Lo sviluppo dell'artrosi della colonna vertebrale è legato all'invecchiamento dell'essere umano. Già all'età di vent'anni si possono osservare alterazioni a carico delle articolari.
Tuttavia, la presenza di alterazioni non coincide necessariamente con la presenza di disturbi clinici. Alcune persone hanno cospicue alterazioni artrosiche e solo pochi disturbi, altre, al contrario, presentano sintomi violenti in presenza di scarse alterazioni radiologiche. L'insorgenza di disturbi dipende dalla insorgenza di
La terapia, quindi, è orientata a combattere questi eventi. Anche se essi possono essere leniti o risolti, la terapia medica o chirurgica non è in grado di guarire la malattia artrosica. Con il progredire della malattia gli stessi eventi possono ripetersi o se ne possono presentare degli altri.
A livello della colonna vertebrale, vista la cronicità della malattia, le terapie da effettuarsi debbono trovarsi lungo una scaletta di progressione, nella quale le cure con minori rischi, minori complicazioni e minore impegno per l'organismo si trovano ai primi gradini. Allo stato attuale le terapie chirurgiche sono riservate al trattamento delle complicanze.
Le principali complicanze a carattere chirurgico dell'artrosi sono:
B) terapie chirurgiche
Anche nell'ambito delle terapie chirurgiche abbiamo una scaletta di progressione basata sui criteri della minore invasività e maggiore preservazione funzionale. Questo è particolarmente valido per gli interventi sui dischi intervertebrali
| tecniche di accesso | grado di preservazione funzionale |
| percutanee | rimozione della complicanza senza danni aggiuntivi a carico di articolazioni o dischi |
| endoscopiche | sostituzione di strutture discali |
| mini-open |
rimozione di strutture discali o articolari |
| a cielo aperto | fusione di articolazioni o dischi |