Dalla Gazzetta Ufficiale della
Regione Sicilia n. 4 del 18 gennaio 2002
DECRETO 27 novembre
2001.
Annullamento del decreto 2 aprile 2001,
concernente approvazione del nuovo disciplinare tecnico dei tracciati record dei
dati relativi alle attività sanitarie degli istituti di cura pubblici e privati
e del decreto 2 aprile 2001, concernente individuazione dei soggetti abilitati
alla gestione dei dati informatici sulle attività sanitarie degli istituti di
cura pubblici e privati.
Allegato
DISCIPLINARE TECNICO
Istruzioni per la compilazione e la codifica delle informazioni
riportate nella scheda di dimissione ospedaliera e per il corretto utilizzo
della classificazione ICD-9-CM-versione italiana.
Modalità e tempi di flusso delle informazioni
1.1
ISTRUZIONI DI CARATTERE GENERALE
La scheda di dimissione ospedaliera
(S.D.O.) deve essere compilata per tutti i pazienti dimessi dagli istituti di
ricovero pubblici e privati, fatte salve le esclusioni previste dal presente
decreto. Per istituto di cura si intende l'insieme di tutte le unità operative,
individuato da un medesimo codice ai sensi del decreto del Ministro della sanità
23 dicembre 1996, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 22 del 28
gennaio 1997 e successive modifiche ed integrazioni, relativo ai modelli di
rilevazione delle attività gestionali ed economiche delle unità sanitarie locali
e delle aziende ospedaliere.
La S.D.O. costituisce una rappresentazione
sintetica e fedele della cartella clinica, finalizzata a consentire la raccolta
sistematica delle principali informazioni contenute nella cartella stessa.
La
cartella clinica ospedaliera costituisce lo strumento informativo individuale
finalizzato a rilevare tutte le informazioni anagrafiche e cliniche rilevanti,
che riguardano un singolo ricovero ospedaliero di un paziente.
Ciascuna
cartella deve rappresentare l'intero ricovero del paziente nell'istituto di
cura, deve coincidere con la storia della degenza del paziente all'interno
dell'istituto. La cartella clinica ha quindi inizio al momento dell'accettazione
del paziente all'interno della struttura ospedaliera ed ha termine al momento
della dimissione.
Gli eventuali trasferimenti interni del paziente da una
unità operativa ad un'altra dello stesso istituto di ricovero non devono
comportare la sua dimissione e la successiva riammissione. Il numero
identificativo, caratteristico di ciascuna cartella clinica e della relativa
S.D.O., deve, pertanto, essere il medesimo per tutta la durata del ricovero,
indipendentemente dai trasferimenti interni allo stesso istituto di
cura.
Fanno eccezione i casi di passaggio dal ricovero ordinario al ricovero
diurno o viceversa e i trasferimenti del paziente da una unità operativa per
acuti ad una di riabilitazione (codici disciplina 28, 56, 75) o di lungodegenza
(codice 60) e viceversa, e di ricovero diurno nell'ambito dello stesso istituto
di cura, in questi ultimi casi si dovrà procedere alla compilazione di una nuova
cartella clinica e di una nuova S.D.O.
In caso di ricovero diurno, la
cartella clinica e la corrispondente S.D.O., devono contenere la storia e la
documentazione del paziente relativamente all'intero ciclo di trattamenti. Ogni
singolo accesso giornaliero è conteggiato come giornata di degenza e la data di
dimissione corrisponde alla data dell'ultimo contatto con l'istituto di
cura.
La S.D.O. e, quindi, la cartella clinica, nei ricoveri in DH, deve
essere in ogni modo chiusa convenzionalmente alla data del 31 dicembre di
ciascun anno, salvo per dar luogo ad una nuova S.D.O. ed una nuova cartella
clinica, per i cicli di trattamento in ricovero diurno che dovesse proseguire
l'anno successivo.
Nel caso di trasferimento del paziente dal regime di
ricovero diurno ad altro regime di ricovero, o viceversa, il paziente deve
essere dimesso e dovrà essere compilata una nuova cartella clinica e una nuova
S.D.O.
Il numero totale di accessi per un determinato ciclo di trattamento,
identificato secondo quanto sopra specificato da un solo numero di S.D.O., va
riportato al campo (n. 30) dell'allegato tracciato record.
La numerazione
della cartella clinica deve essere unica, progressiva ed annuale per ogni
Azienda sanitaria (anche in caso di Aziende pluripresidio) e non distinta per
tipo di ricovero, in modo tale che ciascun numero identifichi in maniera univoca
un singolo ricovero, indipendentemente dal regime in cui esso si
manifesti.
Nel caso di trasferimento del paziente da regime di ricovero
diurno ad altro regime di ricovero, o viceversa, il paziente deve essere dimesso
e dovrà essere compilata una nuova cartella clinica e una nuova S.D.O.
In
caso di trasferimento da una struttura ad un'altra, facente parte della stessa
Azienda ospedaliera, deve essere considerato come un trasferimento interno e
quindi non deve comportare la dimissione e la successiva riammissione.
Nel
caso di trasferimento interno tra strutture, facenti parte della stessa Azienda
ospedaliera, ma che hanno reparti accettazione distinti per struttura, in attesa
che la stessa si uniformi a quanto sopra utilizzando una unica numerazione, il
trasferimento deve necessariamente comportare la dimissione e la successiva
riammissione.
Nella S.D.O. della struttura dimettente deve essere indicato
nel campo "Onere della degenza" il codice "4" (ricoveri senza oneri per il SSN)
e nel campo "modalità di dimissione" il codice "6" (trasferimento ad altro
istituto di ricovero e cura...) e nel campo "DRG" il codice "999".
Va
ribadito che, comunque, devono essere trasmessi i dati relativi a tutti i
ricoveri che danno origine ad una S.D.O., sia che comportino o meno una
compensazione monetaria, perché importanti anche sotto il profilo
epidemiologico.
Sarà cura dei direttori generali dare disposizioni affinché
vengano rispettati i tempi e le modalità di trasmissione dei dati permettendo,
così, a questo Assessorato di potere effettuare con maggiore tempestività e
regolarità la corretta identificazione dell'utente e l'elaborazione dei dati
sulle attività dell'Azienda sanitaria e la conseguente valorizzazione nonché la
trasmissione dei dati al Ministero della sanità entro le scadenze indicate dalla
normativa vigente.
1.2 DEFINIZIONE E CODIFICA DELLE INFORMAZIONI
RILEVATE ATTRAVERSO LA SCHEDA DI DIMISSIONE OSPEDALIERA
Di seguito vengono
riportati, per ciascuna informazione prevista dal disciplinare tecnico, la
definizione ed il relativo sistema di codifica da adottare nella compilazione
della scheda di dimissione ospedaliera.
1. Codice struttura
dell'istituto di cura (alfanumerico - otto caratteri - obbligatorio)
La
denominazione dell'ospedale è costituita dalla denominazione ufficiale
dell'istituto di cura.
Per istituto di cura di intende l'insieme di tutte le
unità operative individuato da un medesimo codice.
Il codice da utilizzare è
quello che individua l'istituto di cura nei modelli di rilevazione delle
attività gestionali ed economiche delle Aziende unità sanitarie locali ed in
particolare nei modelli HSP. Detto codice è composto di otto caratteri, dei
quali tre identificano la regione (ai sensi del decreto del Ministero della
sanità 23 dicembre 1996), i successivi tre sono costituiti da un progressivo
numerico attribuito in ambito regionale, e i rimanenti due costituiscono un
ulteriore progressivo che individua le singole strutture dell'Azienda
ospedaliera, secondo quanto previsto dal modello HSP11 bis.
