Dalla Gazzetta Ufficiale della Regione Sicilia n. 4 del 18 gennaio 2002
DECRETO 24 dicembre 2001
Linee
guida per l'erogazione di prestazioni specialistiche ambulatoriali afferenti
alla branca di cardiologia.
Allegato 1a: LINEE GUIDA PER L'USO APPROPRIATO DELL'ECOCOLOR DOPPLERGRAFIA VASCOLARE
Allegato
1b:
LINEE GUIDA PER L'USO APPROPRIATO
DELL'ECOCARDIOGRAMMA MONO- BIDIMENSIONALE ED ECOCOLOR DOPPLER
L'ASSESSORE PER LA SANITA'
Visto lo Statuto della Regione;
Visto l'art. 8,
commi 5 e 7, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, come modificato
dal decreto legislativo n. 517/93 ed ulteriormente integrato e modificato dal
decreto legislativo n. 229/99;
Visto il decreto ministeriale 7 novembre
1991, con il quale il Ministro della sanità ha individuato le prestazioni di
assistenza specialistica ambulatoriale erogabili nell'ambito del servizio
sanitario nazionale, nonché prestazioni contrassegnate con la lettera "C",
erogabili anche presso le strutture private convenzionate, oggi accreditate
provvisoriamente ai sensi dell'art. 6, comma 6, della legge n.
724/94;
Visto il decreto ministeriale 22 luglio 1996, con il quale il
Ministero della sanità, nell'elencare le prestazioni di assistenza
specialistica ambulatoriale erogabili nell'ambito del servizio sanitario
nazionale, non ne prevede più l'individuazione con la lettera "C", come invece
fatto in precedenza;
Visto il decreto 11 febbraio 1997, con cui
l'Assessorato della sanità ha individuato le prestazioni di assistenza
specialistica ambulatoriale, ivi compresa la diagnostica strumentale e di
laboratorio, erogabili nell'ambito del servizio sanitario regionale,
contrassegnando con la lettera "C" quelle che possono essere erogate, per
conto del servizio sanitario regionale, dalle strutture e dagli specialisti
accreditati provvisoriamente ai sensi dell'art. 6, comma 6, della legge n.
724/94;
Considerato che in tutte le altre Regioni l'elaborazione del
nomenclatore tariffario è avvenuta in analogia al predetto decreto
ministeriale del 22 luglio 1996 che attraverso l'abolizione della lett. "C"
prevede per tutte le prestazioni la erogabilità a carico del servizio
sanitario nazionale;
Visto il decreto n. 34690 del 17 maggio 2001,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana in data 1
giugno 2001, con il quale tutte le prestazioni di assistenza specialistica
ambulatoriale, ivi compresa la diagnostica strumentale e di laboratorio,
individuate nel nomenclatore tariffario di cui al decreto 11 dicembre 1997,
sono erogabili, in via sperimentale fino al 31 dicembre 2001, nell'ambito del
servizio sanitario regionale, dalle strutture e dagli specialisti accreditati
provvisoriamente ai sensi dell'art. 6, comma 6, della legge n. 724/94, fermo
restando le specifiche condizioni di erogabilità previste per le prestazioni
in esso contenute;
Visto il decreto n. 34691 del 17 maggio 2001, con il
quale è stata costituita la commissione regionale paritetica per il
monitoraggio e la verifica dell'andamento della spesa sanitaria per il periodo
di sperimentazione di cui al già citato decreto n. 34690/01;
Visto il
verbale della riunione datata 15 novembre 2001, con il quale la precitata
commissione regionale paritetica, a seguito dell'elaborazione e monitoraggio
dei dati pervenuti dalle Aziende unità sanitarie locali riguardanti le
prestazioni nonché la spesa ad esse relativa, rappresenta:
a) che la dotazione finanziaria aggiuntiva di cui all'art. 3 del più volte citato decreto n. 34690/01, è risultata bastevole a garantire la fruizione delle prestazioni specialistiche ambulatoriali nella fase sperimentale;
b) che le branche
afferenti alla radiologia e cardiologia hanno registrato notevoli incrementi
di spesa e che, pertanto, risulta necessario formulare apposite linee guida
per l'erogazione di prestazioni ad esse correlate;
Considerato che tale nuovo sistema ha
consentito al cittadino una più tempestiva fruizione delle prestazioni con
conseguente diminuzione dei tempi di attesa;
Ritenuto, pertanto, di potere
prorogare tale sistema di erogazione delle prestazioni specialistiche
ambulatoriali a tempo indeterminato con le modalità di cui alle precitate
linee guida per le branche sopracitate;
Decreta:
CITTADINI
Allegato 1a
ECOCOLOR DOPPLERGRAFIA DEI TRONCHI
SOVRAORTICI
La patologia
carotidea risulta la condizione che più frequentemente conduce all'esecuzione di
un esame eco color doppler. La malattia, infatti, rimane clinicamente silente a
lungo per manifestarsi, talora in maniera drammatica (ictus), solo nelle fasi
più avanzate (stenosi serrata, occlusione).
