coordinamento e/o di
formazione nelle attività per le cure palliative (psicologo, assistente
sociale, infermiere) saranno realizzati analoghi corsi di formazione a
carattere regionale.
12)
Dirigenza
Per quanto concerne l'accesso alla dirigenza medica sia per le
strutture semplici che per le strutture complesse, fermo restando i requisiti
generali previsti dal decreto ministeriale 10 dicembre 1997, n. 483, non
esistendo specifica disciplina nella materia, si rimanda a quanto previsto
dalle linee guida emanate con l'accordo stipulato il 19 aprile 2001 dalla
Conferenza unificata tra il Ministero della sanità, le regioni, le province
autonome di Trento e Bolzano e le province, i comuni e le comunità montane,
per l'organizzazione della rete dei servizi delle cure
palliative.
13)
Carta dei servizi
La Carta dei servizi delle Aziende sanitarie dovrà prevedere una
specifica sezione riguardante i servizi che erogano cure
palliative.
14)
Ruolo degli enti locali
Le Aziende sanitarie, ai fini di una migliore assistenza
dei ma lati assunti in cura e di un miglior sostegno alle famiglie sia durante
l'assistenza sia nella fase dell'elaborazione del lutto, ricercheranno la
collaborazione, sottoscrivendo specifici protocolli di intesa e/o convenzioni
e/o accordi, con i comuni eroganti prestazioni sociali a rilevanza
sanitaria.
E' auspicabile, in particolare, che venga costruito un rapporto
di sinergie con gli enti locali e con gli enti no profit presenti sul
territorio impegnati nelle seguenti aree:
- attività di
accompagnamento e diversionali;
- attività di supporto alla
famiglia;
- controllo di qualità dell'assistenza e della
soddisfazione degli utenti;
- ricerca e formazione;
-
sensibilizzazione e comunicazione con i cittadini;
- fornitura
di risorse professionali in genere;
- ogni altra attività ritenuta
utile ed idonea.
Le Aziende sanitarie realizzeranno, sulla base delle
rispettive competenze e nell'ambito della programmazione regionale e locale in
materia di interventi di assistenza sanitaria e socio sanitaria, un efficace
collegamento dei servizi per le cure palliative con il sistema dei servizi
sociali e delle prestazioni sociali a rilevanza sanitaria, nel rispetto di
quanto previsto dall'atto di indirizzo e coordinamento in materia di
integrazione socio sanitaria.
15) Le tariffe
Sulla base della comparazione delle tariffe applicate
dalle altre regioni, la Regione siciliana, prevedendo una fase sperimentale da
6 a 12 mesi, ha determinato le seguenti forme di remunerazione:
-
prestazioni di ricovero in hospice ospedaliero L. 390.000, relativamente
alle strutture finanziate dal Ministero della salute;
- prestazioni
di assistenza domiciliare di 2° livello per malati terminali L. 140.000/die
pari al 50% della tariffa di day hospital medico.
Viene inoltre
riconosciuto alle Aziende un compenso giornaliero aggiuntivo di L. 15.000 per
l'accompagnatore.
16)
Progetti obiettivo
Al fine di dare attuazione agli obiettivi della programmazione
regionale in materia di cure palliative di cui al punto 8a) e 8b) del presente
documento, i direttori generali delle Aziende ospedaliere ed Unità sanitarie
locali dovranno predisporre specifici progetti-obiettivo nelle varie aree di
intervento privilegiando, ove possibile, la forma
interaziendale.
Attraverso tali progetti-obiettivo si darà avvio alla
realizzazione della rete assistenziale regionale di che
trattasi.
17)
Risultati attesi e rapporto costo-beneficio
Le ricadute o i risultati attesi dalla
realizzazione delle attività previste avranno effetti su diversi
piani:
Generali
I cittadini gravemente affetti da malattie
incurabili potranno trovare un grandissimo aiuto nell'accesso ai servizi
sanitari e nel loro rapporto con il sistema sanitario regionale.
Il sistema
sanitario nel suo complesso troverà benefici indotti di varia natura: maggiore
funzionalità nella comunicazione fra i professionisti con ricadute
sull'efficacia ed efficienza delle prestazioni; riduzione del numero e della
frequenza dei ricoveri non appropriati, degli spostamenti
ecc.
Specifici
Avvio del processo di interazione ed integrazione
fra ospedale e territorio.
Gestione organizzata delle esigenze dei maggiori
consumatori; cioè le persone con il maggiore stato di bisogno socio
sanitario.
Avvio concreto di un'assistenza qualificata.
Attivazione di
un livello domiciliare più intensivo.
(2001.51.2655)
a cura dell'U.O. di Metodologia Clinica ad indirizzo
Epidemiologico-Statistico - A.R.N.A.S. Civico e Benfratelli, G. Di Cristina,
M. Ascoli - Palermo
ultima revisione: 13 febbraio
2002
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