2.
Numero della scheda (numerico - dieci caratteri -
obbligatorio)
Il campo numero della scheda corrisponde all'identificativo
della cartella clinica, di cui:
- i primi quattro caratteri
identificano l'anno di ricovero che deve essere allineato a sinistra;
-
gli altri sei caratteri costituiscono una numerazione progressiva
all'interno dell'anno e devono essere allineati a destra.
La numerazione
progressiva è unica, indipendentemente dal regime di ricovero (ordinario o
diurno), in modo da identificare in materia univoca un singolo ricovero. Lo
spazio presente tra l'anno e la numerazione progressiva deve essere valorizzato
con zeri.
3. Cognome del paziente (alfabetico - trenta caratteri
- obbligatorio)
Il campo cognome dovrà contenere esclusivamente il cognome
del paziente, scritto maiuscolo. L'unico carattere non alfabetico consentito è
l'apostrofo da utilizzare anche come accento.
4. Nome del
paziente (alfabetico - venti caratteri - obbligatorio)
Il campo nome
dovrà contenere esclusivamente il nome del paziente, scritto tutto maiuscolo.
L'unico carattere non alfabetico consentito è l'apostrofo da utilizzare come
accento.
5. Sesso (numerico - un carattere - obbligatorio)
Il
codice da utilizzare è il seguente:
- 1 per paziente di sesso
maschile;
- 2 per paziente di sesso femminile.
6. Data di
nascita (numerico - otto caratteri - obbligatorio)
La data di nascita va
riportata nel formato GGMMAAAA.
7. Comune di nascita (numerico -
sei caratteri - obbligatorio)
Il codice da utilizzare è il codice definito
dell'ISTAT, i cui primi tre caratteri individuano la provincia e i successivi un
progressivo all'interno della provincia che individua il singolo comune.
Nel
caso di un paziente nato all'estero, va indicato il codice 999 al posto della
provincia, seguito dal codice dello Stato estero definito dal Ministero
dell'interno per l'anagrafe della popolazione.
8. Stato civile
(numerico - un carattere - obbligatorio)
Va riportato lo stato civile del
paziente al momento del ricovero, secondo la seguente codifica:
- (1):
celibe o nubile;
- (2): coniugato/a;
- (3): separato/a;
-
(4): divorziato/a;
- (5): vedovo/a;
- (6): non
dichiarato.
9. Comune di residenza (numerico - sei caratteri -
obbligatorio)
Il comune di residenza individua il comune italiano oppure lo
Stato estero presso il quale il paziente risiede legalmente.
Va utilizzato lo
stesso sistema di codifica definito al punto 7 "Comune di nascita"; in
particolare:
- il codice dei comuni italianiISTAT a sei caratteri, nel
caso di pazienti residenti in Italia;
- il codice 999 seguito dal
codice dello Stato estero definito dal Ministero dell'interno, nel caso di
pazienti residenti all'estero.
Per i neonati deve essere indicato il comune
di residenza della madre, fatto salvo quanto previsto dalla legge 15 maggio
1997, n. 127.
10. Cittadinanza (numerico - tre caratteri -
obbligatorio)
Il codice da utilizzare per la cittadinanza è il seguente:
-
(100): in caso di paziente con la cittadinanza italiana;
- codice
a tre caratteri dello Stato estero definito dal Ministero dell'interno, in caso
di paziente con cittadinanza estera.
11. Codice sanitario
individuale (alfanumerico - sedici caratteri - obbligatorio)
Il codice
sanitario individuale identifica i singoli cittadini iscritti al Servizio
sanitario nazionale ed è costituito dal codice fiscale (legge n. 412/91),
composto a 16 caratteri. Per gli stranieri non in regola con le norme relative
all'ingresso e al soggiorno deve essere riportato il codice regionale a siglaSTP
(Straniero temporaneamente presente) a 16 caratteri, (ai sensi del decreto del
Presidente della Repubblica 31 agosto 1999, n. 394, e della circolare del
Ministero della sanità 24 aprile 2000, n. 5).
Questo campo non si compila per
il neonato.
12. Regione di residenza (numerico - tre caratteri -
obbligatorio)
La Regione di residenza identifica la regione cui appartiene il
comune in cui risiede il paziente. Il codice da utilizzare è quello a tre
caratteri definito con decreto del Ministero della sanità 17 settembre 1986 e
successive modifiche, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 240 del 15
ottobre 1986, utilizzato anche nei modelli per le rilevazioni delle attività
gestionali ed economiche delle Aziende unità sanitarie locali.
Nel caso in
cui il paziente sia residente all'estero, va indicato il codice dello Stato
estero definito dal Ministero dell'interno.
13. Azienda unità
sanitaria locale di residenza (alfanumerico - tre caratteri)
Deve essere
indicata l'Azienda unità sanitaria locale che comprende il comune in cui risiede
il paziente.
Il codice da utilizzare è quello a tre caratteri utilizzato
anche nei modelli per le rilevazioni delle attività gestionali e economiche
delle Aziende unità sanitarie locali.
Questo campo non va utilizzato per i
residenti all'estero.
14. Regime di ricovero (numerico - un
carattere - obbligatorio)
Il regime di ricovero distingue tra il "ricovero
ordinario" ed il "ricovero diurno"; il "ricovero diurno" si caratterizza per la
presenza di tutte le seguenti condizioni:
- si tratta di ricovero, o
ciclo di ricoveri programmato;
- è limitato ad una sola parte della
giornata e non ricopre, quindi, l'intero arco delle 24 ore al momento del
ricovero;
- fornisce prestazioni multiprofessionali e/o
plurispecialistiche, che, per la loro intrinseca complessità o invasività o per
il correlato rischio per il paziente non possono essere eseguite in ambiente
ambulatoriale.
I codici da utilizzare sono i seguenti:
- (1)
ricovero ordinario;
- (2) ricovero diurno (day hospital).
Quando si
utilizza il codice due, bisogna riportare anche le informazioni relative ai
punti 29 e 30.
15. Data di ricovero (numerico - otto caratteri -
obbligatorio)
La data di ricovero va riportata nel formato GGMMAAAA.
Per i
nati nella struttura la data di ricovero coincide con la data di
nascita.
16. Unità operativa di ammissione (numerico - quattro
caratteri - obbligatorio)
L'unità operativa di ammissione individua l'unità
operativa presso la quale il paziente è fisicamente ricoverato anche nel caso in
cui l'assistenza medica sia prevalentemente a carico di un'altra unità operativa
indipendentemente dal regime di ricovero.
In caso di ricovero diurno va
indicata la data del primo giorno del ciclo di contatti con la struttura.
Il
codice da utilizzare corrisponde ai primi quattro caratteri utilizzati per
identificare l'unità operativa nei modelli di rilevazione delle attività
economiche delle unità sanitarie locali e delle aziende ospedaliere ed in
particolare nel modello HSP 12. I primi due caratteri identificano la specialità
clinica o disciplina ospedaliera; gli altri due caratteri indicano il
progressivo con cui viene distinta l'unità operativa nell'ambito della stessa
disciplina. Entrambi, il codice di specialità clinica e il suo progressivo,
devono attenersi, singolarmente, alle regole concernenti la memorizzazione dei
campi numerici.