Da quanto detto si comprende
l'importanza di un corretto inquadramento clinico per identificare i pazienti a
rischio di eventi ischemici cerebrali da sottoporre ad eco color doppler di base
e dopo prove fisiche.
Analogamente uno screening eco color doppler trova
indicazione nei pazienti con aterosclerosi polidistrettuale accertata in
previsione di un intervento di chirurgia maggiore (interventi cardiochirurgici,
interventi di chirurgia addominale maggiore) e in pazienti con cardiopatia
ischemica, diabete, dislipidemia, al fine di prevenire eventuali complicanze
ischemiche cerebrali.
L'esame deve essere eseguito nei soggetti già trattati
mediante tromboendoarterectomia o angioplastica carotidea al fine di monitorare
il risultato ottenuto durante il follow-up. Inoltre è esame essenziale di
screening per i soggetti che devono essere sottoposti a test ergometrico se di
età superiore a 45 anni.
a)Indicazioni in base ai segni
clinici
Classe I
- emiparesi;
- soffio
carotideo;
- differenza significativa della pressione arteriosa nei due
arti (>20 mmHg);
- tumefazione pulsante in regione
latero-cervicale.
Classe II
- nistagmo.
Classe
III
- ptosi palpebrale.
b)Indicazioni in base ai
sintomi
Classe I
- deficit di forza;
- amaurosi
transitoria;
- ipoestesie di un arto;
- parestesie
focali;
- drop attacks;
- disartria;
-
afasia.
Classe II
- diplopia;
- sincope,
lipotimia;
- vertigini soggettive;
- amnesia globale
transitoria.
Classe III
- parestesie
aspecifiche.
c)Screening
Classe I
- pazienti con
aterosclerosi polidistrettuale accertata;
- pazienti con aterosclerosi
accertata in altri distretti;
- pazienti diabetici o
dislipidemici;
- pazienti di età superiore a 45 anni in preparazione a
test ergometrico.
Classe II
- pazienti asintomatici che
presentano almeno due fattori di rischio per aterosclerosi escluso diabete o
dislipidemia;
- pazienti con cardiopatia ischemica
accertata.
Classe III
- pazienti asintomatici che presentano un
solo fattore di rischio per aterosclerosi escluso diabete o
dislipidemia.
d) Monitoraggio del decorso clinico
Classe
I
- pazienti con pregressa endoarterectomia o angiopla-stica
carotidea;
- pazienti con patologia stenotico e/o ostruttiva dei vasi
cerebro-afferenti;
- pazienti con patologia del circolo del
willis.
Classi II e III
Nessuna indicazione.
ECOGRAFIA COLOR DOPPLER DELL'AORTA
ADDOMINALE
Il sospetto
clinico di patologia aneurismatica è indubbiamente la condizione che più
frequentemente conduce all'esecuzione di un'ecografia color doppler dell'aorta
addominale. L'aneurisma dell'aorta addominale presenta infatti decorso subdolo
dando segno di sé solo in fase avanzata o addirittura dopo fissurazione o
rottura (condizione con prognosi grave).
