Dalla Gazzetta Ufficiale della Regione Sicilia Parte I, n. 51 del 26 ottobre 2001


DECRETO 14 giugno 2001.
Criteri di distribuzione delle risorse per l'anno 2001 alle Aziende unità sanitarie locali, alle Aziende ospedaliere e alle Aziende ospedaliere policlinico delle Università degli studi e relativi importi assegnati.

L'ASSESSORE PER LA SANITA'

Visto lo Statuto della Regione;
Vista la legge 23 dicembre 1978, n. 833, istitutiva del S.S.N.;
Visto il decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, nel testo modificato con il decreto legislativo 7 dicembre 1993, n. 517, sul riordino della disciplina in materia sanitaria, emanati a norma dell'art. 2 della legge delega n. 421 del 23 ottobre 1992, così come modificati dal decreto legislativo n. 229/99;
Vista la legge regionale 3 novembre 1993, n. 30;
Vista la legge regionale 20 agosto 1994, n. 33;
Vista la legge regionale 11 aprile 1995, n. 34;
Vista la legge regionale 21 aprile 1995, n. 39;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 23 luglio 1998, con cui è stato approvato il piano sanitario nazionale per il triennio 1998-2000, pubblicato nel supplemento ordinario della Gazzetta Ufficiale n. 288 del 10 dicembre 1998, che ha ridefinito i livelli uniformi di assistenza e la conseguente riclassificazione delle attività e delle prestazioni in esse comprese;
Visto il piano sanitario regionale, approvato con decreto del Presidente della Regione 11 maggio 2000, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana n. 12 del 2 giugno 2000;
Vista la legge regionale 30 aprile 2001, n. 5, con la quale è stato approvato il bilancio della Regione siciliana per l'esercizio 2001;
Visto il piano di riparto del FSN 2001 parte corrente, approvato dalla Conferenza Stato-Regioni, nella seduta dell'1 febbraio 2001, il quale indica una disponibilità complessiva di L. 131.143 per il finanziamento del servizio sanitario nazionale che è stato così ripartito:
-  lire 1.096 miliardi per il finanziamento di attività a destinazione vincolata;
-  lire 1.907 miliardi per il perseguimento di obiettivi di carattere prioritario e di rilievo nazionale in conformità a quanto previsto dal P.S.N.
-  lire 1.030 miliardi per riequilibrio;
-  lire 127.110 miliardi per il finanziamento dei livelli di assistenza che è stato ripartito tenendo conto ed in proporzione alle quote distribuite nell'anno 2000 alle regioni.
Considerato che:
-  dal suddetto piano di riparto si rileva che alla Sicilia è stata assegnata la somma di lire 10.825 miliardi, mentre i 1.000 miliardi per il riequilibrio (30 sono stati accantonati) sono stati ripartiti in quota proporzionale inversa alla quota pro-capite, conseguentemente alla Sicilia sono stati assegnati, oltre la quota di Fondo altri 151 miliardi per un totale lordo di 10.976 miliardi di lire;
-  dal citato documento si evince, altresì, che la quota di Fondo sanitario nazionale netta, per l'anno 2001, attribuita alla nostra regione è la seguente:

Importo complessivo lordo          L. 10.976,000 
-  mobilità sanitaria  L. 411,215 
-  entrate proprie stimate  L. 248,007 L. 659,222 
      Quota netta assegnata L. 10.316,778 