17. Onere della degenza (alfanumerico - un
carattere)
Con l'onere della degenza si intende specificare il soggetto sul
quale ricade l'onere di rimborsare le spese relative al ricovero.
I codici da
utilizzare sono i seguenti:
- (1): ricovero a totale carico del
SSN;
- (2): ricovero a prevalente carico del SSN, con parte di spese a
carico del paziente (differenza alberghiera);
- (3): ricovero con
successivo rimborso (totale o parziale) a carico del SSN;
- (4):
ricovero senza oneri per il SSN;
- (5): ricovero a prevalente carico
del SSN; con parte di spese a carico del paziente (libera professione);
-
(6): ricovero a prevalente carico del SSN, con parte di spese a carico del
paziente (libera professione e differenza alberghiera);
- (7):
ricovero, a carico del SSN, di pazienti stranieri provenienti da paesi
convenzionati con ilSSN;
- (8): ricovero, a carico del SSN, di pazienti
stranieri con dichiarazione di indigenza;
- (A): ricovero, a carico del
Ministero dell'interno di pazienti stranieri con dichiarazione di
indigenza;
- (9): altro.
18. Provenienza del paziente
(alfanumerico - un carattere)
La provenienza del paziente individua
l'istituzione da cui proviene il paziente o il medico che ha proposto il
ricovero.
I codici da utilizzare sono i seguenti:
- (1): paziente
che accede all'istituto di cura senza proposta di ricovero formulata da un
medico;
- (2): paziente inviato all'istituto di cura con proposta del
medico di base;
- (3): ricovero precedentemente programmato dallo
stesso istituito di cura;
- (4): paziente trasferito da un istituto di
cura pubblico;
- (5): paziente trasferito da un istituto di cura
privato accreditato;
- (6): paziente trasferito da un istituto di cura
privato non accreditato;
- (7): paziente trasferito da un altro tipo di
attività di ricovero (acuti, riabilitazione, lungodegenza) o da altro regime di
ricovero (ricovero diurno o ordinario) nello stesso istituto;
- (9):
altro.
Non si compila per i neonati, limitatamente ai ricoveri corrispondenti
alla nascita degli stessi.
19. Tipo di ricovero (alfanumerico -
un carattere - obbligatorio)
Il tipo di ricovero, da indicare per tutti i
ricoveri in regime ordinario (codice 1 alla variabile 14 "regime di ricovero")
individua i ricoveri programmati, distinguendoli dai ricoveri d'urgenza e dai
ricoveri obbligatori (TSO) ai sensi degli artt. 33, 34, 35 e 64 della legge 23
dicembre 1978, n. 833.
I codici da utilizzare sono i seguenti:
-
(1): ricovero programmato non urgente;
- (2): ricovero
urgente;
- (3): ricovero per trattamento sanitario obbligatorio
(TSO);
- (4): ricovero programmato con preospedalizzazione (ai sensi
dell'art. 1, comma 18, della legge 23 dicembre 1996, n. 662); in tali casi nella
S.D.O. possono essere riportate procedure eseguite in data precedente
all'immissione.
Non si compila per i neonati, limitatamente ai ricoveri
corrispondenti alla nascita degli stessi.
20. Traumatismi ed
intossicazioni (alfanumerico - un carattere)
Questa informazione deve
essere fornita solo nel caso in cui il ricovero sia causato da trauma, incidente
o da una intossicazione.
I codici da utilizzare sono i seguenti:
-
(1): infortunio sul lavoro;
- (2): infortunio in ambiente
domestico;
- (3): incidente stradale;
- (4): violenza altrui
(indipendentemente dal luogo ove è avvenuta);
- (5): autolesione o
tentativo di suicidio (indipendentemente dal luogo ove è avvenuto);
-
(9): altro tipo di incidente o intossicazione.
21.
Trasferimenti interni 1 (alfanumerico - dodici caratteri)
I
trasferimenti interni, da riportare soltanto nei casi di ricovero in regime
ordinario (codice 1 alla variabile 14 "regime di ricovero") descrivono il
percorso che il paziente ha seguito durante il ricovero.
Per ciascun
trasferimento effettuato durante il ricovero vanno indicati nei primi otto
caratteri, la data in cui ha avuto luogo il trasferimento, secondo il formato
GGMMAAAA, nei successivi quattro caratteri, il codice del reparto presso il
quale è stato trasferito il paziente, secondo quanto descritto al punto
16.
Se il campo non contiene dati, valorizzando con spazi.
22.
Trasferimenti interni 2 (alfanumerico - dodici caratteri)
Come al
punto 21.
23. Trasferimenti interni 3 (alfanumerico - dodici
caratteri)
Come al punto 21.
24. Trasferimenti interni 4
(alfanumerico - dodici caratteri)
Come al punto 21.
25. Unità
operativa di dimissione (numerico - quattro caratteri -
obbligatorio)
L'unità operativa di dimissione indica il reparto dal quale il
paziente viene dimesso. Viene indicato anche se esso coincide con quello di
ammissione ovvero con quella relativa all'ultimo trasferimento interno riportato
per la variabile (21).
La codifica da utilizzare è quella descritta al punto
16.
26. Data di dimissione o morte (numerico - otto caratteri -
obbligatorio)
La data di dimissione o morte del paziente va sempre riportata
nella forma di cui al punto 15.
Nel caso di ricovero, in regime diurno, la
data di dimissione corrisponde alla data dell'ultimo accesso presso la struttura
in cui si è svolto il ciclo assistenziale. Per i cicli di ricovero diurno che si
protraggono oltre la fine dell'anno, la data del 31 dicembre corrisponde alla
data di dimissione.
27. Modalità di dimissione (numerico - un
carattere - obbligatorio)
La modalità di dimissione individua la destinazione
del paziente dimesso dall'ospedale e quindi l'eventuale continuazione del
percorso assistenziale in altre strutture.
La codifica è la seguente:
-
(1): paziente deceduto;
- (2): dimissione ordinaria al domicilio
del paziente;
- (3): dimissione ordinaria presso una residenza
sanitaria assistenziale (RSA);
- (4): dimissione al domicilio del
paziente con attivazione di spedalizzazione domiciliare;
- (5):
dimissione volontaria;
- (6): trasferimento ad un altro istituto di
ricovero e cura, pubblico o privato, per acuti;
- (7): trasferimento ad
altro regime di ricovero o ad altro tipo di attività di ricovero nell'ambito
dello stesso istituto;
- (8): trasferimento ad un istituto
pubblico o privato di riabilitazione o lungodegenza;
- (9): dimissione
ordinaria con attivazione di assistenza domiciliare integrata.
28.
Riscontro autoptico (alfanumerico - un carattere)
Nel caso in cui
il paziente sia deceduto, il riscontro autoptico individua i casi nei quali sia
stata effettuata l'autopsia.
Il codice da utilizzare solo se la modalità di
dimissione è: deceduto (codice 1 al punto 27):
- (1): se è stata
eseguita l'autopsia;
- (2): se non è stata eseguita.
29.
Motivo del ricovero in regime diurno (alfanumerico - un
carattere)
Questa informazione va riportata solo per i ricoveri in regime
diurno (codice 2 alla variabile 14) "regime di ricovero".
La codifica è la
seguente:
- (1): ricovero diurno diagnostico (compreso follow up);
-
(2): ricovero diurno chirurgico (day surgery);
- (3):
ricovero a prevalente carattere terapeutico;
- (4): ricovero
diurno riabilitativo.