Da quanto detto si comprende quanto
sia importante la diagnosi precoce di aneurisma dell'aorta addominale che nella
maggior parte dei casi si avvale dell'eco-grafia color doppler. L'esecuzione di
un'ecografia color doppler dovrà sempre essere presa in considerazione in
pazienti con pulsatilità o soffio in regione addominale. Bisogna tuttavia
considerare che tali reperti possono essere assenti, specie in pazienti obesi.
L'esecuzione di uno screening ecografico può essere utile in pazienti con
fattori di rischio per arteriopatia, specie se ipertesi e con familiarità
positiva per aneurisma dell'aorta addominale. A tal proposito bisogna
sottolineare come lo studio dell'aorta addominale, a differenza di quello delle
carotidi, delle arterie e delle vene degli arti inferiori, sia di esecuzione
rapida anche se vengono utilizzate sonde non dedicate (ad esempio
cardiologiche).
a) Indicazione sulla base dei segni
clinici
Classe I
- massa pulsante addominale;
-
soffio addominale in regione paraombelicale o lungo il decorso dell'aorta
addominale e sue diramazioni.
Classe II e III
Nessuna
indicazione.
b) Screening
Classe I
- pazienti
in presenza di vasculopatia periferica o accessi ischemici cerebrali e/o
coronarici;
- familiarità per aneurisma dell'aorta addominale, età
maggiore di 55 anni;
Classe II
- presenza di vasculopatia
periferica;
- pazienti con almeno due fattori di rischio maggiori ed
età >55 anni.
Classe III
Nessuna indicazione.
c)
Monitoraggio del decorso clinico
Classe I
-
pazienti con aneurisma dell'aorta addominale noto, non ancora in fase
chirurgica;
- pazienti con estasia dell'aorta addominale;
- pazienti
sottoposti a precedente intervento di aneurismectomia.
Classi II e
III
Nessuna indicazione.
ECOCOLOR DOPPLERGRAFIA ARTERIOSA DEGLI ARTI
INFERIORI
L'arteriopatia
degli arti inferiori è una condizione relativamente frequente nella popolazione
generale. La sua evoluzione, se prontamente riconosciuta e trattata, è nella
maggior parte dei casi benigna con stabilizzazione o addirittura miglioramento
dei sintomi. E' quindi importante il precoce riconoscimento della malattia e la
sua caratterizzazione anatomo-funzionale al fine di stabilire l'approccio
terapeutico più adeguato. Una corretta indicazione all'esecuzione di un eco
color doppler degli arti inferiori di base e con prove fisiche deve derivare dal
riscontro di segni quali iposfigmia, ipotermia, lesioni trofiche, soffi, fremiti
o di sintomi quali claudicatio, dolore tipico a riposo.
Analogamente uno
screening eco color doppler di base e con prove fisiche trova indicazione nei
pazienti con gravi alterazione atero-sclerotiche polidistrettuali al fine di
identificare un eventuale coinvolgimento del distretto arterioso degli arti
inferiori.
Infine il follow-up ecografico deve essere consigliato nei
pazienti affetti da claudicatio intermittens (classe IIa di Fontaine) senza
indicazione alla rivascolarizzazione (chirurgica o interventistica) ed in quelli
sottoposti a procedure interventistiche e/o chirurgiche per monitorare il
risultato nel follow-up.
a) Indicazioni in base ai segni
clinici
Classe I
- iposfigmia, asfigmia;
-
ipotermia;
- soffio o fremito;
- tumefazione pulsante in
regione femorale o poplitea;
- lesioni trofiche.
Classi II e
III
Nessuna indicazione.
b) Indicazioni in base ai
sintomi
Classe I
- claudicatio intermittens;
-
dolore tipico a riposo.
Classe II
- ricerca di lesioni
vascolari nella patologia traumatica;
- parestesie.