-  la quota a carico della nostra Regione, ai sensi del comma 143 della legge 23 dicembre 1996, n. 662 che prevede il contributo del 42,50%,prevista è pari a L. 4.664.999 milioni;
-  la quota capitaria teorica complessiva è di L. 2.023.598 (calcolata dal rapporto tra l'intero fondo disponibile di 10.316,278 miliardi di lire e la popolazione residente al 31 dicembre 1999 pari n. 5.098.234);
-  con provvedimento assessoriale, prot. n. 12dip/631 del 30 aprile 2001, che costituisce parte integrante del presente decreto, sono state ripartite le quote di fondo sanitario di parte corrente, a ciascuna Azienda sanitaria per l'esercizio 2001;
-  così come previsto nella citata direttiva assessoriale del 30 aprile 2001 nella determinazione della somma complessiva che è stata attribuita alle Aziende sanitarie per il 2001 si è tenuto conto:
a)  del punto 9 dell'art. 66 della legge regionale n. 25/93, così come modificato dall'art. 54 della legge regionale n. 30/93, che prevede un accantonamento del 2% del Fondo sanitario regionale per spese impreviste. Tale accantonamento viene determinato in lire 206,336 miliardi, che sarà in parte così utilizzato:
-  servizio emergenza urgenza 118 somma complessiva prevista 130,090 miliardi di lire;
-  costo della Convenzione società mista "Servizi sanità" somma complessiva prevista 11,442 miliardi di lire;
b)  dei capitoli di spesa del bilancio della Regione siciliana - rubrica sanità, che vengono direttamente gestiti da questo Assessorato ai sensi della normativa regionale in vigore e che sono quantificati in 15 miliardi di lire;
c)  del costo della Convenzione con l'I.R.C.C.S. Oasi Maria SS. di Troina, somma complessiva prevista 54 miliardi di lire;
d) delle risorse da assegnare per la compensazione finanziaria relativa alle seguenti prestazioni sanitarie:
-  erogazione diretta dei farmaci distribuiti dalle Aziende ospedaliere e notificati utilizzando il "File F" secondo le modalità previste dal decreto assessoriale e tenendo conto, in proiezione, delle ultime integrazioni delle note CUF., somma prevista lire 10 miliardi;
-  attività di prelievo di plasma per la produzione di emoderivati somma prevista lire 10 miliardi;
e)  del contributo di lire 500 milioni previsto dall'art. 59 legge regionale n. 33/96 per gli anziani;
f)  dell'art. 66 della legge regionale n. 25/93, così come modificato dall'art. 54 della legge regionale n. 30/93, già previsto nel Piano sanitario regionale 2000-2002, pari all'1% del F.S.R. Tale accantonamento è determinato in lire 100,209 miliardi di lire, che sarà in parte così utilizzato:
-  progetto regionale prevenzione morbillo, parotite e rosolia varato con circolare assessoriale 12 aprile 2000, n. 1020. Costo complessivo previsto lire 4 miliardi;
-  progetto regionale "Acquisizione della cultura aziendale da parte del personale per l'attivazione del sistema di contabilità economico-patrimoniale e del controllo di gestione dall'1 gennaio 2001". Somme già assegnate con la direttiva assessoriale del 29 marzo 2001, prot. 12dip/257. Costo complessivo previsto 6,450 miliardi di lire;
-  progetto "analisi dei costi di processo dell'attività ospedaliera per acuti e metodi di valutazione dell'appropriatezza dei ricoveri". Progetto di ricerca promosso dall'agenzia dei servizi sanitari regionali - Roma, con la partecipazione delle Regioni Basilicata, Piemonte, Toscana e della Regione siciliana individuata Regione capofila. Costo complessivo previsto 600 milioni di lire.
Dai punti sopra descritti si ottiene una quota netta di F.S.R. da ripartire alle Aziende unità sanitarie locali di 9.920,733 miliardi di lire che tenuto conto dei 5.098.234 abitanti siciliani determina una quota capitaria netta da distribuire di L. 1.945.916.
Il finanziamento delle aziende sanitarie deve essere attuato in maniera tale da raggiungere l'obiettivo finanziario previsto dal Piano sanitario regionale, approvato con decreto del Presidente della Regione 11 maggio 2000, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana n. 12 del 2 giugno 2000, in analogia con quanto previsto dalla programmazione sanitaria nazionale e indicato nella tabella seguente:


-  il Piano sanitario regionale prevede che dal 2001, la quota di finanziamento è calcolata sulla base della quota capitaria pesata tenendo conto delle previsioni del Piano sanitario e delle disposizioni legislative nazionali e regionali, ed è assegnata interamente alle Aziende unità sanitarie locali che dovranno attivare la contrattazione di cui sopra.
La Regione sarà la "stanza di compensazione" delle Aziende sanitarie e degli enti sopra individuati, pertanto effettuerà i finanziamenti, mensilmente per cassa, sulla base della politica sanitaria che le Aziende unità sanitarie locali effettueranno e sulla base degli atti programmatori della Regione siciliana;
-  in applicazione della metodologia consolidata e approvata, in sede di Conferenza Stato-Regioni, introdotta con il comma 34 dall'art. 1 della legge n. 662/96, il finanziamento viene effettuato tenendo conto dei pesi utilizzati per il riparto del Fondo sanitario tra le Regioni. In termini più particolari i criteri di riparto che si utilizzano per livelli di assistenza e per quota capitaria pesata ed eventualmente corretta, sono in funzione, e in armonia con quanto dettato dalla normativa vigente, delle seguenti variabili:
-  pesi da attribuire alla popolazione residente divisa per classi di età;
-  tassi di mortalità della popolazione;
-  frequenza dei consumi sanitari per età e sesso;
-  densità della popolazione.
Il Ministero della sanità sulla base delle predette variabili e applicando una particolare metodologia di elaborazione utilizza i seguenti indicatori per ogni singola categoria di spesa, come indicato nelle tabelle seguenti:



Il Ministero della sanità, infine, per quanto riguarda la spesa ospedaliera, ripartisce le somme in base alla popolazione pesata secondo le risultanze desunte dalle SDO relative agli indici di consumo delle risorse ospedaliere per classe di età dell'anno ripartite in ricovero per acuti, riabilitazione (sia in regime ordinario che day hospital) e lungodegenza. I pesi utilizzati per le diverse fasce di età sono:


Inoltre occorre tenere conto che gli abitanti dei comuni di Capizzi (ME) e di Lampedusa e Linosa (AG) sono assistiti, ai sensi della normativa regionale vigente, rispettivamente dalle Aziende unità sanitarie locali di Enna e Palermo e non dalle Aziende unità sanitarie locali diMessina e Agrigento.
Pertanto la popolazione assoluta e la popolazione pesata per ogni tipologia di spesa, così come riportata nelle tabelle seguenti:


Per la medicina generale e l'altra assistenza distrettuale residuale (che comprende la pediatria di libera scelta, la guardia medica, le prestazioni di riabilitazione semiresidenziale, ecc.) si utilizza la popolazione assoluta al fine di favorire le province ove è presente una popolazione più giovane. Tuttavia la stessa viene corretta, per compensare i maggiori costi (ad esempio in caso di dispersione superiore alla media, zone montane, isole e altre situazioni particolari) con i seguenti indici:
-  densità della popolazione: comuni con popolazione inferiore a 1.500 abitanti.
Fattore di correzione 4;
-  situazione orografica: comuni situati ad un'altezza superiore a 1.000 metri s.l.m. (con esclusione del comune capoluogo di provincia - Enna).
Fattore di correzione 3;
-  isole: comuni allocati nelle isole minori.
Fattore di correzione 5.
Il Piano sanitario prevede inoltre al paragrafo 7.1.11. (ultimo capoverso) che questa Regione individuerà meccanismi per l'attribuzione dei tetti di spesa per singola struttura sanitaria pubblica e privata erogatrice delle prestazioni, tenendo anche conto delle prestazioni che si intendono acquistare, tale attività è stata già svolta da questa Amministrazione con l'emanazione di vari provvedimenti. Pertanto, i direttori generali devono procedere nei modi stabiliti dal P.S.R. 2000-2002. In particolare il citato piano al paragrafo 7.1.2. riporta testualmente che "...diventa indispensabile:
-  individuare i bisogni sanitari che si devono soddisfare e conseguentemente l'insieme di prestazioni che occorre erogare;
-  definire i tetti di spesa per le singole strutture pubbliche e private;
-  definire il mix delle prestazioni a livello regionale.
Operando nei modi sopra detti si eviterà il proliferare delle prestazioni e si orienterà l'utenza verso modi di cura con rapporto efficacia/costo quanto più alto possibile";
-  la logica di finanziamento del Servizio sanitario individuato nel nuovo Piano sanitario nazionale e dal decreto legislativo n. 229/99 prevede l'attribuzione di una quota capitaria pesata alle Aziende unità sanitarie locali, conseguentemente il direttore generale dell'Azienda unità sanitaria locale contratterà con tutti gli erogatori di sanità pubblici e privati (quindi comprendendo anche le Aziende ospedaliere) le prestazioni sanitarie da acquisire e/o i budget di spesa, tenendo conto, naturalmente, che la quota di Fondo sanitario attribuita, nell'anno, alle Aziende sarà tale da garantire i livelli di spesa, definiti da questo Assessorato, nell'anno precedente.
Pertanto i direttori generali delle Aziende unità sanitarie locali dovranno attivare, nel rispetto dei limiti di spesa stabiliti, la "contrattazione" dei piani annuali delle prestazioni sanitarie erogabili nelle strutture pubbliche e private pre-accreditati determinandone le quantità e la tipologia delle stesse e/o i tetti di spesa;
-  rimangono esclusi, naturalmente, dal testo di spesa dell'assistenza specialistica convenzionata esterna le prestazioni di emodialisi;
-  le modalità di attivazione e gestione della contrattazione dei piani annuali, è uno degli elementi di valutazione dell'attività complessiva del direttore generale.
-  Il fondo sanitario disponibile così come sopra definito al paragrafo ad esso dedicato è suddiviso nelle tipologie di assistenza determinate dal Piano sanitario regionale. In termini più particolari il piano sanitario regionale ha previsto di destinare, per l'anno 2001, il 49% dei fondi disponibili all'assistenza ospedaliera mentre il resto rimane destinato per l'assistenza distrettuale.
Conseguentemente le basi su cui applicare i criteri di riparto sono le seguenti:
1)  assistenza ospedaliera 4.861,159 miliardi di lire;
2)  assistenza territoriale 5.059,574 miliardi di lire di cui:
-  assistenza farmaceutica 1.772 miliardi di lire;
-  assistenza specialistica 750 miliardi di lire;
-  legge regionale n. 33/96 contributo in favore degli anziani 500 milioni di lire;
-  servizio di emergenza (PTE) 11,4 miliardi di lire;
-  servizio di emergenza (118) 23,375 miliardi di lire;
-  altra assistenza distrettuale residuale 2.526,174 miliardi di lire.
Le superiori somme saranno ripartite, come già detto sopra, in applicazione della metodologia consolidata e approvata, in sede di Conferenza Stato-Regioni, introdotta con il comma 34 dell'art. 1 della legge n. 662/96, ovvero tenendo conto dei pesi utilizzati per il riparto delFondo sanitario tra le regioni come segue:



a)  Il finanziamento delle Aziende unità sanitarie locali così come determinato nella tabella precedente deve tenere conto delle seguenti somme che verranno assegnate centralmente da questa Regione agli aventi diritto e dell'attivazione delle seguenti attività sanitarie:
-  mobilità sanitaria: costo dell'attività sanitaria ospedaliera dei cittadini residenti nella provincia e che hanno usufruito di prestazioni sanitarie di ricovero erogate da strutture non appartenenti alla stessa provincia;
-  anziani: l'art. 59 della legge regionale n. 33/96 prevede un contributo di lire 500 milioni da erogare alle Aziende unità sanitarie locali in favore degli anziani;
-  servizio di emergenza territoriale (PTE): sono state assegnate somme per garantire la funzione di emergenza territoriale (PTE). Le risorse previste ammontano a 11,4 miliardi. Il riparto è effettuato in base al numero dei PTE attivati o da attivare in ogni Azienda unità sanitaria locale;
-  servizio di emergenza urgenza (118): sono state assegnate le somme per garantire la funzione di emergenza urgenza (118) stimati per la gestione della Convenzione dell'att. Le risorse previste ammontano a 23,375 miliardi. Il riparto è effettuato in base al numero e al tipo dei mezzi che si prevede di utilizzare in ogni Azienda (unità sanitaria locale o ospedaliera).
-  incentivi attività trasfusionale: sono state assegnate le somme per incentivare le attività di prelievo di sangue. Le risorse previste ammontano a 10 miliardi di lire. Il riparto è effettuato in base al numero di litri di sangue prelevati;
-  costo dell'attività ospedaliera delle strutture sanitarie finanziate direttamente dall'Assessorato: l'importo destinato, in applicazione del citato PSR, all'assistenza ospedaliera. Tale importo pari a 4.861 miliardi di lire deve essere considerato, comunque, al netto dell'importo da attribuire alle Aziende unità sanitarie locali per le strutture da essa finanziate direttamente (presidi diAziende unità sanitarie locali e case di cura accreditate) pari a 1.560,843 miliardi di lire. In termini più specifici l'attività sanitaria di ricovero dei presidi di Azienda unità sanitaria locale sarà effettuato come segue:
a)  valorizzazione finanziaria dell'attività sanitaria ospedaliera erogata. Fatturato DRG;
b)  valorizzazione finanziaria della attività sanitarie strategicamente rilevanti ai sensi dell'art. 2, punto 5, del decreto del ministro della sanità 14 dicembre 1994 (ripartizione Fondi ex art. 3, decreto assessoriale n. 17273 del 7 novembre 1995 così come definito dal decreto assessoriale n. 28559 del 31 marzo 1999). La seconda componente del fatturato complessivo dei presidi di Azienda unità sanitaria locale è costituita da una quota di riparto del fondo di cui all'art. 3 del decreto n. 17273 citato e successive modificazioni. Riparto a quota fissa;
c) indice di crescita complessivo. La terza componente del fatturato complessivo dei presidi di Aziende unità sanitarie locali è costituita dal riparto di 84,514 miliardi di lire in rapporto ai valori assunti dagli indicatori di cui ai punti precedenti, e quindi in rapporto al fatturato e alla complessità delle prestazioni erogate;
d) infine per i presidi ospedalieri allocati in zone svantaggiate come le isole e le zone montane (Pantelleria, Lipari e Mistretta) è stato previsto un importo aggiuntivo, ai sensi della normativa vigente in materia, di 16,329 miliardi di lire.
Tali quote sono calcolate secondo la metodologia illustrata nel relativo paragrafo di cui alle citate note di assegnazione del 30 aprile 2001, allegata che ne costituisce parte integrante.
Il paragrafo 7.1.2 del citato Piano sanitario, approvato con decreto dal Presidente della Regione siciliana, prevede che la quota da assegnare alle Aziende unità sanitarie locali tenga conto:
1)  delle Aziende ospedaliere;
2)  delle Aziende ospedaliere universitarie;
3)  dell'ospedale classificato "Buccheri La Ferla" di Palermo, all'I.R.C.C.S. "Oasi Maria S.S." di Troina (EN) ed alle case di cura che svolgono alta specialità e che hanno erogato nell'anno precedente prestazioni in favore di assistiti residenti, per almeno il 30% fuori dalla provincia in cui la stessa struttura è ubicata, ferme restando le competenze, nei confronti dei predetti enti, da parte delle Aziende unità sanitarie locali, competenti per territorio, relativamente ai controlli sanitari e finanziari".
Conseguentemente in attuazione delle norme sopra richiamate sono centralizzati in regione i finanziamenti per cassa, oltre alle nove Aziende unità sanitarie locali, alle seguenti strutture:



Tale centralizzazione consentirà una maggiore regolarità nella erogazione dei flussi finanziari non modificando il sistema dei controlli di dette strutture.
Dall'applicazione dei criteri sopra indicati possono determinarsi le somme ripartite alle Aziende unità sanitarie locali così come indicato nelle tabelle seguenti:


-  l'applicazione della normativa più volte richiamata, da cui discendono i criteri di riparto descritti e in particolare l'applicazione del finanziamento per quota capitaria pesata, condurrebbe ad una assegnazione di risorse fortemente penalizzante per alcune province (Agrigento e Catania) con il rischio di non poter garantire neanche i livelli di assistenza del 2000, mentre altre province di fatto incrementerebbero notevolmente la loro quota, come riportato nella tabella precedente;
-  è necessario individuare un correttivo di riequilibrio che garantisca i livelli di assistenza del 2000 per quelle aziende che mostrano indici negativi recuperando le somme da quelle Aziende che denotano indicatori di crescita notevolmente elevati. In termini più specifici, per le Aziende la cui quota 2001, così come risulta nella tabella precedente, risulta inferiore alla assegnazione di quota 2000 è stata confermata la quota dello stesso anno 2000. Le risorse disponibili hanno permesso alle altre Aziende fino, così come risulta nella tabella precedente, al 10,5% dell'assegnazione di quota 2000. così come riportato nella tabella precedente:



-  i criteri di riparto del fondo sanitario per l'anno 2001 per le Aziende ospedaliere e le Aziende ospedaliere Policlinico delle Università degli studi tengono conto, in attuazione del Piano sanitario regionale, delle attività sanitarie e della valorizzazione finanziaria delle prestazioni sanitarie erogate (secondo i criteri di cui al provvedimento assessoriale prot. N.12dip/631 del 30 aprile 2001, che ne fa parte integrante e in premessa riportati):
1)  fatturato DRG;
2)  emergenza e altre attività sanitarie rilevanti a quota variabile e a quota fissa, art. 2, punto 5, del decreto ministeriale sanità 94;
3) fatturato prestazioni ambulatoriali 31 marzo 1999;
4)  attivazione gestione di particolari servizi sanitari (118, sangue ed altri).
Così come riportati nella tabella seguente:


I criteri di riparto degli altri enti finanziati centralmente dalla Regione in applicazione del piano sanitario regionale sono:
a)  ospedale classificato: Buccheri La Ferla di Palermo - il budget è stato determinato sulla base della valorizzazione finanziaria delle prestazioni sanitarie erogate nel 2000 e della valorizzazione finanziaria delle attività sanitarie strategicamente rilevanti ai sensi dell'art. 2, punto 5, decreto Ministro della sanità 14 dicembre 1994 (ripartizione fondi ex art. 3, decreto n. 17273 del 7 novembre 1995 così come modificato dal decreto n. 28559 del 31 marzo 1999) ed ammonta a L. 77.885.000.000, salvo conguaglio tra la valorizzazione finanziaria delle prestazioni realmente rese e il finanziamento erogato e fermo restando i controlli espletati dalla rispettiva Azienda unità sanitaria locale 6 di Palermo secondo quanto riportato nel citato provvedimento assessoriale prot. 12 dip./631 del 30 aprile 2001;
b) le case di cura eroganti prestazioni di alta specialità con almeno il 30% erogate a cittadini non residenti nella stessa provincia:
-  Villa Maria Eleonora di Palermo: il budget è di L. 45.109.000.000;
-  Iscas di Pedara (CT): il budget è di L. 44.467.000.000.
I budget sono stati determinati sulla base della valorizzazione finanziaria delle prestazioni sanitarie erogate nel 2000 (fatturato DRG 2000), salvo conguaglio tra la valorizzazione finanziaria delle prestazioni realmente rese e il finanziamento erogato e fermo restando i controlli espletati dalle rispettive Aziende unità sanitarie locali secondo quanto riportato nel citato provvedimento assessoriale prot. 12dip/631 del 30 aprile 2001;
c)  I.R.C.C.S.: Oasi Maria SS. di Troina (EN) - premesso che in data 7 maggio è stata sottoscritta la Nuova Convenzione tra la Regione siciliana e il predetto istituto, il budget è determinato, salvo conguaglio tra la valorizzazione finanziaria delle prestazioni realmente rese e il finanziamento erogato, nella stessa misura già utilizzata per l'esercizio 2000 pari a L. 54.000.000.000;


Considerato, altresì, che:
-  la spesa farmaceutica nei primi tre mesi dell'anno 2001 ha fatto registrare, in Italia, un incremento medio pari al 35%. Le Regioni in sede di Conferenza Stato-Regioni hanno fatto presente al governo che le previsioni di spesa indicate nella citata finanziaria sono abbondantemente superate dalla proiezione annuale dei trend di crescita;
-  al fine di evitare la formulazione di bilanci di previsione per l'esercizio 2001 non rispondenti alle reali necessità delle stesse Aziende sanitarie, si ritiene di attribuire alle Aziende unità sanitarie locali parte della quota fondo sanitario attribuita con vincolo di destinazione per l'assistenza sanitaria farmaceutica. Inoltre, i direttori generali sono autorizzati ad assumere impegni in eccedenza nel limite del trend di crescita della spesa a livello nazionale, secondo le modalità previste nella tabella seguente:



-  nel riparto delle risorse si deve, altresì, tenere conto delle somme con vincolo di destinazione di seguito indicate:
1)  progetto regionale "prevenzione morbillo, parotite e rosolia" varato con circolare assessoriale 12 aprile 2000, n. 1020. Costo complessivo previsto lire 4 miliardi ancora non assegnato;
2)  progetto regionale "acquisizione della cultura aziendale da parte del personale per l'attivazione del sistema di contabilità economico-patrimoniale e del controllo di gestione dal 1° gennaio 2001". Costo complessivo previsto 6,450 miliardi di lire. Quota già assegnata con direttiva assessoriale del 29 marzo 2001 prot. 12dip/257.
3)  applicazione del decreto 34009 dell'1 marzo 2001 occorre attribuire le risorse per la copertura del costo della Convenzione società mista "Servizi sanità". Costo complessivo previsto 11,442 miliardi di lire.
Le somme relative a ciascuna Azienda sono riportate nella tabella seguente:


Decreta:

Articolo 1

per le motivazioni e i criteri in premessa riportati, la distribuzione delle risorse per le Aziende unità sanitarie locali per l'anno 2001 è effettuata in base alla popolazione residente pesata. I relativi importi che comprendono le somme assegnate con vincolo di destinazione, sono indicati nella tabella seguente:



Articolo 2

1. Per le motivazioni e criteri in premessa riportati, la distribuzione delle risorse per l'anno 2001 per le Aziende ospedaliere e le Aziende ospedaliere Policlinico delle Università degli studi, è effettuata sulla base delle attività sanitarie attivate e della valorizzazione finanziaria delle prestazioni sanitarie erogate, come segue:
a) fatturato DRG;
b)  emergenza a quota fissa e emergenza e altre attività sanitarie rilevanti a quota variabile - art. 2, punto 5, del decreto del Ministro della sanità 94;
c) fatturato prestazioni ambulatoriali 31 marzo 1999;
d)  attivazione/gestione di particolari servizi sanitari (118, sangue ed altri).



2.  Gli enti finanziati centralmente dalla Regione in applicazione del piano sanitario regionale approvato con decreto del Presidente della Regione 11 maggio 2000, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana n. 12 del 2 giugno 2000 sono:
a)  ospedale classificato: Buccheri La Ferla di Palermo - il Budget è stato determinato sulla base della valorizzazione finanziaria delle prestazioni sanitarie erogate nel 2000 e della valorizzazione finanziaria delle attività sanitarie strategicamente rilevanti ai sensi dell'art. 2, punto 5, decreto Ministro della sanità 14 dicembre 1994 (ripartizione fondi ex art. 3, decreto n. 17273 del 7 novembre 1995, così come modificato dal decreto n. 28559 del 31 marzo 1999) ed ammonta a L. 77.885.000.000, salvo conguaglio tra la valorizzazione finanziaria delle prestazioni realmente rese e il finanziamento erogato e fermo restando i controlli espletati dalla rispettiva Azienda unità sanitaria locale 6 di Palermo secondo quanto riportato nel citato provvedimento assessoriale prot. 12 dip./631 del 30 aprile 2001;
b) le case di cura eroganti prestazioni di alta specialità con almeno il 30% erogate a cittadini non residenti nella stessa provincia:
-  Villa Maria Eleonora di Palermo: il budget è di L. 45.109.000.000;
-  Iscas di Pedara (CT): il budget è di L. 44.467.000.000.
I budget sono stati determinati sulla base della valorizzazione finanziaria delle prestazioni sanitarie erogate nel 2000 (fatturato DRG 2000), salvo conguaglio tra la valorizzazione finanziaria delle prestazioni realmente rese e il finanziamento erogato e fermo restando i controlli espletati dalle rispettive Aziende unità sanitarie locali secondo quanto riportato nel citato provvedimento assessoriale prot. 12dip/631 del 30 aprile 2001;
c)  I.R.C.C.S.: Oasi Maria SS. di Troina (EN) - premesso che in data 7 maggio è stata sottoscritta la Nuova Convenzione tra la Regione siciliana e il predetto istituto, il budget è determinato, salvo conguaglio tra la valorizzazione finanziaria delle prestazioni realmente rese e il finanziamento erogato, nella stessa misura già utilizzata per l'esercizio 2000 pari a L. 54.000.000.000;


Il presente decreto è inoltrato alla Ragioneria centrale per il controllo di competenza e sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana.
Palermo, 14 giugno 2001.
Vistato dalla Ragioneria centrale per l'Assessorato della sanità in data 3 luglio 2001 al n. 421.
(2001.39.2046)


a cura dell'U.O. di Metodologia Clinica ad indirizzo Epidemiologico-Statistico - A.R.N.A.S. Civico e Benfratelli, G. Di Cristina, M. Ascoli - Palermo

ultima revisione: 22 gennaio 2002 

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