30. Numero giornate di presenza in ricovero
diurno (numerico - tre caratteri)
Questa informazione va riportata solo
per i ricoveri in regime diurno e indica il numero complessivo di giornate in
cui il paziente ha avuto contatti con la struttura di ricovero nell'arco di uno
stesso ciclo assistenziale.
Per i cicli di ricovero diurno che si protraggono
oltre il 31 dicembre, la data di dimissione corrisponde convenzionalmente al 31
dicembre di ciascun anno.
In caso di ricovero diurno chirurgico il rimborso è
unico indipendentemente dal numero di giornate di presenza mentre il rimborso
per il ricovero diurno medico dipende dalle giornate di accessi nell'istituto di
cura.
31. Peso alla nascita (numerico - quattro
caratteri)
Identifica il peso rilevato alla nascita e va riportata soltanto
nella scheda di dimissione del neonato relativa al ricovero in cui è avvenuta la
nascita dello stesso.
Il peso va rilevato in grammi.
Le informazioni di
carattere clinico, di seguito elencate, diagnosi principale di dimissione,
diagnosi secondarie, intervento chirurgico principale o parto, altri interventi
chirurgici o procedure diagnostiche e terapeutiche devono essere codificate
utilizzando la classificazione internazionale delle malattie - modificazione
clinica (versione italiana 1997 della International Classification of deseases -
9th version - Clinical modification: ICD-9-CM) e successivi aggiornamenti. Ad
essa corrisponde la versione 14ª della classificazione HCFA-DRGs. Per il
corretto utilizzo di tale classificazione e per la corretta selezione e codifica
delle informazioni cliniche devono essere rigorosamente rispettate le istruzioni
riportate di seguito.
32. Diagnosi principale di dimissione
(alfanumerico - cinque caratteri - obbligatorio)
La definizione diagnosi
principale di dimissione è riportata al punto 4.1 del presente allegato tecnico.
La diagnosi principale di dimissione deve essere obbigatoriamente compilata per
tutte le schede di dimissione ospedaliera e codificata utilizzando i codici di
cinque caratteri riportati nella già citata classificazione internazionale delle
malattie - modificazione clinica.
Non devono essere riportati i punti
separatori del codice e non devono essere aboliti gli zeri davanti al numero
(es. il codice 004.0 deve essere riportato, allineato a sinistra, "0040" con lo
spazio eventuale a destra del codice).
33. Diagnosi secondaria 1
(alfanumerico - cinque caratteri)
La definizione delle diagnosi secondarie è
riportata al punto 5 del presente allegato tecnico. Possono essere riportate al
massimo cinque diagnosi secondarie, che devono essere correttamente codificate
utilizzando i codici a cinque caratteri riportati nella già citata
classificazione internazionale delle malattie - modificazione clinica.
34.
Diagnosi secondaria 2 (alfanumerico - cinque caratteri)
Come al
punto 33.
35. Diagnosi secondaria 3 (alfanumerico - cinque
caratteri)
Come al punto 33.
36. Diagnosi secondaria 4
(alfanumerico - cinque caratteri)
Come al punto 33.
37. Diagnosi
secondaria 5 (alfanumerico - cinque caratteri)
Come al punto
33.
38. Intervento chirurgico principale o parto (alfanumerico -
dodici caratteri)
Per intervento chirurgico principale si intende la
procedura chirurgica eseguita nel corso del ricovero.
Per l'intervento
chirurgico principale si deve indicare, nei primi otto caratteri, la data in cui
è stato eseguito l'intervento nel formato GGMMAAAA, e nei successivi quattro
caratteri il codice corrispondente all'intervento chirurgico, secondo la già
citata classificazione internazionale delle malattie - modificazione
clinica.
Anche per l'intervento devono essere aboliti i punti separatori del
codice e non devono essere aboliti gli zeri davanti ai numeri (es. il codice
04.00 deve essere riportato, allineato a sinistra, "0400" con lo spazio
eventuale riportato a destra del codice).
39. Altro intervento
chirurgico e procedure diagnostiche o terapeutiche 1 (alfanumerico - dodici
caratteri)
I criteri per la selezione degli altri interventi chirurgici e
delle principali procedure diagnostiche e terapeutiche sono riportati al punto 6
del presente allegato tecnico. Possono essere riportati al massimo cinque
interventi chirurgici o procedure diagnostiche e terapeutiche ulteriori rispetto
all'intervento chirurgico principale, utilizzando i codici a quattro caratteri
della già citata classificazione internazionale delle malattie - modificazione
clinica.
40. Altro intervento chirurgico e procedure diagnostiche o
terapeutiche 2 (alfanumerico - dodici caratteri)
Come al punto
39.
41. Altro intervento chirurgico e procedure diagnostiche o
terapeutiche 3 (alfanumerico - dodici caratteri)
Come al punto
39.
42. Altro intervento chirurgico e procedure diagnostiche o
terapeutiche 4 (alfanumerico - dodici caratteri)
Come al punto
39.
43. Altro intervento chirurgico e procedure diagnostiche o
terapeutiche 5 (alfanumerico - dodici caratteri)
Come al punto
39.
44. Codice D.R.G. (numerico - tre caratteri)
Codice
D.R.G. che scaturisce dalle diagnosi e/o procedure eseguite.
45.
Codifica utilizzata (numerico - un carattere - obbligatorio)
Serve
per specificare il tipo di classificazione utilizzata per la compilazione dei
campi relativi alle patologie e alle procedure utilizzate:
- (1):
codificati in base alla classificazione ICD-9;
- (2): codificati in
base alla classificazione ICD-9-CM;
46. Trimestre di riferimento
(numerico - un carattere - obbligatorio)
Questo campo serve per specificare a
quale trimestre si riferiscono i dati:
- (1): dati relativi al 1°
trimestre;
- (2): dati relativi al 2° trimestre;
- (3): dati
relativi al 3° trimestre;
- (4): dati relativi al 4° trimestre.
47.
Campo vuoto (alfanumerico - quarantuno caratteri)
Campo vuoto da
utilizzare per eventuali variazioni ed introduzioni future.
I dati,
riguardanti il tracciato record appena definito, dovranno essere memorizzati
seguendo le specifiche della codifica ASCII. L'organizzazione dell'archivio
delle informazioni contenute nelle S.D.O. deve essere di tipo line sequential,
cioè i records non devono contenere separatori di campi e ogni riga deve
comprendere un record (ASCII CHR [10] e CHR [13]).
Se un campo del record non
riporta alcun dato, esso deve essere comunque valorizzato con zeri se il campo è
di tipo numerico o con Blank (Spazio) se il campo è di tipo alfanumerico. Nel
caso in cui un campo del record non venga riempito completamente, la parte di
campo non utilizzata dovrà essere valorizzata con zeri se il campo di è tipo
numerico o con Blank (Spazio) se il campo è di tipo alfanumerico.
Si intende
per obbligatorio il campo che deve necessariamente essere compilato. Nel caso in
cui la scelta non rientri tra quelle predefinite dal presente disciplinare, il
campo dovrà essere valorizzato per tutta la sua lunghezza con zeri se è di tipo
numerico o con Blank (Spazio) se di tipo alfanumerico.