Classe III
-
dolore di natura non vascolare.
c) Screening
Classe
I
- pazienti con aterosclerosi polidistrettuale;
-
diabetici o dislipidemici;
- cardiopatia ischemica.
Classe
II
- pazienti asintomatici che presentano almeno due fattori di
rischio maggiori per aterosclerosi (escluso diabete e
dislipidemia);
Classe III
- pazienti asintomatici che
presentano un solo fattore di rischio per aterosclerosi (escluso diabete e
dislipidemia);
d) Monitoraggio del decorso clinico
Classe
I
- pazienti affetti da claudicatio intermittens (classe IIa di
fontaine) senza indicazione alla rivascolarizzazione (chirurgica o
interventistica);
- pazienti con pregresso intervento di
rivascolarizzazione o angioplastica sulle arterie degli arti
inferiori.
Classe II e III
Nessuna indicazione.
ECOCOLOR DOPPLERGRAFIA VENOSA DEGLI ARTI
INFERIORI
La patologia
venosa risulta fondamentale costituita dalla trombosi venosa profonda e
dall'insufficienza venosa cronica. Nella diagnosi di trombosi venosa profonda
l'ecografia sta acquistando un ruolo fondamentale come dimostra anche il ricorso
sempre più limitato ad indagini flebografiche.
L'eco color doppler di base e
con prove fisiche deve essere eseguito in tutti i pazienti con segni clinici
(edema ad esordio improvviso, dolore provocato dalla palpazione dei muscoli
della gamba, cianosi) o sintomi (dolore spontaneo o provocato) di trombosi
venosa profonda al fine di individuare la presenza e l'estensione della malattia
(trombosi venosa profonda sotto e sovrapoplitea), dati indispensabili per la
scelta del trattamento.
Devono inoltre essere sottoposti a screening eco
color doppler di base e con prove fisiche tutti i pazienti portatori di deficit
accertati dei fattori antitrombotici (antitrombina III, fattore V di Leiden,
proteina C, proteina S) e della fibrinolisi specie se con pregressa embolia
polmonare o candidati ad interventi di chirurgia maggiore (chirurgia ortopedica,
grossi interventi di chirurgia addominale).
L'eco color doppler di base e con
prove fisiche rappresenta, in fine, la metodica di scelta nella
caratterizzazione del paziente con insufficienza venosa cronica. Consente in
fatti uno studio accurato della continenza valvolare a livello del circolo
venoso profondo e superficiale permettendo di scegliere il trattamento più
adeguato.
L'esame trova quindi indicazione in tutti i pazienti con segni
(sindrome varicosa, edema cronico agli arti inferiori, discromie cutanee,
ulcere) o sintomi (pesantezza serotina, crampi notturni) di insufficienza venosa
cronica e nella stasi venosa in gravidanza.
a) Indicazioni in base
ai segni
Classe I
- varici;
- edema venoso;
-
discromie cutanee;
- cianosi di origine venosa;
- ulcere
venose;
- ulcere miste (venose ed arteriose).
Classe II
-
ulcere arteriose;
- ulcera linfatica.
Classe
III
Nessuna indicazione.
b) Indicazioni in base ai
sintomi
Classe I
- dolore spontaneo o provocato (segno di
Homans e di Bauer);
Classe II
- pesantezza serotina;
-
parestesie;
- crampi notturni;
- prurito
cutaneo.
Classe III
Nessuna indicazione.
c)
Screening
Classe I
- pazienti con pregressa embolia
polmonare;
- pazienti con accertato deficit dell'antitrombina III, del
fattore V di Leiden, carenza di proteina C e S e deficit della fibrinolisi;
-
fistole artero-venose.
Classe II
- monitoraggio dopo
flebectomia-stripping della safena;
- monitoraggio dopo tromboflebiti,
varicoflebiti, trombosi venose profonde;
- valutazione in soggetti in
attesa di bypass aortocoronarico;
- gravidanza con fattori di rischio
per la trombosi venosa profonda;
- pazienti candidati ad interventi
chirurgici ortopedici maggiori;
Classe III
- edema di origine
cardiaca;
- edema di origine linfatica.
