ALLEGATO 4
Linee guida relative al ruolo delle Regioni in materia di LEA
Con l' accordo dell' 8 agosto 2001 le
Regioni si sono impegnate a
far fronte alle eventuali ulteriori esigenze
finanziarie con mezzi
propri, ai sensi del successivo punto 2 dello stesso
accordo. In ogni
caso, si sono impegnate ad adottare tutte le iniziative
possibili per
la corretta ed efficiente gestione del servizio, al fine di
contenere
le spese nell'ambito delle risorse disponibili e per
mantenere
l'erogazione delle prestazioni ricomprese nei livelli essenziali
di
assistenza.
L'erogazione e il mantenimento dei Lea in tutto il
territorio
nazionale richiede, accanto alla esplicita definizione degli
stessi
ed alla attivazione del sistema di monitoraggio e garanzia
previsto
dalla normativa vigente, la precisazione del ruolo
della
programmazione regionale, nell'erogazione delle prestazioni
sanitarie
previste.
Sul piano normativo, al riguardo, occorre ricordare
in
particolare:
* l'articolo 13 del decreto legislativo 30 dicembre 1992,
n.502 e
successive modificazioni e integrazioni richiama l'articolo 29
della
legge 28 febbraio 1986, n.41.
* art 85 comma 9 della legge
388/2000.
* gli articoli 4 ( comma 3) e 6 (comm1 e 2) del decreto
legge
347/2001
Tali norme definiscono gli ambiti di azione regionale in
questa
materia
In questa direzione si rileva la necessita' di disporre di
una
metodologia omogenea nell'applicazione della normativa che,
secondo
quanto sopra richiamato, sollecita le Regioni a
realizzare
l'equilibrio tra le risorse disponibili e l'articolazione
delle
prestazioni e servizi socio-sanitari da garantire attraverso i
LEA.
In particolare appare indispensabile garantire che
adeguati
interventi sul tema dell'appropriatezza da parte delle Regioni
siano
in grado di prevenire e controllare fenomeni di
improprio
assorbimento di risorse da parte di un livello assistenziale
con
conseguente scopertura di altri livelli assistenziali,
disattendendo
in tal modo ai diritti da garantire a tutti i cittadini.
A
tal riguardo, e' agevole ricorrere all'esempio dell'assistenza
farmaceutica
che, in effetti, in alcune realta' regionali ha fatto
registrare incrementi
impropri della domanda e dei consumi,
sottraendo risorse in particolare
all'area delle prevenzione e
dell'integrazione socio sanitaria oppure
all'esempio dell'assistenza
ospedaliera che ancora, in molte regioni,
continua ad assorbire
risorse, per fenomeni di inefficienza ma anche di
inappropriatezza, a
scapito di altre tipologie assistenziali.
In realta',
la considerazione da cui partire e' che la definizione
del LEA puo' solo in
parte, attraverso la selezione delle prestazioni
erogabili o la precisazione
delle condizioni della loro erogabilita',
risolvere le problematiche
dell'appropriatezza, che si presenta come
una delle variabili fondamentali
anche per l'allocazione delle
risorse.
Puo' infatti sostenersi che, nella
lista delle prestazioni
essenziali erogabili o delle tipologia assistenziali
essenziali da
garantire, sono presenti aree in cui l'elemento
dell'essenzialita' si
riferisce a segmenti molto specifici di bisogno
sanitario e socio
sanitario da coprire, che richiedono precisazioni a livello
di
programmazione regionale e omogeneita' sul territorio nazionale.
Cio'
comporta, fermo restando gli spazi di azione oggi presenti a
livello
normativo concernenti i sistemi di reperimento delle risorse
(leva fiscale) ,
prevedere la necessita' che la programmazione
regionale proceda,
nell'applicazione dei criteri per l'erogazione dei
LEA, alle opportune
specificazioni delle condizioni di erogabilita',
per assicurare un piu' pieno
rispetto del principio
dell'appropriatezza , considerando i criteri piu'
volte ricordati nel
presente documento di particolare tutela della
urgenza/complessita',
della fragilita' sociale e della accessibilita'
territoriale.
Complementare all'azione sopra indicata e' l'attivita'
di
promozione delle forme di assistenza integrativa, previste
dalla
normativa vigente, al fine di garantire o agevolare livelli
di
servizi e prestazioni ulteriori, rispetto a quelli garantiti dai
LEA.
a cura dell'U.O. di Metodologia Clinica ad
indirizzo Epidemiologico-Statistico - A.R.N.A.S. Civico e Benfratelli, G. Di
Cristina, M. Ascoli - Palermo
ultima revisione: 5 febbraio 2002