2. REGOLE
GENERALI PER LA CODIFICA DELLE INFORMAZIONI CLINICHE RILEVATE ATTRAVERSO LA
SCHEDA DI DIMISSIONE OSPEDALIERA
Codificare una diagnosi rappresenta una
operazione difficile quando la terminologia medica utilizzata è diversa da
quella contenuta nella classificazione adoperata. La comprensione dei termini
medici e la conoscenza del sistema di codifica consentono di codificare
qualsiasi formulazione diagnostica. Nel caso in cui non si riesca a reperire la
formulazione diagnostica nel manuale della classificazione, non bisogna
concludere che nessun codice esista per quella determinata diagnosi, si tratta
di trovare i percorsi appropriati per identificarlo, a partire
dall'individuazione della diagnosi principale.
La codifica delle informazioni
cliniche riportate nella S.D.O. deve essere effettuata da personale sanitario
(medico o infermieristico) adeguatamente formato e deve comunque rispettare
fedelmente sia l'ordine sia il contenuto delle formulazioni riportate dal
compilatore nella stessa scheda di dimissione, fatta salva la possibilità di
effettuare una revisione concordata con il medico compilatore della
S.D.O.
Una formulazione diagnostica è abitualmente composta da due parti: un
termine principale ed uno o più modificatore. I termini principali e i
modificatori forniscono al codificatore informazioni specifiche sulle diagnosi,
le condizioni, i sintomi ed altre circostanze attinenti il ricovero.
I
termini principali descrivono una malattia, un traumatismo, un problema o un
sintomo e rappresentano le voci di accesso alla classificazione.
I
modificatori (sotto-voci) sono dei termini elencati al fine di fornire al
codificatore delle informazioni aggiuntive. L'indice alfabetico li riporta, al
di sotto del termine principale in parentesi o rientrati.
Per identificare il
codice appropriato è necessario seguire le seguenti fasi operative:
1)
individuare tutti i termini principali che descrivono nella formulazione
diagnostica le condizioni del paziente;
2) utilizzare l'indice
alfabetico per rintracciare ciascun termine principale individuato;
3)
individuare i modificatori del termine principale;
4)
analizzare attentamente le sotto-voci elencate al di sotto del termine
principale;
5) analizzare le note e/o i riferimenti;
6)
selezionare un codice tra quelli forniti dall'indice
alfabetico;
7) verificare nell'elenco sistematico l'accuratezza di tale
codice; utilizzare sempre i codici che descrivono la diagnosi al massimo livello
di specificità possibile (ossia i codici a cinque caratteri, quando
disponibili);
8) analizzare tutti i codici appartenenti all'intera
categoria, per essere sicuri che il codice selezionato rappresenti la scelta
migliore;
9) esaminare attentamente ogni nota
illustrativa;
10) assegnare il codice selezionato nell'elenco
sistematico.
3. REGOLE GENERALI RELATIVE ALL'USO DELLA CLASSIFICAZIONE
ICD-9-CM
3.1 Utilizzo integrato dell'indice alfabetico e dell'elenco
sistematico
E' necessario utilizzare sia l'indice alfabetico sia l'elenco
sistematico al fine di individuare il codice corretto. L'utilizzo del solo
indice alfabetico o del solo elenco sistematico può determinare errori
nell'individuazione del codice ed insufficiente specificità nella selezione del
codice.
3.2 Specificità della codifica
I codici relativi alle
diagnosi ed alle procedure devono essere utilizzati al livello di specificità
più elevato possibile; in particolare:
- assegnare un codice a cinque
caratteri tutte le volte in cui ciò sia possibile;
- assegnare un
codice a quattro caratteri solo se non vi sono codici a cinque caratteri
nell'ambito della tessa categoria;
- assegnare un codice a tre
caratteri solo se non vi sono codici a quattro caratteri nell'ambito nella
stessa categoria.
3.3 Codici relativi ad altre condizioni e a
condizioni non specificate
I codici identificati con le sigle NIA (non
indicato altrove) e SAI (senza altre indicazioni) devono essere utilizzati solo
quando la formulazione diagnostica e l'eventuale revisione della documentazione
clinica non forniscono informazioni sufficienti per consentire l'utilizzo di un
codice più specifico.
I codici individuati dalla sigla NIA devono essere
utilizzati quando l'informazione disponibile individua una specifica condizione
ma nella classificazione ICD non è disponibile un codice specifico per la
condizione stessa.
I codici identificati dalla sigla SAI devono essere
utilizzati quando l'informazione riportata nella S.D.O. non consente l'utilizzo
di un codice più specifico.
Quando la consultazione dell'indice alfabetico
individua un codice identificato dalle sigle NIA e SAI, verificare nell'elenco
sistematico la possibilità di utilizzare un codice più specifico.
3.4
Codici combinati
Un codice utilizzato per classificare
simultaneamente due diagnosi oppure una diagnosi insieme ad una manifestazione
secondaria associata oppure una diagnosi insieme ad una complicazione associata
è definito "codice combinato". I codici combinati sono riportati come sotto-voci
nell'indice alfabetico e come note di inclusione nell'elenco sistematico.
Si
deve utilizzare il codice combinato quando esso identifica pienamente tutte le
condizioni riportate quando l'indice alfabetico lo richiede esplicitamente. Se
il codice combinato descrive tutti gli elementi riportati nella formulazione
diagnostica, non devono essere utilizzati ulteriori codici. Quando il codice
combinato non è in grado di descrivere tutte le manifestazioni o complicazioni
riportate nella formulazione diagnostica, può essere utilizzato insieme al
codice combinato un codice aggiuntivo.
3.5 Codifica
multipla
Quando una formulazione diagnostica non può essere rappresentata
da un unico codice, è necessario ricorrere alla codifica multipla, ovvero alla
utilizzazione di più di un codice per identificare completamente tutti gli
elementi.
Il ricorso alla codifica multipla è sollecitato dalle indicazioni
"utilizzare, eventualmente, un codice aggiuntivo", "codificare per primo", che
possono essere riportate all'inizio di un capitolo o di un blocco ovvero di una
particolare categoria.
La nota "codificare per prima la malattia di base"
indica la necessità di riportare sia il codice relativo alla malattia primaria,
che quello relativo alla manifestazione conseguente. Quest'ultimo non può essere
utilizzato come diagnosi principale.
La nota "utilizzare un codice aggiuntivo
per identificare manifestazioni quali..." indica la necessità di utilizzare un
ulteriore codice per identificare manifestazioni analoghe agli esempi riportati.
Questi codici non possono essere utilizzati come diagnosi principale.
3.6
Postumi
Un postumo è un effetto causato da una malattia o da un
traumatismo, che permane dopo che la fase acuta della malattia o del traumatismo
è terminata. Non vi è un limite di tempo entro il quale il codice relativo al
postumo può essere utilizzato. Il postumo può essere relativamente precoce come
negli accidenti cerebro vascolari o può verificarsi dopo mesi o anni come nel
caso dei traumatismi. Per codificare i postumi sono necessari due codici, uno
relativo alla condizione residua o alla natura del postumo; l'altro relativo
alla causa del postumo. Il codice relativo alla natura del postumo deve essere
riportato per primo; il codice relativo alla causa del postumo stesso deve
essere riportato come diagnosi secondaria, salvo che le note dell'indice
alfabetico indichino diversamente.
3.7 Condizione
"imminente"
Le condizioni descritte al momento della dimissione come
"minaccia di" o "imminente" devono essere codificate secondo le seguenti
istruzioni:
- individuare nell'indice alfabetico se la condizione
primitiva ha una sottovoce relativa al termine "imminente" o "minaccia di";
verificare anche il termine principale "minaccia di";
- se sono
riportate le sotto-voci "minaccia di" o "imminente", utilizzare il codice
corrispondente;
- se non sono riportate delle sotto-voci specifiche,
specificare la condizione come esistente.