Allegato 1b
1) SOGGETTI SENZA CARDIOPATIA
NOTA
In questi casi
l'indicazione viene posta dopo una completa valutazione clinica comprensiva di
elettrocardiogramma (ECG), sulla base dei sintomi o comunque della probabilità
che l'ecocardiogramma sia in grado di svelare una cardiopatia in una popolazione
a rischio aumentato.
a) Screening nella popolazione
asintomatica
L'ecocardiogramma non è un esame di screening da effettuare
nella popolazione asintomatica non selezionata. In assenza di particolari
sospetti diagnostici poche sono le situazioni in cui può essere raccomandabile
l'esecuzione dell'esame. Nei soggetti giovani che svolgono attività sportiva a
livello agonistico si ritiene utile l'utilizzo dell'ecocardiografia nella
valutazione di tali soggetti, al fine di identificare quelli con malformazioni o
patologie che, pur essendo completamente asintomatiche e non limitando la
tolleranza allo sfor zo, possono essere accompagnate da un rischio di
complicanze anche severe durante la pratica sportiva.
Classe
I
Storia familiare di malattia cardiovascolare trasmessa geneticamente
(cardiomiopatia ipertrofica, sindrome di Marfan, altre pa tologie trasmesse
geneticamente).
Pazienti candidati o in corso di chemioterapia o comunque
esposti ad agenti cardiotossici.
Blocco di branca sinistra o blocco
atrioventricolare di II e III grado.
Soggetti potenziali donatori per il
trapianto.
Atleti a livello agonistico.
Classe II
Pazienti con
malattia sistemica che può interessare il cuore.
Soggetti asintomatici con
blocco di branca destra o con blocchi fascicolati.
Classe
III
Popolazione generale.
b) Dolore
toracico
L'ecocardiogramma fa parte dell'iter diagnostico del paziente
con dolore toracico sia per completare la ricerca di una possibile causa nei
pazienti senza definizione diagnostica, sia per fornire ulteriori elementi per
la definizione prognostica nei pazienti con angina pectoris.
Classe
I
In presenza di fondato sospetto (segni clinici, elettro-cardiografici
e/o radiologici) di cardiopatia ischemica, valvolare, del mu scolo cardiaco o
del pericardio.
Classe II
Nessuna indicazione.
Classe
III
Quando il dolore toraciso è di documentata eziologia non
cardiovascolare.
c) Dispnea, edemi declivi
Classe
I
In presenza di fondato sospetto (segni clinici, elettrocardiografici
e/o radiologici) di cardiopatia ischemica, valvolare del muscolo cardiaco o del
pericardio.
Classe II
Nessuna indicazione.
Classe
III
Quando la dispnea o gli edemi sono di documentata eziologia non
cardiovascolare.
d) Palpitazioni
Nel paziente con
palpitazioni di verosimile o accertata natura aritmica l'ecocardiogramma appare
essenziale per definire la presenza di una cardiopatia sottostante che può
influenzare in maniera determinante prognosi e trattamento.
Classe
I
In presenza di fondato sospetto (segni clinici, elettro-cardiografici
e/o radiologici) di cardiopatia ischemica, valvolare, del mu scolo cardiaco o
del pericardio.
In caso di aritmie maggiori sospette o documentate
(fibrillazione atriale ance parossistica, flutter atriale anche parossistico,
aritmie ventricolari "life-threatening").
In soggetti con storia familiare di
cardiopatia trasmessa geneticamente con aumentato rischio di morte improvvisa
(cardiomiopatia ipertrofica, ecc.).
Classe II
In presenza di
qualsiasi aritmia in cui venga posta indicazione ad un trattamento
farmacologico.
Classe III
Palpitazioni specifiche.
e)
Soffio cardiaco
L'identificazione di un soffio cardiaco all'esame
obiettivo, indipendentemente dalle caratteristiche del soffio e dalla
valutazione cli nico-anamnestica effettuata, dovrebbe sempre completarsi con un
eco-cardiogramma finalizzato non solo alla conferma del sospetto diagnostico, ma
anche alla definizione di altri parametri che possono condizionare il
trattamento e possono costituire un riferimento nella gestione del paziente
durante il follow-up.