4. SELEZIONE DELLA DIAGNOSI
PRINCIPALE DI DIMISSIONE
La selezione della diagnosi principale deve essere
effettuata sulla base delle circostanze che determinano e caratterizzano il
ricovero ospedaliero.
4.1 Definizione di diagnosi
principale
La diagnosi principale è condizione, identificata alla fine
del ricovero, che risulta essere la principale responsabile del bisogno di
trattamento e/o di indagini diagnostiche. Se nel corso dello stesso ricovero si
evidenzia più di una condizione con caratteristiche analoghe, deve essere
selezionata quale principale quella che è risultata essere responsabile
dell'impiego maggiore di risorse.
Salvo che le note dell'elenco sistematico o
dell'indice alfabetico indichino altrimenti, quando nel corso del ricovero non è
stata formulata una diagnosi definitiva, possono essere utilizzati per la
codifica della diagnosi principale i codici relativi a segni, sintomi e
condizioni mal definite riportati nel capitolo 16 della classificazione
internazionale delle malattie - modificazione clinica (versione italiana della
versione 1997 della International classification of diseases - 9Th revision, -
Clinical modification).
Quando il ricovero è finalizzato a trattare
esclusivamente uno specifico segno o sintomo, quest'ultimo deve essere
selezionato come diagnosi principale.
I codici contenuti in parentesi
nell'indice alfabetico non devono essere utilizzati come diagnosi
principale.
4.2 Codifica della diagnosi principale
La
diagnosi principale di dimissione deve essere codificata secondo la
classificazione internazionale delle malattia - modificazione clinica (versione
italiana della versione 1997 della Internazional classification of diseases -
9th revision - Clinical modification).
Il codice utilizzato deve essere a 5
caratteri in tutti i casi per i quali la ICD-9-CM lo preveda; per i casi in cui
siano previsti soltanto 3 o 4 caratteri, riportarli allineati a sinistra.
4.3
Condizioni acute e croniche
Quando la stessa condizione è
descritta sia come acuta (o subacuta) sia come cronica e nell'indice alfabetico
sono riportati specifici codici per ciascuna di tali forme devono essere
riportati entrambi codificando come diagnosi principale la forma acuta (o
subacuta), se risponde ai criteri di selezione della diagnosi principale.
4.4
Osservazione e valutazione di condizioni sospette
I codici
compresi fra V71.0 e V71.9 devono essere utilizzati per la codifica della
diagnosi principale quando si sospetta una condizione anomala la quale, in
assenza di segni o sintomi, richiede una specifica valutazione e al termine del
ricovero risulta non essere confermata.
4.5 Trattamento non
eseguito
La condizione che al termine del ricovero è risulta essere il
motivo dello stesso deve essere selezionata come diagnosi principale anche
quando il relativo trattamento non è stato praticato per circostanze impreviste.
In tali casi, fra le diagnosi secondarie deve essere riportato il codice V64
(persone che ricorrono ai servizi sanitari per interventi specifici non
eseguiti). Quando un ricovero è stato programmato per eseguire un particolare
trattamento e questo non viene eseguito per circostanze impreviste, va riportato
come diagnosi principale il codice V64 e come diagnosi secondaria la condizione
che avrebbe determinato il trattamento.
4.6 Postumi
Se la
diagnosi principale è rappresentata da un postumo il codice relativo alla natura
del postumo deve essere riportato per primo; il codice relativo alla causa del
postumo stesso deve essere riportato come diagnosi secondaria, salvo che le note
dell'indice alfabetico indichino diversamente.
4.7 Ustioni
multiple
Quando le ustioni sono identificate come diagnosi principale ed
esse sono multiple, riportare per primo il codice che descrive l'ustione di
maggiore gravità.
4.8 Traumi multipli
Quando traumi multipli
sono identificati come diagnosi principale, riportare per primo il codice che
descrive il trauma di maggiore gravità.
4.9 Neoplasie
Quando
il ricovero è finalizzato a trattare una neoplasia maligna, quest'ultima deve
essere selezionata come diagnosi principale salvo che il ricovero sia
finalizzato prevalentemente ad eseguire la radioterapia (V58.0) o la
chemioterapia (V58.1): in tali casi la neoplasia maligna deve essere codificata
come diagnosi secondaria e la diagnosi principale deve essere codificata con i
codici V58.0 o V58.1.
Quando un paziente è ricoverato per eseguire
prevalentemente la radioterapia o la chemioterapia e nel corso del ricovero si
sviluppano delle complicazioni quali la nausea e vomito non controllati o
disidratazione deve essere indicata come diagnosi principale la radioterapia
(V58.0) o la chemioterapia (V58.1).
Quando il ricovero comporta la rimozione
chirurgica di una neoplasia maligna, primitiva o secondaria seguita da
chemioterapia o radioterapia, deve essere selezionata come diagnosi principale
la neoplasia maligna.
Quando il ricovero è finalizzato a determinare la
stadiazione della neoplasia, deve essere selezionata come diagnosi principale la
neoplasia, anche se nel corso dello stesso ricovero sono state eseguite la
radioterapia o la chemioterapia.
Qualunque estensione per contiguità o a
distanza deve essere codificata come neoplasia maligna secondaria della sede
invasa; quando la neoplasia primitiva è stata asportata nel corso di un
precedente ricovero, la forma secondaria deve essere indicata come diagnosi
principale; la neoplasia pregressa deve essere segnalata utilizzando il codice
V10.
Quando un paziente è ricoverato a causa di una neoplasia primitiva
metastatizzata e il trattamento è diretto soltanto alla sede secondaria, la
neoplasia secondaria deve essere selezionata come diagnosi principale anche se
la forma primitiva fosse ancora presente; se, invece, il ricovero è finalizzato
prevalentemente ad eseguire la radioterapia o la chemioterapia della forma
secondaria, la diagnosi principale deve essere codificata con V58.0 o
V58.1.
4.10 Avvelenamenti e intossicazioni
Nel codificare
l'avvelenamento o la relazione ad uso improprio di farmaci (esempio: errore nel
dosaggio, nella via di somministrazione, nella selezione del farmaco), il codice
relativo all'avvelenamento deve essere riportato per primo, seguito dal codice
relativo alla manifestazione.
4.11 Compilazione di trattamenti
chirurgici o di altri trattamenti medici
Quando il ricovero è finalizzato
al trattamento di una complicazione di un trattamento chirurgico o di altro
trattamento medico, ivi comprese le reazioni da farmaci correttamente
utilizzati, il codice relativo alla complicazione deve essere selezionato come
diagnosi principale. Se la compilazione è classificata con i codici compresi fra
996 e 999, può essere utilizzato un codice aggiuntivo per specificare la natura
della complicazione.
4.12 Complicazioni della
gravidanza
Quando una paziente è ricoverata a causa di una condizione che
complica la gravidanza oppure consegue a quest'ultima, il codice relativo alla
complicazione ostetrica deve essere selezionato come diagnosi principale. Può
essere utilizzato un codice aggiuntivo per conferire maggiore specificità.
5.
DIAGNOSI SECONDARIE
Le diagnosi secondarie sono quelle che colpiscono
al momento del ricovero o che si sviluppano in seguito e che influenzano il
trattamento ricevuto e/o la durata della degenza. Le diagnosi correlate ad un
precedente ricovero che non hanno influenza sul ricovero attuale non devono
essere segnalate. Quindi, per la diagnosi secondaria deve intendersi qualunque
condizione diversa dalla diagnosi principale che influenzi l'assistenza erogata
al paziente in termini di: trattamento terapeutico, procedure diagnostiche
eseguite, durata della degenza, assistenza infermieristica, monitoraggio
clinico.
La corretta individuazione delle diagnosi secondarie compete al
medico responsabile dell'assistenza del paziente nel corso del ricovero.
5.1
Codifica delle diagnosi secondarie
Le diagnosi secondarie devono
essere codificate secondo la classificazione internazionale delle malattie -
modificazione clinica (versione italiana della versione 1997 della International
classification of diseases - 9th - Revision clinical modification:
ICD-9-CM).
Il codice utilizzato deve essere a cinque caratteri in tutti i
casi per i quali la ICD-9-CM lo preveda; per i casi in cui siano previsti
soltanto 3 o 4 caratteri, riportarli allineati a sinistra.
Nel caso in cui
nella cartella clinica siano riportati, oltre a quella principale, più di cinque
forme morbose, che rispondano ai criteri qui riportati di identificazione delle
diagnosi secondarie, devono essere selezionate e codificate quelle che a
giudizio del medico che ha formulato la diagnosi possono aver esercitato il
maggior peso in relazione alle necessità assistenziali ed alla complessità del
trattamento ricevuto dal paziente.
Tra le diagnosi secondarie devono essere
obbligatoriamente riportate le infezioni insorte nel corso del ricovero.
5.2
Condizioni pregresse
Le condizioni cliniche risolte e le
diagnosi correlate a precedenti ricoveri che non abbiano influenza sul ricovero
attuale non devono essere riportate e codificate. I codici anamnestici (V10-V19)
possono essere utilizzati per codificare le diagnosi secondarie solo se
l'anamnesi personale o familiare influenza il trattamento erogato nel corso del
ricovero.
5.3 Condizioni che costituiscono una componente integrale
della malattia principale
Le condizioni che costituiscono una componente
integrale della malattia principale non devono essere riportate e codificate
come diagnosi secondarie.
5.4 Condizioni che non costituiscono una
componente integrale della malattia principale
Le condizioni che non sono
ordinariamente associate alla diagnosi principale, se presenti, devono essere
riportate e codificate solo se influenzano il trattamento erogato nel corso del
ricovero.
5.5 Risultati anomali
I risultati anomali di test
di laboratorio e di altre procedure diagnostiche non devono riportati e
codificati a meno che non abbiano una particolare rilevanza clinica.
6.
SELEZIONE E CODIFICA DEGLI INTERVENTI CHIRURGICI E DELLE PROCEDURE
DIAGNOSTICHE E TERAPEUTICHE
L'intervento chirurgico principale indica la
procedura chirurgica effettuata nel corso del ricovero.
Per intervento
chirurgico principale indicare:
- nei primi otto caratteri, la data
nella quale è stato eseguito da riportare secondo l'ordine: GGMMAAAA;
-
nei successivi quattro caratteri, il codice corrispondente all'intervento
chirurgico, secondo la classificazione internazionale delle malattie
modificazione clinica (versione italiana della versione 1997 della International
classification of diseases - 9th revision - clinical modification); individuare
il codice al livello di specificità più elevato consentito dalla classificazione
utilizzando ove possibile tutti i quattro caratteri; nei casi in cui si usino
meno di quattro caratteri, allineare i caratteri a sinistra;
-
riportare gli altri interventi chirurgici eventualmente effettuati nel
corso dello tesso ricovero, nonché le procedure diagnostiche e terapeutiche più
importanti fra quelle cui è stato sottoposto il paziente.
Per ciascuna
procedura indicare il codice corrispondente all'intervento chirurgico o alla
procedura diagnostica o terapeutica, secondo la classificazione internazionale
delle malattie - modificazione clinica (versione italiana della versione 1997
della International classification of diseases - 9th revision - Clinical
modification: ICD-9-CM); riportate il codice più specifico utilizzando, in tutti
i casi in cui è possibile, un codice a quattro caratteri; negli altri casi
allineare i caratteri a sinistra.
Se nel corso dello stesso ricovero sono
stati effettuati più interventi e/o procedure, devono essere utilizzati i
seguenti criteri per la scelta della sequenza corretta:
1) in presenza
di più interventi chirurgici, selezionare e codificare come principale quello
maggiormente correlato alla diagnosi principale di dimissione e, comunque,
quello che ha comportato il maggiore peso assistenziale, ed il maggior consumo
di risorse (uso di sala operatoria, medico anestesia, equipe operatoria,
ecc.);
2) nel caso in cui siano segnalati sia interventi chirurgici,
sia procedure, codificare sempre prima gli interventi chirurgici;
3)
quando nella cartella clinica vengano indicati interventi e/o procedure,
in numero superiore ai sei previsti dalla struttura della S.D.O., la scelta
delle priorità delle segnalazioni è lasciata al medico che compila la scheda di
dimissione, tenendo comunque conto del seguente ordine decrescente di
priorità:
- interventi chirurgici a cielo aperto;
- interventi
per via endoscopia e/o laparoscopica;
- le seguenti procedure che
determinano l'attribuzione a specifici raggruppamenti diagnostici (DRG):
-
87.53 colangiografia intraoperatoria;
- 88.52 angiocardiografia
del cuore destro;
- 88.53 angiocardiografia del cuore sinistro;
-
88.54 angiocardiografia combinata del cuore destro e sinistro;
-
88.55 arteriografia coronarica con catetere singolo;
- 88.56
arteriografia coronarica con catetere doppio;
- 88.57 altra e non
specificata arteriografia coronarica;
- 88.58 roentgengrafia cardiaca
con contrasto negativo;
- 92.27 impianto o inserzione di elementi
radioattivi;
- 92.3 radiochirurgia stereotassica;
- 94.61
riabilitazione da alcool;
- 94.63 disintossicazione e riabilitazione da
alcool;
- 94.64 riabilitazione da farmaci;
- 94.66
disintossicazione e riabilitazione da farmaci;
- 94.67 riabilitazione
combinata da alcool e farmaci;
- 94.69 riabilitazione e
disintossicazione combinata da alcool e farmaci;
- 95.04 esame
dell'occhio in anestesia;
- 96.70 ventilazione meccanica continua,
durata non specificata;
- 96.71 ventilazione meccanica continua, durata
meno di 96 ore consecutive;
- 96.72 ventilazione meccanica continua,
durata 96 ore consecutive o più;
- 98.51 litotripsia extracorporea di
rene, uretere e/o vescica;
- procedure interventistiche diagnostiche o
terapeutiche (es. asportazione di polipo in corso di colonscopia
diagnostica);
- procedure in senso stretto, con o senza biopsia,
comprese nel primo settore (codd. da 01 a 86) (es. gastroscopia);
-
altre procedure diagnostiche o terapeutiche comprese nel secondo settore
(codd. da 87 a 99), dando la priorità a quelle più invasive e/o impegnative
(TAC, NMR, litotripsia, radioterapia, ecc.).