Classe I
Soffio di probabile origine
organica.
Classe II
Soffio non sicuramente
"innocente".
Classe III
Soffio innocente.
2) SOGGETTI CON CARDIOPATIA NOTA O
SOSPETTA
In questi casi
l'indicazione può essere sottoposta con diversi obiettivi:
- definire
meglio il quadro anatomico e funzionale in soggetti in cui la diagnosi è già
stata sospettata o accertata con la valutazione clinico-elettrocardiografica o
con altri esami;
- identificare modificazioni nel caso in cui siano
comparsi nuovi sintomi o segni clinici;
- monitorare le cardiopatie nel
follow-up.
a) Valvulopatie
L'ecocardiogramma costituisce il
gold standard per la valutazione delle valvulopatie e quindi le
raccomandazioni rientrano per la maggior parte nella classe I. Controversa è la
cadenza con cui effettuare i controlli che deve tenere soprattutto conto della
gravità del quadro clinico-ecocardiografico basale e della tendenza
all'evoluzione della valvulopatia stessa. I controlli nella maggior parte dei
casi dovrebbero essere effettuati con cadenza annuale, fatta eccezione per
situazioni particolari ad evoluzione potenzialmente rapida (per esempio la
stenosi aortica degenerativa dell'anziano) in cui possono essere previsti dei
controlli anche più frequenti. In particolare si raccomanda un attento e
frequente monitoraggio nei pazienti con valvulopatia moderato-severa al fine di
stabilire correttamente il "timing" dell'intervento chirurgico.
Malgrado le
indicazioni all'uso dell'ecocardiogramma transesofageo non rientrino tra le
finalità delle presenti linee guida, è necessario ricordare che in alcune
particolari situazioni, prima tra tutte nella valutazione dell'insufficienza
mitralica acuta, questo esame costituisce un importante ausilio
all'ecocardiografia transtoracica.
Classe I
Definizione
diagnostica: sempre.
Monitoraggio del decorso clinico:
- in tutti i
casi in cui si verifichi una variazione rilevante del quadro clinico;
-
ogni 6 mesi, 1 anno nelle valvulopatie a stenosi prevalente in cui
l'indicazione chirurgica è prossima o in cui è prevedibile un'evoluzione rapida
(ad esempio stenosi aortica dell'anziano) e nelle cardiopatie congenite;
-
ogni anno dopo valvuloplastica mitralica percutanea;
- nelle
valvulopatie a insufficienza prevalente medio-grave (ogni anno);
- nei
portatori di protesi valvolare dopo 3 mesi dall'intervento e nel sospetto di un
malfunzionamento.
Classe II
Monitoraggio del decorso clinico: nelle
valvulopatie lievi, moderate e nei portatori di protesi valvolari senza
dilatazione o disfunzione ventricolare e senza modificazioni significative del
quadro clinico (ogni 1-2 anni).
Classe III
Nessuna
indicazione.
b) Cardiopatia ischemica acuta e
cronica
Nell'ambito della valutazione della cardiopatia ischemica cronica
l'ecocardiogramma fornisce elementi essenziali riguardo alle dimensioni e alla
funzione sistolica e diastolica del ventricolo sinistro e permette di valutare e
monitorare nel tempo il fenomeno del rimodellamento ventricolare.
Inoltre
l'ecocardiogramma consente di diagnosticare e di monitorare altre eventuali
complicazioni della cardiopatia ischemica come insufficienza mitralica
sottovalvolare, versamento pericardico, aneurisma ventricolare sinistro,
trombosi endo-ventricolare. Nella cardiopatia ischemica in fase acuta, in
particolare nell'infarto miocardico, l'ecocardiogramma consente di monitorare le
dimensioni dell'infarto miocardico, la funzione sistolica globale e segmentaria
e la comparsa di eventuali complicazioni (insufficienza mitralica, versamento
pericardico, aneurisma ventricolare, trombosi ventricolare, rottura del setto
interventricolare, rottura della parete libera del ventricolo
sinistro).
Classe I
Definizione diagnostica:
- in tutti i
casi dopo la diagnosi clinico-elettrocardiografica di cardiopatia
ischemica;
- in tutti i casi entro i primi 3 mesi dopo infarto
miocardico acuto, angioplastica coronarica o bypass
aorto-coronarico.
Monitoraggio del decorso clinico:
- almeno 1 volta
l'anno nei pazienti con cardiopatia ischemica stabile e disfunzione ventricolare
sinistra;
- in tutti i casi quando si verifica una modificazione
significativa del quadro clinico;
- ogni 6 mesi i pazienti con
dilatazione ventricolare sinistra e/o con segni iniziali di disfunzione
ventricolare.
Classe II
Cardiopatia ischemica stabile senza
disfunzione ventricolare si nistra.
Classe III
Nessuna
indicazione.
c) Cardiomiopatie primitive e secondarie
In
tutti i casi di cardiomiopatie l'ecocardiogramma è essenzale sia ai fini
diagnostici, sia nel monitoraggio dell'evoluzione della patologia nel tempo.
Anche in questo caso le raccomandazioni sono quasi totalmente raggruppate nelle
classi I e II.
Classe I
Definizione diagnostica:
sempre.
Monitoraggio del decorso clinico: in tutte le cardiomiopatie è da
effettuare ogni 6 mesi - 1 anno, nelle forme tossiche da trattamenti
chemioterapici o da etilismo cronico sono consigliabili controlli più
ravvicinati.
Classe II
Cardiomiopatia possibile.
Malattie
sistemiche a possibile coinvolgimento cardiaco.
Anamnesi familiare di
cardiomiopatia.
Classe III
Malattia sistemica a raro coinvolgimento
cardiaco.
d) Malattie del pericardio
Nel caso di versamento
pericardico l'ecocardiogramma consente di fare diagnosi e di monitorare nel
tempo la sua evoluzione, permettendo, quando necessario, di guidare la
pericardiocen tesi. Nel caso del tamponamento cardiaco l'ecocardiogramma può
consentire una diagnosi precoce nelle fasi immediatamente precedenti o nelle
fasi iniziali permettendo un trattamento tempestivo. Infine nella pericardite
costrittiva le informazioni fornite dall'ecocardiogramma sono essenziali per il
successivo iter.
Classe I
Definizione diagnostica:
sempre.
Monitoraggio del decorso clinico: in rapporto all'esigenze
diagnostico terapeutiche in presenza di versamento; almeno 1 volta l'anno nei
pazienti in cui dopo una patologia pericardica sono presenti segni di
"cronicizzazione".
Classe II
Pazienti con pregressa patologia
pericardica, senza esiti.
Classe III
Nessuna indicazione.
e)
Ipertensione arteriosa
Nell'ambito dell'ipertensione arteriosa
l'cocardiogramma è l'esame più sensibile per stimare "il danno d'organo" a
livello miocardico. L'ecocardiogramma consente con alta specificità di rilevare
la disfunzione diastolica del ventricolo sinistro, l'indice di massa corporea e
l'ipertrofia ventricolare sinistra, parametri prognostici indipendenti e che
possono regredire durante un trattamento farmacologico.
Classe
I
Monitoraggio del decorso clinico:
- ipertensione
sisto-diastolica moderata o severa;
- in caso di danno d'organo o
alterazioni elettrocardio grafiche;
- in caso di insorgenza di sintomi
a carico dell'apparato cardiovascolare.
Classe II
Ipertensione
stabile senza segni clinici o strumentali di danno d'organo o con altri fattori
di rischio associati.
Classe III
Ipertensione borderline di recente
accertamento.