7. MODALITA' DI
TRASMISSIONE DATI
Entro tre mesi dalla pubblicazione del presente
disciplinare tecnico, l'Assessorato regionale della sanità fornirà ai direttori
di presidio di tutti gli istituti di ricovero pubblici e privati un software che
dovrà essere utilizzato per controllare la qualità delle S.D.O. e per la
preparazione dell'invio delle stesse. Tale software, utilizzando il tracciato
record sopra definito, effettuerà un controllo di tipo logico-formale sui dati
contenuti nelle S.D.O. come da diagramma di flusso esplicativo allegato; quindi
produrrà un report nel quale saranno riportati i valori per l'individuazione e
la correzione delle S.D.O. errate. Tali schede dovranno essere corrette e,
unitamente alle altre, dovranno essere sottoposte ad un ulteriore passaggio di
controllo. Una volta raggiunto il 100% diS.D.O. corrette il software creerà due
distinti archivi, criptati mediante un apposito algoritmo, corrispondenti alle
due sezioni della scheda previste dal D.M. n. 380/2000. Tali archivi dovranno
essere trasmessi, dal direttore di presidio o da un suo incaricato,
esclusivamente per via telematica, mediante invii separati, all'indirizzo E-Mail
ass.sicilia@sanità.it dell'Assessorato regionale sanità Dipartimento
osservatorio epidemiologico. Ogni E-Mail dovrà riportare, come oggetto, il
codice identificativo ministeriale di sei caratteri che identifica la struttura
di ricovero, l'anno e il trimestre di riferimento delle S.D.O. così come
specificato al punto 46 del tracciato record sopra riportato. E' necessario che
non vi sia nessuno spazio tra i caratteri da digitare nell'oggetto.
I dati
che verranno inviati in modo difforme a quanto descritto nel disciplinare
tecnico, o che conterranno dati inseriti non correttamente, verranno scartati e
restituiti.
E' necessario che venga fornito l'elenco dei referenti per
Azienda con nominativo, recapito telefono, fax ed eventuale E-mail.
8.
TEMPI DI TRASMISSIONE
Le suddette disposizioni entrano in vigore a
partire dal 1° gennaio 2001.
I dati dovranno essere trasmessi esclusivamente
al gruppo 2° delDipartimento osservatorio epidemiologico, con cadenza
trimestrale, come segue:
- entro il 20 marzo dati relativi al 4°
trimestre dell'anno precedente (dimessi dall'1 ottobre al 31 dicembre);
-
entro il 30 giugno dati relativi al 1° trimestre dell'anno in corso
(dimessi dall'1 gennaio al 31 marzo);
- entro il 30 settembre dati
relativi al 2° trimestre dell'anno in corso (dimessi dall'1 aprile al 30
giugno);
- entro il 30 dicembre dati relativi al 3° trimestre dell'anno
in corso (dimessi dall'1 luglio al 30 settembre).
Non verranno presi in
considerazione i dati riportati al di fuori del trimestre di
riferimento.
9. TRACCIATO RECORD
Tabella
1
Tracciato record attività ricoveri ordinari e DH
|
|
Prog. |
Posiz. |
Descrizione
campo |
Tipo |
Lungh. |
|
|
1 |
1-8 |
Codice struttura |
AN |
8 |
|
|
2 |
9-18 |
Numero della scheda |
N |
10 |
|
|
3 |
19-48 |
Cognome paziente |
A |
13 |
|
|
4 |
49-68 |
Nome paziente |
A |
20 |
|
|
5 |
69 |
Sesso |
N |
1 |
|
|
6 |
70-77 |
Data di nascita |
N |
8 |
|
|
7 |
78-83 |
Comune di nascita |
N |
6 |
|
|
8 |
84 |
Stato civile |
N |
1 |
|
|
9 |
85-90 |
Comune di residenza |
N |
6 |
|
|
10 |
91-93 |
Cittadinanza |
N |
3 |
|
|
11 |
94-109 |
Codice sanitario individuale |
AN |
16 |
|
|
12 |
110-112 |
Regione di residenza |
N |
3 |
|
|
13 |
113-115 |
Azienda di residenza |
AN |
3 |
|
|
14 |
116 |
Regime di ricovero |
N |
1 |
|
|
15 |
117-124 |
Data di ricovero |
N |
8 |
|
|
16 |
125-128 |
Unità operativa di ammissione |
N |
4 |
|
|
17 |
129 |
Onere della degenza |
AN |
1 |
|
|
18 |
130 |
Provenienza del paziente |
AN |
1 |
|
|
19 |
131 |
Tipo di ricovero |
AN |
1 |
|
|
20 |
132 |
Traumatismi o intossicazioni |
AN |
1 |
|
|
21 |
133-144 |
Trasferimenti interni 1 |
AN |
12 |
|
|
22 |
145-156 |
Trasferimenti interni 2 |
AN |
12 |
|
|
23 |
157-168 |
Trasferimenti interni 3 |
AN |
12 |
|
|
24 |
169-180 |
Trasferimenti interni 4 |
AN |
12 |
|
|
25 |
181-184 |
Unità operativa di dimissione |
N |
4 |
|
|
26 |
185-192 |
Data di dimissione o morte |
N |
8 |
|
|
27 |
193 |
Modalità di dimissione |
N |
1 |
|
|
28 |
194 |
Riscontro autoptico |
AN |
1 |
|
|
29 |
195 |
Motivo del ricovero in regime
diurno |
AN |
1 |
|
|
30 |
196-198 |
|
N |
3 |
|
|
31 |
199-202 |
Peso alla nascita |
N |
4 |
|
|
32 |
203-207 |
Diagnosi principale di
dimissione |
AN |
5 |
|
|
33 |
208-212 |
Diagnosi secondaria 1 |
AN |
5 |
|
|
34 |
213-217 |
Diagnosi secondaria 2 |
AN |
5 |
|
|
35 |
218-222 |
Diagnosi secondaria 3 |
AN |
5 |
|
|
36 |
223-227 |
Diagnosi secondaria 4 |
AN |
5 |
|
|
37 |
228-232 |
Diagnosi secondaria 5 |
AN |
5 |
|
|
38 |
233-244 |
|
AN |
12 |
|
|
39 |
245-256 |
|
AN |
12 |
|
|
40 |
257-268 |
|
AN |
12 |
|
|
41 |
269-280 |
|
AN |
12 |
|
|
42 |
281-292 |
|
AN |
12 |
|
|
43 |
293-304 |
|
AN |
12 |
|
|
44 |
305-307 |
DRG |
N |
3 |
|
|
45 |
308 |
Codifica utilizzata |
N |
1 |
|
|
46 |
309 |
Trimestre di riferimento |
N |
1 |
|
|
47 |
310-350 |
Campo vuoto |
AN |
41 |
Lunghezza totale del record. 350
Note: Tipo
dato
|
|
AN: |
Alfanunerico |
|
|
A: |
Alfabetico |
|
|
N: |
Numerico |
I campi alfanumerico devono essere allineati a sinistra; se
non utilizzati devono essere impostati con valore "spazio".
I campi numerici
devono essere allineati a destra; le cifre non significative devono essere
impostate con valore "0" (zero).
I campi se non utilizzati devono essere
impostati con valore "spazio".
Nel caso in cui un campo del record non venga
riempito completamente, la parte di campo non utilizzata dovrà essere
valorizzata con zeri se il campo è di tipo numerico o con Blank (Spazio) se il
campo è di tipo alfanumerico.
Diagramma del flusso informativo
degli archivi delle schede
di dimissione ospedaliere

a cura dell'U.O. di Metodologia Clinica ad indirizzo
Epidemiologico-Statistico - A.R.N.A.S. Civico e Benfratelli, G. Di Cristina, M.
Ascoli - Palermo
ultima revisione: 13 febbraio
2002
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