3) SOGGETTI CON MALATTIE
EXTRACARDIACHE
In questi
casi l'indicazione viene posta in soggetti senza cardiopatia nota, ma in cui la
malattia extracardiaca può determinare delle conseguenze a livello
cardiaco.
a) Malattie polmonari
Nel paziente pneumopatico
spesso l'esecuzione dell'ecocardiografia ha importanti limiti tecnici dovuti
alla ridotta conduzione degli ultrasuoni in presenza di bronchite cronica o
enfisema polmonare. La diagnosi di cuore polmonare acuto o cronico può essere
fornita dalle informazioni ricavabili dall'analisi del cuore destro e, in
presenza di insufficienza tricuspidalica, è possibile stimare la pressione
arteriosa sistolica polmonare.
Classe I
Sospetta ipertensione
polmonare.
Sospetto cuore polmonare.
Classe II
Pregressa embolia
polmonare.
Broncopneumopatia cronica ostruttiva.
Classe
III
Nessuna indicazione.
b) Ischemia cerebrale
Nei
pazienti con attacco ischemico celebrale transitorio o stroke, in circa un terzo
dei casi la causa è cardioembolica. In questi pazienti l'ecocardiografia ha un
ruolo essenziale nella fase di definizione diagnostica. E' necessario ricordare
che un contributo molto importante è fornito dall'ecocardiografia transesofagea
che consente di evidenziare strutture come l'auricola sinistra o l'aorta
ascendente, che possono essere frequentemente sedi di lesioni ad alto potenziale
embolico e che non sono visualizzabili all'ecocardiografia
transtoracica.
Classe I
Definizione diagnostica:
-
sospetta ischemia cerebrale cardioembolica;
- ischemia cerebrale
recente, età<45 anni;
- ischemia cerebrale recente, assenza di
patologia carotidea, età>45 anni.
Classe II
Monitoraggio del
decorso clinico: nel soggetto con pregressa ischemia cerebrale cardioembolica
(vedi indicazioni in base alla cardiopatia accertata).
Classe
III
Ischemia cerebrale di eziologia non cardiaca.
c)
Sincope
Il significato dell'ecocardiografia nell'iter diagnostico
della sincope è controverso. Probabilmente l'ecocardiografia può fornire un
importante contributo in casi selenzionati in cui il sospetto di una patologia
cardiaca, sulla base della valutazione clinico-anamnestica, è fondato. Negli
altri casi il cui ruolo è probabilmente marginale.
Classe
I
Sospetta cardiomiopatia ipertrofica ostruttiva, stenosi aortica o
mitralica importante.
Sincopi ripetute in pazienti con occupazioni ad alto
rischio.
Classe II
Nessuna indicazione.
Classe
III
Eziologia accertata non cardiovascolare.
d) Malattia
dell'aorta e dei grandi vasi
L'ecocardiogramma può visualizzare la radice
aortica e l'arco aortico e come tale trova una sua indicazione nelle patologie
aortiche acute o croniche, ma il suo ruolo è sempre stato ancillare rispetto ad
altre tecniche di imaging capaci di visualizzare l'intera aorta toracica e
addominale. Il ruolo dell'ecografia è cambianto radicalmente con l'avvento
dell'ecocardiografia transesofagea che, permettendo di visualizzare tutta
l'aorta toracica, con un'ottima sensibilità e specificità nella diagnosi della
dissezione aortica, degli ematomi aortici e delle lesioni traumatiche,
costituisce oggi l'esame di primo impiego nella definizione di queste condizioni
patolo giche.
Classe I
Definizione diagnostica:
- sospetta
dissezione aortica;
- parenti di I grado di pazienti affetti da
malattia connettivale a trasmissione genetica (sindrome di Marfan,
ecc.).
Classe II
Monitoraggio del decorso clinico: pazienti con
dilatazione dell'aorta ascendente.
Classe III
Nessuna
indicazione.
a cura dell'U.O. di Metodologia Clinica ad indirizzo
Epidemiologico-Statistico - A.R.N.A.S. Civico e Benfratelli, G. Di Cristina, M.
Ascoli - Palermo
ultima revisione: 13 febbraio
2002